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Bruciati, di nuovo, dal freddo

FONTE Coldiretti Puglia 2

Prima il gelo, poi la grandine: settimana “di fuoco” per i produttori cerasicoli; scenario desolante nella “zona fredda”. Annata del 2021 compromessa dal gelo primaverile come nel 2017, 2018 e 2020

Nel 2017, 2018 e 2020, a cavallo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, Turi è stata sistematicamente assalita da ondate di gelo capaci di minare del tutto o in parte la produzione cerasicola locale. Non è andata diversamente quest’anno, a causa delle temperature registrate nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 aprile e della precipitazione grandinigena che si è verificata a macchia di leopardo nel primo pomeriggio del 13 aprile, interessando particolarmente i comuni di Casamassima, Conversano, Turi, Castellana Grotte e Noci. Procediamo per gradi, a partire dalla gelata, per poi passare alla grandine.

I DANNI DEL GELO

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Dopo aver preso atto del dramma che, purtroppo, anche quest’anno si è ripetuto, Coldiretti Puglia ha stilato un bilancio preciso dei danni causati dal gelo, considerando ognuna delle province pugliesi. Osserviamo quanto rilevato nel barese e nel BAT: “Si contano i danni a Conversano, Gioia del Colle, Noci e Bisceglie sulle varietà precoci di ciliegie, le Bigarreau, e sulle tardive come la Ferrovia; a Bitonto ciliegie e mandorle bruciate, così come a Terlizzi in fumo ciliegi, mandorli e vigneti; a Casamassima e ad Acquaviva danni sui vigneti; a Grumo Appula, Toritto, Cassano e Palo del Colle si registrano gravi danni sui mandorli in fiore, e per il secondo anno consecutivo sono andate perse le patate nell’agro di Santo Spirito. Nella BAT a Barletta e Canosa danni ingenti sugli alberi da frutto come peschi, albicocchi e viti; a Minervino compromessi alberi da frutto e vigneti, mentre a Spinazzola e Poggiorsini a risentire dell’ondata di gelo è il grano” – scrive Coldiretti Puglia.

IL GELO SFIGURA LA ZONA FREDDA, RISPARMIANDO LA ZONA CALDA

Grazie al monitoraggio di Graper srl, è possibile avere contezza delle temperature minime registrate nella notte tra l’8 ed il 9 aprile. Nell’area territoriale condivisa da Turi e Putignano, la colonnina di mercurio è scesa fino a -5/-6° C: in questa zona, come anche nella zona compresa tra Turi e Gioia del Colle, si contano i danni maggiori per la produzione cerasicola; “graziate” – si fa per dire – le ciliegie coltivate nella “zona calda”, lontana dall’entroterra e più prossima al mare. Chiaramente, molti produttori possiedono fondi terrieri dislocati in diversi punti, ragion per cui si potrebbe parlare di un’annata cerasicola a due facce: una terribile, sfigurata in zona fredda e l’altra, meno preoccupante ma comunque non immacolata, in zona calda.

ED INFINE, LA GRANDINE

Grandinata in Puglia 13.04.2021 a

“Grandina sulla gelata con la pazza primavera che imperversa su ciliegie, mandorli, albicocchi, vigneti, con un danno stimato fino al 70% sulle produzioni”. Questo è quanto denunciato da Coldiretti Puglia, dopo la grandinata improvvisa di martedì 13 che ha mandato in fumo i fiori sopravvissuti alla gelata di cinque giorni prima. L’epicentro della precipitazione ha compreso l’area tra Castellana Grotte, Turi, Putignano e Noci. “Persi per il momento 2 frutti su 3 in provincia di Bari, con il 2021 che si sta profilando un anno da dimenticare per la frutticoltura pugliese; alla grave crisi di liquidità delle aziende agricole causata dall’emergenza Covid, si aggiungono i danni delle improvvise e letali ondate di maltempo che con grandinate, bombe d’acqua, gelate al loro passaggio restituiscono campi allagati, smottamenti e raccolti gravemente compromessi” – scrive Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Gli agricoltori – aggiunge – cercano di difendersi con reti di copertura, coltivazioni in serra, falò e la vaporizzazione dell’acqua contro le gelate, ma spesso la furia del maltempo è così violenta da rendere inutili le protezioni, distruggere frutta e ortaggi e gonfiare d’acqua i terreni provocando pericolosi smottamenti”

TROPICALIZZAZIONE IN CORSO…

“Tutti gli investimenti fatti per trattamenti, arature e via discorrendo, sono stati inutili. L’unica speranza, adesso, è che il prezzo di vendita delle ciliegie ci aiuti a recuperare le perdite” – commenta il giovane produttore locale Luciano Bianco; di parere simile Vito De Nigris che, almeno per le zone calde, conferma uno scenario tutto sommato positivo, poiché risparmiate sia dal gelo che dalla grandinata. Almeno per il momento, poiché, come sottolineato dallo stesso Savino Muraglia, le evidenze degli ultimi anni suggeriscono chiaramente un forte impatto – purtroppo in negativo – sulle coltivazioni da parte del clima, sempre più tropicalizzato, meno prevedibile, capace di escursioni termiche spaventose e quindi sempre più ostile nei confronti delle nostre ciliegie. C’è da sperare che le bizze climatiche siano finite e che non ritornino proprio nel momento clou della raccolta; ma anche qui i dati degli ultimi anni tendono ad essere impietosi.

LEONARDO FLORIO

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