Centro Storico, un regolamento da modificare

Le proposte del Comitato “Borgo Antico” per rilanciare il commercio e potenziare la vivibilità del cuore di Turi
Il Comitato per la Salvaguardia e la Promozione del Borgo Antico ha tra i suoi scopi quello di “avvalersi di ogni strumento utile e di ogni forma di collaborazione” con l’Amministrazione Comunale per il raggiungimento delle sue precipue finalità, che sono principalmente due: consentire al Borgo Antico di diventare un luogo umanamente vivibile e visitabile, di cui poter usufruire anche per attività culturali, turistiche e commerciali, opportunamente promosse; restituire decoro, bellezza e vitalità al nucleo storico del nostro paese, individuando e segnalando alle competenti autorità illegalità di ogni genere, abbandoni e sporcizie, situazioni di degrado e incuria.
«Per questa ragione – illustra il presidente del Comitato, l’architetto Domenica Laruccia – il Consiglio Direttivo del Comitato, con la collaborazione di un apposito Gruppo di Lavoro, ha inteso redigere – tra l’altro – alcune proposte di modifica al Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n.15 del 21 luglio 2014 ed entrato in vigore dal 29 luglio 2014, per farsi parte attiva e propositiva verso la stessa Amministrazione Comunale. Si tratta di spunti normativi che – dal nostro punto di vista – sono sicuramente migliorativi rispetto alle norme attuali e possono rispondere meglio alla politica di rilancio non solo del nostro Borgo Antico, ma anche di tutto il Centro Storico».
«Infatti – precisa Laruccia – già dai primi articoli abbiamo proposto l’adesione alla Legge Regionale n°5/2008 che prevede la creazione dei distretti urbani del commercio per la valorizzazione del commercio nel Centro Storico, per migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità con interventi strutturali di riqualificazione urbana, per potenziare la vivibilità in tutto il Centro Storico, con l’adozione e quotidiana applicazione di apposite Zone Pedonali».
Prima di esaminare nel dettaglio il contenuto delle proposte del Comitato, il presidente comunica un cambio nella compisione del Direttivo: «Massimiliano Cacciapaglia ha rassegnato le dimissioni per motivi personali legati ai suoi impegni lavorativi. Letto il verbale della commissione e visti i risultati delle votazioni, viene nominata in seno al Consiglio Direttivo la prima dei non eletti: Pasquita Di Noia».
Negozi Tipici e Botteche storiche
«Tra gli articoli aggiunti c’è quello relativo ai “negozi tipici”, esercizi di vendita in esclusiva di prodotti alimentari tipici pugliesi, intesi come prodotti di esclusiva provenienza da aziende agricole ed agroalimentari operanti nella Regione, prodotti dell’artigianato e locali di somministrazione alimenti e bevande tipici.
Si è pensato anche di voler salvaguardare, promuovere, valorizzare e sostenere, negli ambiti di sua competenza, ed anche attraverso il presente regolamento, gli esercizi commerciali ed artigianali, che hanno un intrinseco valore storico, artistico e architettonico e che costituiscono, quindi, una risorsa preziosa per Turi, anche sotto il profilo dell’attrattività turistica. In tal modo, si vuole anche fornire alle botteghe storiche uno strumento valido, per mantenere competitività sul mercato, e poter efficacemente reggere alla sfida dei tempi, così da tramandare anche alle nuove generazioni, attraverso la conservazione delle loro caratteristiche originarie, i valori e le tradizioni che tali esercizi rappresentano».
Ecomuseo
«Un altro spunto di riflessione ce lo ha fornito la Legge Regionale 6 luglio 2011, n. 15 BUR Puglia n. 108 del 08-07-2011. L’Ecomuseo del territorio di Turi può diventare un luogo attivo di promozione della identità collettiva e del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico nella forma del museo permanente, per conservare, ripristinare, restaurare e valorizzare ambienti di vita e di lavoro tradizionali; per rafforzare il senso di appartenenza e delle identità locali attraverso la conoscenza; per promuovere la partecipazione diretta delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni nei processi di valorizzazione, promozione e fruizione attiva del patrimonio culturale – materiale, immateriale – sociale e ambientale del territorio regionale, compresi i saperi tramandati e le tradizioni locali».
Fondo di sostegno e agevolazioni
«La costituzione di fondo di sostegno per l’apertura di nuove attività, in special modo nel Borgo Antico di Turi, potrebbe risultare utile a sostenere il tessuto economico locale soprattutto con azioni mirate a promuovere, rivitalizzare il nostro paese. Per poter supportare le nuove iniziative imprenditoriali che si allocheranno nel Borgo Antico si è pensato di far costituire nel bilancio annuale un Fondo di sostegno, cui attingere per poter concedere anticipazioni per l’avvio delle attività, fornendo così un aiuto per il sostenimento delle spese iniziali dell’impresa, con obbligo di restituzione delle somme accordate, con contestuale contribuzione sotto forma di agevolazione sui tributi locali.
Insieme a tali misure, ci è sembrato doveroso prevedere delle agevolazioni, per esempio sull’imposta comunale sulla pubblicità, l’esenzione dal pagamento della tassa per l’eventuale occupazione di aree pubbliche o private aperte al pubblico transito concessa dal Comune, la riduzione della TARI, anche alle attività fortemente innovative che si insediano nel centro storico».
Altezze e servizi igienici
«Inoltre, dall’analisi del tessuto urbano del nostro Borgo Antico ci siamo resi conto che è molto difficile trovare locali che rispettano le altezze stabilite dall’attuale regolamento, per cui abbiamo proposto di scendere le soglie indicate a 2,20m per i servizi igienici e locali di servizio, e a 2,40m nelle zone produttive, di vendita e/o somministrazione, consentendo di destinare ad attività produttive i locali aventi altezza “in chiave” non inferiore a mt. 2,40.
Altrettanto difficile è trovare locali che abbiano una dimensione tale da poter realizzare anche servizi igienici che rispondano alle condizioni poste dalla normativa nazionale. Questo è uno dei motivi che frenano gli imprenditori a investire nel nostro Borgo Antico e per tale ragione abbiamo guardato ad una realtà simile, quella di Ruvo di Puglia, in cui si è adottato uno schema (si veda la tabella che riportiamo in queste pagine, ndr) che prevede di commisurare il numero dei servizi igienici in base alla capienza dell’esercizio commerciale.
Sarebbe interessante anche prevedere dei servizi igienici “comuni” a più attività, da loro gestiti, al fine di garantire un servizio migliore ai clienti e turisti che ci auguriamo tornino a vivere le nostre stradine».
