Turi ha bisogno di teatro


Domenica scorsa, presso l’auditorium dell’ITES ‘Sandro Pertini’ di Turi, si è conclusa la rassegna teatrale ‘Una domenica tutta da ridere’, con ‘Il malato poco fissato’, commedia ispirata a ‘Il malato immaginario’ di Molière, a cura della compagnia turese emergente ‘Compagnia teatrale turese’ di Renato Tampoia.
La storia è molto nota ma è stata rivisitata per l’occasione: è la vicenda di Argante, un tipo ipocondriaco e affetto da numerose malattie immaginarie. Per risolvere il suo quadro clinico vuole dare in sposa la figlia Angelica a Tommasino, giovane medico, fresco di studi che potrà aiutarlo nel guarire dai malanni fisici. Ma Angelica non ama Tommasino perché è innamorata di Cleante, un avvenente ragazzo. Bettina, seconda moglie di Argante, opportunista, vuole liberarsi delle due figliastre, Angelica e Luigina, per impossessarsi di tutta l’eredità. Argante, infatti, in accordo con la cameriera e con il fratello che vogliono mascherare Bettina, si finge morto. Mentre, la moglie vuole trovare subito i soldi, saputa la notizia, le figlie provano dolore vero, per cui c’è un lieto fine: Angelica può sposare Cleante ma lui deve diventare medico. Il fratello, invece, gli dice di diventare medico di se stesso. “L’obiettivo finale della rassegna, credo che sia stato raggiunto: fare appassionare il pubblico turese al linguaggio scenico. Abbiamo coperto 200 posti a serata. Direi un ottimo risultato per Turi. Siamo, infatti, poco abituati. Questo segnale deve essere recepito dagli amministratori locali. Lasciare una comunità senza spazi adeguati significa non aiutarla a crescere da un punto di vista culturale. Turi ha perso una occasione con il cinema Zaccheo.”- ha affermato l’organizzatore dell’evento, prof. Osvaldo Buonaccino D’Addiego. “Con sacrificio stiamo creando questo palcoscenico perché anche la scuola ha bisogno di finanziamenti. Ma non basta, perché la sala è limitata. C’è stata una raccolta fondi deludente. Per la terza edizione metteremo un biglietto ‘simbolico’ d’ingresso.”

Il sindaco, dott. Domenico Coppi ha ribadito: “È molto significativo che ci sia stata tanta affluenza e un tale fermento teatrale. Per quanto riguarda le strutture, una comunità si caratterizza da quelle strutture. Una comunità, senza teatro, cinema o contenitore culturale è molto povera. Per quanto riguarda il cinema, noi amministratori votammo a favore della sua realizzazione (all’epoca ero consigliere comunale), ma, purtroppo, quel cinema era troppo grande per Turi. Abbiamo cercato un gestore ma non è stato possibile. Il vecchio mattatoio potrebbe essere la soluzione migliore. Potrebbe essere trasformato ma stiamo cercando finanziamenti”.
Tutte le offerte raccolte sono state devolute, insieme a quelle della Banca Popolare, ad ARISLA, l’associazione che si occupa dei malati di SLA.
Si ringrazia per le foto, Pietro Carenza.