IN ATTESA DEL CAMPANILE, TURI SI GODE LE CAMPANE
Maggio. Mese della Madonna. Mese dei restauri ultimati. Mese
del ritorno allo splendore della chiesetta di San Rocco, e non solo. Per la
comunità turese in questi giorni si è compiuta un’ulteriore festa: quella del
campanile della Chiesa di Maria Santissima Ausiliatrice, chiamata comunemente
“Oratorio”. I lavori di ristrutturazione sono quasi completati, e nello stesso
tempo la parrocchia ha provveduto ad acquistare quattro nuove campane e a
restaurarne una quinta. Tutte suoneranno nel campanile al termine dei lavori.
In occasione della festa di San Giuseppe Lavoratore, nella stessa chiesa, sono
state benedette le campane che tra qualche giorno torneranno a scandire il tempo, ad annunciare momenti di
festa e dolore a chi vive nelle vicinanze. Prima era molto più sentita
l’importanza del loro rintocco. Ora riusciamo tranquillamente a farne a meno,
ma la cittadina turese si è stretta attorno alla richiesta di Don Maurizio, e
degli altri preti locali, di contribuire con delle offerte a sostenere
l’acquisto delle nuove campane. Sono state organizzate anche serate in musica
per raccogliere fondi e estrazioni in periodo pasquale. Tutte e cinque, alla
presenza di una foltissima rappresentanza cittadina, delle autorità civili,
militari, dei progettisti, l’arch. Logrillo e l’ing. Stefano Luisi , hanno
ricevuto la benedizione del vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli, Sua
Eccellenza Monsignor Domenico Padovano. Il vescovo si è dilungato durante
l’omelia nello spiegare il valore del lavoro inteso come contributo dell’uomo
alla realizzazione del progetto creatore di Dio. “il loro importante ruolo nei
momenti della vita civile e religiosa: proprio perché poste tra cielo e terra,
diventano portatrici delle preghiere umane verso l’aldilà. Le campane, quindi,
sono diventate con questa cerimonia, il simbolo di una comunità che si riunisce
nel nome dei valori della pace, della fratellanza e della umiltà. Nel frattempo
tutti noi restiamo col fiato sospeso, e con naso all’insù, aspettando che i
lavori di restauro del campanile riescano ad essere ultimati entro il 24 p.v,
data in cui verra festeggiata la Madonna di cui la chiesa dell’oratorio porta
il nome.