Con Dacia Maraini per conoscere Chiara


La libreria Eleutera di Turi non è riuscita a contenere i numerosi lettori che nel pomeriggio di giovedì 19 marzo hanno voluto incontrare Dacia Maraini e la sua “Chiara D’Assisi”, Rizzoli edizoni.
Ad accogliere la nota autrice toscana, assieme alla padrona di casa, Alina Laruccia, presidente del Presidio del Libro di Turi, il giornalista Vito Catucci che, assieme alla Maraini hanno ripercorso le strade di quella Assisi che ha fatto da scenografia alle vicende di Chiara.
Particolarmente emozionanti, gli intermezzi musicali, realizzati dalla chitarra di Andrea Lenato e dalle voci di Miriam Arrè e il tenore Nicola D’Alessandro.
“Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza” racconta la vita della famosa Santa con lo sguardo laico e la curiosità storica di una scrittrice che si è spesso confrontata col passato. Nelle sue parole si fa’ corpo, l’incontro di Chiara, la giovane donna di famiglia nobile con Francesco che sceglie di seguire, fuggendo dal mondo, per vivere in povertà. Nella sua scelta, si instaura il suo elegio alla disobbedienza, un rifiuto non solo della sua famiglia nobiliare, ma della stessa società di ricchi e di poveri perchè vuole rispettare il messaggio divino: tutto quello che c’è sulla terra appartiene a Dio e quindi a tutti. Quando Chiara d’Assisi entrò in convento aveva solo diciotto anni e correva l’anno 1211, epoca in cui anche la Chiesa era ricchissima, potentissima, faceva guerre, andava a conquistare paesi ed aveva un impero.
Circa ottocento anni dopo, una ragazza, Chiara Mandalà,
chiede insistentemente a Dacia Maraini di studiare e scrivere sulla famosa santa umbra. Si costruisce così l’ultimo romanzo della scrittrice toscana, Chiara di Assisi – Elogio della disobbedienza. Dacia Maraini intraprende, attraverso la ricerca di un passato molto lontano, un percorso che intende trovare un senso al presente e che accompagnano il lettore nella stessa direzione: il viaggio. Ma cosa può insegnare questo personaggio alla donna di oggi? Innanzitutto la grande dignità; il rifiuto di ogni gerarchia; il rifiuto della proprietà come schiavitù, come legame. “La proprietà porta con sé il bisogno di difenderla. Secondo Chiara se si hanno proprietà ci si comincia ad armare. Quindi il rifiuto della proprietà era uno strumento di libertà. E noi viviamo in una società basata sul possesso. Chi possiede soldi vale, chi non possiede soldi non ha potere e non vale niente. Questi sono discorsi validi ancora oggi e possono essere da esempio”.
Santa Chiara, è descritta dalle consorelle “paziente, amorosa, gentile, umile e vergine”. Una donna moglie, sposa di Cristo, disobbediente alla Chiesa ed estremamente obbediente alle parole del frate Francesco, silenziosa e democratica.
Ma a rendere suggestivo il racconto sono le parole della Maraini: “nel momento in cui i miei protagonisti mi appaiono in sogno, vuol dire che sono entrata finalmente nel loro mondo e che sono pronta a scrivere”. Accanto all’aspetto spirituale, però, Dacia Maraini sottolinea anche quello civile, tanto da poter accostare l’atteggiamento di Chiara a quello dell’Antigone sofoclea. La piccola donna entrata nel chiostro nel 1211, passerà la vita a chiedere che sia confermata la regola delle clarisse: abolizione delle gerarchie, rinuncia del privilegio delle proprietà, povertà assoluta, vivendo soltanto delle elemosine raccolte dai frati francescani. L’approvazione di tale regola sarà sancita soltanto due giorni prima della sua morte, 11 Agosto 1253, dalla bolla del papa Innocenzo IV. Con la canonizzazione avvenuta in tempi record nell’ottobre dello stesso anno, la Chiesa riuscì a smussare e modificare la regola, riportandola a canoni ben più accolti dall’istituzione ecclesiastica, mantenendo, però, intatta la fama e l’amore che il popolo ha provato e continua a provare per lei.
Nello sguardo che l’autrice toscana rivolge a Santa Chiara si riscontra, dunque, una grande attualità di questo straordinario personaggio storico, il quale ci ricorda che molti conflitti e battaglie delle donne non sono ancora terminati. Il suo sguardo “laico”, però, rivela un grande interesse per il mistero, che parte sempre dal ritenere indiscutibile la “sacralità” della vita. Dunque, nell’elogio alla disobbedienza di Chiara d’Assisi subentra l’elogio all’amore, una “pura gioia d’amore”.
Dacia Maraini è la scrittrice italiana più conosciuta al mondo. è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e tradotti in venti Paesi. Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel 1999 il Premio Strega con Buio. Nel 2011 è stata candidata al prestigioso Man Booker Prize. Il suo ultimo libro è la raccolta di racconti L’amore rubato (Rizzoli 2012).