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PENSACI, GIACOMINO! INTERVISTA A TUNDO

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“Pensaci, Giacomino!”. E’ il titolo della famosa commedia in tre atti di Pirandello. Giacomino è un personaggio paradossale, affetto da crisi d’identità e sdoppiamento dei ruoli.

“Pensaci, Giacomo!”. E’ invece l’appello accorato di Paolo Tundo che, come padre Toti nella commedia, invita Giacomino – l’alter ego (più alter in verità) dell’ex assessore Giacomo Valentini – a prendersi le sue responsabilità, prima di fare sciocchezze di cui potrebbe pentirsi, vale a dire prima di passare all’opposizione.

Nell’intervista esclusiva rilasciata a Turiweb, Tundo ripercorre le vicende ultime che hanno determinato il rimpasto di giunta e il sacrificio di Valentini.

Giacomo Valentini, uno dei peones – pedina di scambio, stando a quei famosi accordi – avrebbe dovuto lasciare l’Assessorato senza battere ciglio. Invece, ha opposto resistenza fino all’ultimo. “E’ venuto meno agli accordi!” – precisa l’assessore Tundo, il quale si augura che però l’amico Giacomo resti in maggioranza.

Valentini oggi ha una possibilità, una delle strade davanti a sé, seguendo la quale finirebbe dritto dritto a dividere i banchi tra i consiglieri dell’opposizione, anche e solo per vedere come si sta da quelle parti. Si dirà poi che è stato preso a calci nel sedere, professor Onofrio Resta docet! O magari, passerebbe le giornate in consiglio a scaldare le corde vocali; gareggiare con Petrera a chi dei due sbraita forte e meglio dell’arrogante al sindaco. E così, alla fine, la commedia volgerebbe in tragicommedia: “Vade retro! Distruttore delle famiglie! Vade retro!”.

 

L’INTERVISTA

Il sindaco Gigantelli si è presentato in consiglio con la nuova maggioranza e la nuova giunta. Cosa pensa di questa nuova squadra di governo?

“Francamente sono felice che la cosa sia andata in senso positivo. Era una situazione piuttosto prevedibile. Questa maggioranza ha dimostrato che il rimpasto era necessario, per dare nuovo impulso per l’attuazione del programma.”

A questo punto sembra che il nodo della questione sia la posizione dell’assessore Giacomo Valentini che non ha tenuto più o meno fede a un accordo paventato. Questa situazione ha messo in difficoltà la giunta. Oggi sembra che Valentini non abbia gradito la revoca e potrebbe sedere tra i banchi dell’opposizione.

“Io credo che Valentini faccia parte della maggioranza, anche perché fra lui e il sindaco c’era una intesa. Un accordo che prevedeva il cambio, per questo il rimpasto è avvenuto. Giacomo è un bravissimo ragazzo, aveva voglia e entusiasmo di fare l’assessore all’agricoltura, ma questo non era possibile perché il rimpasto era un accordo e andava rispettato.”

Lei cederebbe la delega all’agricoltura a Valentini, se decidesse ovviamente di continuare a far parte della maggioranza?

“Credo e spero che continui a far parte di questa maggioranza. So che il sindaco gli lascerebbe la delega all’agricoltura e altri tipi di compensazioni, proprio perché Giacomo ha tanta voglia di lavorare. Ma solo con delega.”

L’opposizione ha dichiarato al sindaco di essere stato duro e arrogante con la sua giunta. Oggi, come ieri, all’epoca del primo rimpasto, un gruppo della maggioranza ha imposto al sindaco certe situazioni. Tra l’altro, anche il suo ruolo in maggioranza è forte…

“Non guardiamo più al passato, io sto andando avanti. Esiste un programma, l’opposizione non deve cercare di strumentalizzare, perché queste cose sono accadute anche nella precedente amministrazione De Grisantis che ogni tre mesi cambiava un assessore… anzi andava sempre in consiglio in seconda convocazione. Io non faccio la politica delle beghe o dell’ostruzionismo. Queste sono cose fisiologiche che accadono in una maggioranza e che non dovrebbero accadere, perché ci sono interessi della collettività che vengono prima. Ma l’importante è che si sia trovato un rimedio di compattezza di unità di squadra che sia d’impulso per portare a termine il mandato e l’attuazione del programma.”

Restano due anni e mezzo con una maggioranza che si presenta in undici, dodici elementi e una giunta a sei. In questo periodo, alcune voci hanno criticato la sua posizione considerata un po’ troppo silenziosa. Lei ha programmi, idee, voglia di dare voce al grande consenso che ha avuto?

“Io, come uomo appartenente al PDL, se a volte sono stato in silenzio e perché cercavo di alleviare delle situazioni che già erano abbastanza critiche. Quando sono stato eletto con molto entusiasmo – e sono grato della fiducia degli elettori – ho portato avanti il programma, facendo capire all’opposizione che le beghe non servono. Abbiamo trovato 9 milioni e mezzo circa di BOC, con 1 milione e 100 mila euro di deficit strutturali guarda caso dell’amministrazione De Grisantis. Siamo andati avanti con difficoltà nella gestione dell’organigramma per la giunta; problema che però abbiamo risolto in brevissimo tempo. Stiamo risolvendo il debito e questo bel regalo che la precedente amministrazione ci ha lasciato, senza aumentare le tasse. Qualcuno dice che questa è una amministrazione di potere. Io non direi, anzi questa è una amministrazione che – rispetto alle vecchie e soprattutto rispetto a quella di De Grisantis che non riusciva a gestire cosa pubblica – si è mostrata celere in queste decisioni. Ho notato che c’è da parte nostra la volontà di lavorare, realizzare opere a fondo perduto per 4 milioni di euro, per l’asilo nido si stanno aprendo le buste, poi c’è un finanziamento socio-assistenziale di 1milione e 750 mila euro, inizieremo subito a lavorare per il cinema. Ci stiamo prodigando sul fronte della viabilità, piano urbanistico e Pip.”

Come ha valutato in questa situazione il rapporto tra il sindaco e il consigliere regionale Michele Boccardi e la sua componente?

“Io sono stato penalizzato. Come già il vicesindaco ha dimostrato, io comunque guardo agli interessi generali e non sono ricattabile. In base a quella stretta di mano con Boccardi, spero che Michele mantenga l’impegno che ha promesso… Ovvero di inserirmi nel direttivo provinciale, non perché mi serve un ruolo di potere, ma perché questo riconoscimento mi stimoli di più nella ricerca delle soluzioni per la crescita e lo sviluppo della nostra Turi, insieme a Boccardi e all’amministrazione.”

Il rimpasto era stato annunciato da tempo. Non le sembra una cosa già scritta? Si parla anche di accordi…

“Era un accordo che Valentini, Vito Totaro, Cazzetta e Luisi avevano preso per dare stabilità nella gestione amministrativa. Sono felice che la cosa si sia risolta in parte positivamente. Sarei più felice se Giacomo Valentini rimanesse in maggioranza, anche perché, ripeto, la delega all’agricoltura non gliela toglie nessuno. Siccome lui ha voglia di lavorare può anche lavorare con la delega, senza assessorato, se questi sono i suoi principi.”

A margine dell’ultimo consiglio comunale il pubblico mormorava. Il fatto che la nuova giunta sia di sei elementi, è per qualcuno la carta del sindaco per eventualmente poter far entrare come assessore Natalino Ventrella. Secondo lei è possibile?

“Io sono al buio totale di questa situazione”.

Si dichiarerebbe contrario nell’eventualità?

“Non posso dare un giudizio su una cosa della quale sono al buio. Se dovesse avvenire faremo una valutazione”.

Il giudizio sugli assessori uscenti?

“So che in una riunione, Antonio Tateo, quando vide che Giacomo non si voleva dimettere, si propose in quella circostanza per dare serenità alla maggioranza. Tateo disse che si dimetteva volontariamente.”

Qualcuno ha rifiutato?

“Cazzetta si era già dimesso, poi c’è stato il fermo perché Valentini voleva restare”.

Molti hanno dato credito a Tateo e al suo operato. Come mai non è stato riconfermato?

“So che lui aveva dato questo consenso volontario per il bene del PDL. So che Boccardi di queste cose ne terrà conto, come anche il sindaco e tutta l’amministrazione.”

 

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