Maggio, promesse e speranza

Don Giuseppe annuncia il dono di una scultura dedicata a Maria Santissima Ausiliatrice
Siamo nel mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna. Alla base della speciale attenzione mariana di questi giorni, l’intreccio virtuoso tra la natura che si colora e profuma di fiori e la devozione popolare.
«Maggio, preludio dell’estate, mese delle promesse e della speranza, è il tempo dell’amore, Maria è la donna amata, maggio è il mese di Maria. Un tempo – riflette don Giuseppe Dimaggio – in cui si moltiplicano i Rosari, sono frequenti i pellegrinaggi ai Santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla Vergine Maria. Un bisogno che si avverte con particolare urgenza nel tempo che stiamo vivendo».
«La storia ci porta al Medioevo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo quando Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, celebrava Maria come “rosa delle rose, fiore dei fiori, donna tra le donne, unica Signora, luce dei Santi e dei Cieli…”, Nell’Enciclica “Mense Maio” – prosegue – Paolo VI indica maggio come “il mese in cui, nei templi e tra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione”. “Ed è anche il mese nel quale più larghi e più abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della Divina Misericordia” (San Giovanni Paolo II)».
Quali sono i sentimenti che la legano alla Madre Santissima?
«La mia devozione alla Madonna nasce già al tempo della mia infanzia, nel mio ambiente familiare e sociale, ancora piccolissimo sul grembo della nonna che mi insegnava l’Ave Maria, e si consolida attraverso la profonda venerazione mariana dei sacerdoti e del popolo di Barletta, mia città di origine, nonché sugli esempi di vita di numerosi Santi. San Luigi Maria Grignion de Monfort affermava che “…tutta la nostra perfezione consiste nell’essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo. Perciò, la più perfetta di tutte le devozioni è…quella che ci conforma…più perfettamente a Gesù Cristo”, cioè la devozione a Maria Sua Santa Madre.
Il mio ministero, dunque, è sempre stato e continua ad essere caratterizzato dalla pietà mariana e ha come riferimento il Suo esempio che sempre mi indica la direzione. È naturale, quindi, tra le mie scelte pastorali, assegnare rilevanza al culto di Maria ed educare i parrocchiani a me affidati alla venerazione della nostra Madre Celeste. Il mio obiettivo è di trasmettere l’amore per la Vergine Santa e di praticare una seria catechesi mariana per raggiungere un elevato numero di anime che possano aprire il loro cuore a Gesù Cristo.
La partecipazione della Madonna alla nostra salvezza e alla nostra redenzione è centrale: il Vangelo di Giovanni registra la sua presenza all’inizio e alla fine della vita pubblica di Gesù, soprattutto davanti alla Croce, quando riceve da suo figlio morente l’incarico di essere la madre dell’amato discepolo e, in lui, di tutti i cristiani.
Dio ci ha regalato Maria affinchè non fossimo mai soli: Maria è colei che alle nozze di Cana è stata attenta ai bisogni degli sposi ed è colei che continua ad essere attenta a noi, anche oggi. Essere devoti alla Santa Vergine è un’arma di salvezza che Dio dà a coloro che vuole salvare. “Dio Padre riunì tutte le acque e le chiamò mària (mare); riunì tutte le grazie e le chiamò Maria” dice ancora San Luigi Maria Grignion de Monfort».

Tanto innamorato della Madonna, è stato designato ad essere Pastore di una chiesa a Lei intitolata.
«A tal proposito, sono felice e orgoglioso di partecipare a tutta la comunità turese, soprattutto in questo delicato momento storico, un importante evento che si svolgerà nella nostra parrocchia. Domenica 16 maggio, all’interno della Solenne Celebrazione Eucaristica Vespertina delle ore 19, nella Parrocchia Maria SS. Ausiliatrice, il nostro amato Vescovo, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Giuseppe Favale impartirà la benedizione alla nuova scultura in cartapesta dedicata alla Madonna “Aiuto dei Cristiani”.
La prodiga generosità di una benefattrice, la cara signora Saveria Di Puppo, conosciuta come nonna Rina, a memoria sua e di suo marito Costantino Cataldo, ha consentito che si realizzasse il mio desiderio e quello dei miei parrocchiani di esporre perennemente nella nostra chiesa una statua dell’Ausiliatrice da accompagnare in processione il 24 maggio di ogni anno, in occasione della ricorrenza dei festeggiamenti a lei dedicati. Quella già in nostro possesso, ma di dimensioni molto più ridotte, sarà, invece, in futuro, destinata alla “peregrinatio” nei quartieri della città e nelle case.
Come nasce il culto a Maria Santissima Ausiliatrice?
«L’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano San Pio V che Le affidò le armate che nella famosa battaglia di Lepanto vinsero la grande flotta musulmana e liberarono l’Occidente e la Cristianità dalla secolare minaccia turca.
San Giovanni Bosco fu il più grande e devoto propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio da papa Pio VII nel 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla prigionia napoleonica.
Don Bosco aveva visto in sogno i nemici di Dio ingaggiare una lotta contro la Chiesa e il Papa, sotto forma di una gigantesca battaglia navale. La nave della Chiesa riusciva a trovare salvezza presso due colonne. La prima colonna era sormontata da una grande Ostia, la seconda da una statua dell’Immacolata con la scritta Auxilium Christianorum.
Ed è una meravigliosa coincidenza che la festa più importante della nostra parrocchia ricorra nel mese mariano per eccellenza. Un nutrito programma è stato stilato, unitamente ai miei collaboratori, per omaggiare, più in generale, in tutti questi giorni di maggio, la nostra Madre Santissima. Già diversi incontri di preghiera sono stati tenuti e altri si succederanno: in particolare, ogni giovedì alle ore 20,00, la recita del Santo Rosario aux flambeaux».
Papa Francesco ha indetto la “maratona dei rosari”. Qual è il significato?
«Strettamente legata al culto mariano è la recita del Santo Rosario: l’Ave Maria è una preghiera che ha al centro il nome di Gesù e medita continuamente la vita di Gesù e Maria. “Mai come nel rosario – affermava San Giovanni Palo II – il cammino di Cristo e quello di Maria appaiono uniti così profondamente. Maria vive soltanto in Cristo e in funzione di Cristo. Meditare con il rosario significa consegnare i nostri affanni ai cuori misericordiosi di Cristo e della Madre Sua”.
E così, l’iniziativa voluta fortemente da Papa Francesco con il titolo “Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio” per chiedere la fine della pandemia, deve essere considerata come il gesto di chi ama una mamma sempre pronta ad ascoltare e intercedere.
Qual è il messaggio che passa attraverso l’arte?
«Venerando la Madonna nell’immagine che la rappresenta con il Figlio, noi facciamo continuamente memoria della sua maternità e, nel culto alla sua santa effigie, siamo introdotti nell’atto d’amore eterno che ha spinto il Padre ad inviare il Suo Figlio Unigenito. Alla luce di questa affermazione, acquista una enorme importanza la committenza della nuova scultura al famoso artista leccese Marco Epicochi.
La fede e l’arte, la testimonianza della parola divina e della parola umana hanno al loro interno una dimensione che li supera; l’artista e il profeta hanno in sé una voce che viene dall’alto: “l’arte non rappresenta il visibile, ma l’invisibile che è nel visibile”. Proprio come recita il Salmo 47 della Bibbia: “In modo bello, cantate Dio con arte”. Quando la fede incontra l’arte, si crea una sintonia profonda perché entrambe possono e vogliono parlare di Dio.
La via della bellezza è un percorso privilegiato per avvicinarsi al mistero di Dio; la bellezza che gli artisti traducono nel loro linguaggio non è altro che il riflesso dello splendore del Verbo fatto Carne. “L’arte, infatti, è una via maestra che permette di accedere alla fede più di tante parole e idee perché con la fede condivide lo stesso sentiero, quello della bellezza (Papa Francesco). L’invito a partecipare a questo evento è esteso a tutto il popolo di Dio della città di Turi. Tante più strade offriremo, tanto più alimenteremo la gioia del Vangelo e le occasioni di meraviglia per gli occhi e per il cuore».