“Un copia e incolla senza prospettive”

“Patto per Turi” sfiducia DUP e Bilancio di Previsione
Nell’ultimo Consiglio comunale del 29 aprile, il gruppo “Patto per Turi” si è espresso sfavorevolmente sia sul Documento Unico Programmatico che sul Bilancio di Previsione. Abbiamo approfondito le ragioni del voto contrario, raccogliendo le riflessioni del capogruppo Angelo Palmisano.
DUP: ignorato il centro storico
«Il Documento Unico Programmatico (DUP) – inizia Palmisano – risulta un “copia e incolla” di quello dello scorso anno. In più, di molte progettualità, sviscerate dalla maggioranza in Consiglio, non c’è traccia nella documentazione ufficiale».
«Tra le varie dissonanze presenti nel DUP – aggiunge – balza agli occhi la scelta dell’Amministrazione di continuare ad ignorare completamente il centro storico. Ci aspettavamo che si gettassero le basi per avviare lo sviluppo delle attività commerciali nel nostro borgo antico o per incentivarne il decoro con interventi che, con pochi soldi, avrebbero un grande impatto. Questo era il momento giusto: il Covid prima o poi finirà e dovremo essere pronti a ripartire con idee e progettualità chiare».
Bilancio: “Risorse risicate e congelate”
«Noi crediamo che il Bilancio di un Comune sia un documento di grande valore, poiché descrive le risorse economico-finanziarie a disposizione dell’Ente, dunque indica da dove provengono le entrate e come vengono spese. Alla luce della discussione consiliare – dichiara il capogruppo di “Patto per Turi” – anche quest’anno non abbiamo visto alcuna prospettiva o programmazione coerente».
«Emblematici – rimarca – sono i 10.000 euro per la manutenzione ordinaria delle strade extraurbane, assolutamente insufficienti viste le condizioni disastrose delle vie di campagna, e i 181.000 euro stanziati “genericamente” per i lavori pubblici, soldi “congelati” tra le spese in conto capitale che sicuramente non potranno essere utilizzati prima del prossimo anno».
«A fronte delle risorse risicate – stigmatizza – non sono state prese in considerazione azioni semplici e prive di costi per l’Ente, come ad esempio l’ampliamento della rete idrico-fognaria, per cui sarebbe stato sufficiente presentare un progetto all’attenzione di AQP che metterebbe a disposizione i fondi necessari».
«Un appunto – continua – va fatto anche sulle tempistiche del parere del Revisore dei Conti: è arrivato un giorno prima lo svolgimento dei lavori consiliari, il che contrasta con il regolamento comunale che impone il rilascio 25 giorni prima della sessione di Bilancio. Questa pecca, che non è solo una formalità, rischia di inficiare la regolarità di ogni atto approvato».
“La Corte dei Conti ci ha dato ragione”
«Altro aspetto rilevante – prosegue Palmisano – è stata la comunicazione della Corte dei Conti, che ha allarmato la maggioranza, fino a spingere il consigliere Tiziana Di Bari a chiedere al Segretario comunale una più attenta verifica dell’operato dell’Amministrazione, che deve essere in linea con le raccomandazioni ricevute.
Per noi della minoranza, al contrario, questa nota non rappresenta una sorpresa: lo scorso anno, in fase di approvazione del rendiconto 2020, avevamo già evidenziato le criticità riscontrate dai giudici contabili, tra cui la “chiusura a zero” del consuntivo e l’annoso problema degli avanzi di gestione presenti in ordine sparso. Oggi la Corte dei Conti ci ha dato ragione: una magra consolazione che sottolinea la supponenza dell’Amministrazione, incapace di accogliere i suggerimenti della minoranza».
“Una kafkiana riunione di maggioranza”
Tirando le somme sui lavori dell’assise cittadina, Palmisano riflette: «Il dato politico è limpido: i consiglieri Onofrio Resta e Teresa De Carolis hanno contestato platealmente alcune lacune dell’attività amministrativa, costringendo l’intera assise ad essere spettatrice di una kafkiana riunione di maggioranza piuttosto che di un Consiglio comunale. È evidente che, quantomeno, ci sia un problema di scarsa comunicazione interna, non saprei se per mancanza di volontà o per incompatibilità».
«Sia chiaro – precisa – “Patto per Turi” condivide la presa di posizione dei consiglieri Resta e De Carolis; tuttavia, il Consiglio comunale non era il luogo indicato per questo tipo di sollecitazioni. Soprattutto se si considera che alla fine, dopo una serie di ammonimenti, i due consiglieri hanno votato a favore di ogni provvedimento, trasformando le assennate annotazioni in una perdita di tempo per i consiglieri e i cittadini che hanno assistito a questo teatrino».
Consiglio urgente sul Project: “Si rispettino i tempi”
«Il 21 aprile abbiamo protocollato la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio comunale sul Project Financing per l’efficientamento della pubblica illuminazione. A sostegno delle nostre perplessità – anticipa Palmisano – abbiamo preparato una mozione in cui argomentiamo i motivi per cui la deliberazione numero 19 del 24 febbraio 2020 – con cui la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità del project senza alcun passaggio in Consiglio – vada ritenuta illegittima e annullata in autotutela assieme a tutte le determinazioni gestionali conseguenti».
«Il nostro obiettivo – chiarisce – è riportare nella “casa della democrazia” la discussione di un progetto che intende impegnare la comunità turese per i prossimi 20 anni: riteniamo che non sia sufficiente una decisione assunta dalla Giunta ma occorra coinvolgere il Consiglio cui, per legge, è attribuita la competenza sulla concessione dei servizi pubblici, quale appunto la pubblica illuminazione».
«Siamo certi – conclude – che la nostra istanza verrà presa seriamente in considerazione, senza tergiversare e rispettando i termini del regolamento comunale che, ricordo a tutti noi, prevedono che l’assise venga convocata entro 20 giorni dalla data della richiesta, dunque entro l’11 maggio».
FD