Valentina Pavone vince con uno scatto in Turchia

Una mistura di successo, passione e studio. Il percorso che ci conduce alla vittoria personale e alla soddisfazione avviene solo dopo la consapevolezza di sé e dei propri traguardi. Valentina Pavone fotografa turese-tarantina, laureata in scienze delle formazioni, prima flautista dell’Improbabilband, ha vinto tra circa tremila scatti, al prestigioso concorso indetto dall’American Express “I viaggi che amo”.
Da qui nasce la prima mostra fotografica creata in rete a cura di Denis Curti, critico fotografico, organizzatore di mostre e giornalista. Un successo entusiasmante per la fotografia, poiché è l’arte comunicativa più diretta. L’esposizione dei 27 scatti vincitori è partita martedì 25 febbraio presso l’Urban Center di Milano e durerà sino il 2 marzo. Abbiamo incontrato la fotografa Valentina Pavone all’indomani dell’importante comunicazione.
Che cosa rappresenta per te questa vittoria?
“Per me rappresenta un traguardo importantissimo poiché per la prima volta mi confronto su un territorio che non è il mio di origine e, essere stata selezionata tra quasi 3000 foto, è una grossa soddisfazione. Sono l’unica pugliese.”
La tua foto vincitrice ritrae due donne musulmane in un bar. Ha un significato particolare?
“Certo ha un significato particolare. Oltre a contenere dei dettagli della cultura turca quali le colorate maioliche, famose in tutto il mondo, ritrae due donne con lo chador, simbolo della discriminazione sessuale della cultura islamica, tranquillamente sedute al bar come delle qualsiasi donne occidentali. Tutto ciò si traduce in voglia di emancipazione in una Turchia che tutt’oggi ha ancora qualcosa da imparare sotto il profilo dei diritti umani.”
Cos’è la fotografia per te?
“Per me la fotografia è un mezzo per esprimere il proprio punto di vista. Il mio è come scrivere, suonare e qualsiasi altro mezzo che sia espressione del proprio essere. Mi piace utilizzare le immagini per raccontare e denunciare aspetti della nostra società che siano positivi o negativi, credo che le immagini abbiano un potere unico in questo senso”.
Viene quasi da commentare che l’ingrediente essenziale per la tenacia e l’intraprendenza è credere in se stessi.