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Gigantelli ha lasciato un vero disastro

flavio tundo

Questo inverno ha fatto emergere tutto il disagio derivante dall’incuria, negli ultimi tempi, nella gestione della macchina amministrativa. E intanto, Turi sembra essere un cantiere che non vuol per nulla chiudere.

Lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria che si trasformano nel giro di poco tempo in un’odissea senza fine. Mesi e mesi di disagio che i cittadini devono sopportare, impotenti.

Fortunatamente però arriva il momento che qualcuno, un po’ per amor proprio, spinto anche dalla voglia di dimostrare il suo attaccamento al ruolo che ricopre o per onore nei confronti del paese in cui è nato e che ora deve gestire, inizia a lavorare seriamente affinché tutti i cittadini possano tornare ad essere orgogliosi del proprio paese.

Purtroppo lo stato in cui riversa Turi è molto particolare. Nessuno può negare il buco amministrativo di ben cinque anni che ha affossato il nostro paese.

Le situazioni da affrontare sono tante e alcune molto urgenti. Certo, nessuno ha la bacchetta magica, ma almeno la volontà per portare a termine il proprio compito si inizia a percepire.

Escludendo il rifacimento delle strade principali del paese, ultima o forse unica opera degna di essere annoverata, l’amministrazione Gigantelli ha lasciato in eredità ai posteri un vero e proprio disastro.

Nonostante tutto però, i lavori sono proseguiti, con molta lentezza, derivante, bisogna anche sottolinearlo, dalla eccessiva complessità della macchina burocratica. Così, via Conversano, interrotta per mesi, a causa di manutenzioni varie, è stata riaperta al traffico, le vasche per le acque meteoriche di Largo Pozzi, scempio totale dettato dalla superficialità degli addetti al lavoro, sono state posizionate e si attende finalmente la bitumazione dell’intera area che, così come ha sottolineato l’assessore ai lavori pubblici Flavio Tundo, non comporterà ancora molto ritardo.

Ma questi non sono altro che i primi importanti progetti che l’amministrazione Resta dovrebbe portare a termine.

L’assessore Tundo ha anticipato che, a breve, saranno avviati nuovi cantieri. Sono stati approvati il progetto esecutivo per la sistemazione di “Lama Giotta”, il restauro del Convento delle Clarisse che diventerà la sede centrale di laboratorio urbano partecipato, il progetto di riqualificazione dell’ex mattatoio (attraverso finanziamenti Gal) che diverrà un centro turistico e culturale. Infine, nei prossimi mesi dovrebbero partire i lavori di adeguamento del padiglione “D” della scuola materna e di rifacimento dell’asfalto di via Federico II, ponendo così fine ad uno degli esempi più importanti di cattiva gestione di amministrazione locale.

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