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Un’indimenticabile partita a calcetto tra amici

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Dopo una lunga attesa, i ragazzi turesi hanno subito approfittato del passaggio alla zona gialla per poter tornare in campo

Lunedì 10 maggio, la Puglia è tornata ad essere gialla dopo due settimane di arancione ed un mese e mezzo di rosso, a tratti rafforzato. I dehors di bar e ristoranti sono di nuovo aperti, i negozi hanno tutti le saracinesche alzate e, di sera, i campi del calcetto hanno ripreso ad ospitare le partite tra amici: ferma restando la possibilità per gli enti locali o per altri organismi competenti di adottare misure più restrittive in base alle valutazioni di propria competenza, è difatti nuovamente consentito svolgere attività motoria all’aperto nel rispetto delle norme di distanziamento e senza alcun assembramento.

ATTIVITÀ SPORTIVA IN ZONA GIALLA

“L’attività sportiva di base individuale, di squadra e di contatto – leggiamo – può essere svolta nei parchi pubblici e privati, nelle aree attrezzate all’aperto, negli spazi all’aperto di centri e circoli sportivi, pubblici e privati del proprio Comune o, nel rispetto delle disposizioni relative agli spostamenti, di un altro Comune, in conformità con quanto previsto dall’allegato 5 delle “Linee Guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere” emanate dal Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi. Dal 1° giugno sarà possibile svolgere attività sportiva anche all’interno di luoghi al chiuso.”.

AL DI LÀ DEI COMFORT

Alla lieta notizia, attesa a lungo, migliaia di ragazzi pugliesi hanno risposto riempiendo l’agenda delle prenotazioni dei centri sportivi sparsi nel territorio, anche quelli col campo da gioco sconnesso, impervio: ciò che conta davvero, infatti è poter tornare a giocare, pur essendo in aggiunta preclusa la possibilità di lavarsi e coccolarsi con una doccia al termine della partita; poco importa, quindi, se si è costretti a rientrare a casa con qualche goccia di sudore tra i capelli, con addosso un odore poco gradevole e con qualche filo di erbetta impigliato negli scarpini. Difatti già lunedì, e così per tutta la settimana, i turesi non si sono lasciati scappare l’occasione di incontrarsi sui campetti da calcio per una partita che quasi certamente non dimenticheranno mai: la partita del ritorno alla normalità – si spera. E non fa nulla se una volta scesi in campo tutto funziona come al solito, con il compagno che non passa mai la palla, con l’avversario un po’ goffo che interviene sulle gambe come fosse un macellaio, con il nostro corpo che dopo cinque minuti di corsa implora pietà: anzi, vivere in prima persona uno spettacolo di cotanta indecenza è quasi piacevole, romantico; tantomeno può spaventare o scoraggiare la prospettiva di dover giocare una partita senza usufruire delle casacche, solitamente messe a disposizione dai gestori del campo, necessarie per distinguere immediatamente compagni ed avversari. Insomma, al di là di ogni comfort – anche basilare (come una doccia e delle casacche) – ciò che importa è tornare a giocare. Dopo un anno di Covid, in fondo, calciare un pallone con i propri amici non è più qualcosa di scontato, perlomeno non quanto lo sia stato fino ad un anno fa: stesso discorso per la felicità che ne deriva.

LEONARDO FLORIO

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