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Questione tributi, “Patto per Turi” non ci sta

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I quattro consiglieri di minoranza ribattono compatti all’assessore Gigantelli

L’intero gruppo di “Patto per Turi” si mobilita per controbattere le argomentazioni esposte dall’assessore Gigantelli in risposta alla propria interrogazione.

Inizia Lilli Susca con un appunto: «È ormai prassi di questa Amministrazione lamentarsi di quello che hanno trovato e scaricare le colpe su chi vi ha preceduto. Vorrei solo ricordare che, insieme alle mancanze, avete ereditato anche una serie di progetti che non siete stati ancora in grado di portare a termine».

Palmisano: “Dalla prosa alla tragedia”

«Parafrasando quello che ha detto l’assessore Gigantelli – fa eco Angelo Palmisano – dalla prosa alla tragedia il passo è molto breve. Quando il gruppo di minoranza ha fatto delle proposte non sono mai state prese in considerazione; contestare oggi la propositività dell’opposizione mi sembra scorretto».

«Altra scorrettezza morale e politica – prosegue – è denigrare il lavoro svolto da chi c’era in passato; un lavoro che giudico soddisfacente poiché non si è ricorso all’aiuto di un’agenzia esterna ma gli accertamenti sono stati eseguiti in maniera autonoma dai dipendenti dell’Ufficio Tributi».

Sulle lampade votive, Palmisano ricorda all’assise che nel 2015, in seguito al crollo di una parte del cimitero, si dispose che tutti i cittadini che avevano un proprio defunto nell’area interdetta fossero esonerati dal pagamento del tributo. «Anche quei cittadini sono stati inseriti negli accertamenti, il che conferma che non c’è stato un controllo capillare. Del resto, se sono state inviate circa 6mila cartelle, o tutti i turesi sono evasori totali o c’è un problema di procedure». «Sono convinto – conclude – che oggi l’Ente non sa quali siano i contribuenti regolari e quali no. Si è sparato nel mucchio senza un criterio, creando un disservizio a chi ha pagato regolarmente».

Tundo: “Ragazzi, svegliatevi!”

D’accordo con il capogruppo anche Paolo Tundo: «Chi amministra deve assumersi tutte le responsabilità di come è andata questa storia». «Avevate il dovere di fare una verifica prima di inviare accertamenti a 6mila turesi. Avete alimentato la rabbia dei cittadini in un momento tragico, in cui la pandemia ha creato un disastro sanitario e socio-economico, solo per far quadrare il Bilancio. Ragazzi, svegliatevi e lavorate per il nostro bene, perché fino ad ora avete fatto zero!».

Spinelli: “Una sconfitta politico-amministrativa”

È il turno di Sergio Spinelli che, con un intervento approfondito e pacato, mette in fila le criticità delle scelte operate dall’Amministrazione.

«La nostra richiesta – esordisce – è stata presentata il 12 gennaio, momento in cui maggiormente si riscontrava il disagio della cittadinanza, in previsione di un imminente Consiglio comunale, che in media viene convocato a cadenza mensile e non una volta ogni due mesi con una caterva di punti all’ordine del giorno. Discutendone prima, dubito che avreste potuto sviscerare questi dati, che comunque poco aggiungono alle problematiche che abbiamo rappresentato».

«Ironicamente – rileva Spinelli – l’assessore invita la minoranza a proporre soluzioni collaborative: sa benissimo che, se ci avesse convocato, avrebbe avuto aiuto in maniera competente e condivisa; non lo ha fatto, salvo rappresentarlo oggi in Consiglio. L’ironia la rispedisco al mittente e mi auguro che cresciate nella capacità di confrontarvi, perché ne guadagnereste voi e la cittadinanza».

«È esattamente questa l’arroganza che denunciamo: la convinzione di chi crede di essere dalla parte del giusto. L’arroganza – affonda il consigliere – sta nell’asserire che, a norma di legge, è possibile andare a chiedere ad un anziano 80enne la ricevuta di un passo carrabile. Vantarsi di aver incassato somme importanti, perché molte persone non hanno trovato una ricevuta o perché hanno valutato la perdita di tempo di valore inferiore al pagamento dell’accertamento, non è un obiettivo raggiunto ma una sconfitta politico-amministrativa del Comune di Turi».

“Non c’è stata alcuna verifica”

«Ho sentito l’assessore dire che ogni cartella è stata accuratamente vagliata. Su questo devo dissentire con forza: è palese che non ci sia stata un’attenta verifica». E, a supporto della propria tesi, Spinelli cita due esempi: le ingiunzioni di pagamento inviate ai proprietari delle aree edificabili, nonostante una sentenza passata in giudicato, e gli avvisi recapitati a cittadini per tratti di strada che erano stati ceduti anni fa.

«L’attenta verifica – argomenta il consigliere di minoranza – non la si può fare da Natale a Santo Stefano perché a San Silvestro scadono i termini e le cartelle devono essere inviate. A maggior ragione se si considera che questa Amministrazione già da subito ha posto come punto fisso l’equità fiscale e la lotta all’evasione: dal 2019 al dicembre 2020, c’era tempo sufficiente per pretendere questa verifica, evitando di inviare cartelle in maniera indiscriminata»

«È ovvio – prosegue – che lottare contro l’evasione in questa maniera è molto semplice: tiriamo una linea e facciamo fare pulizia direttamente al cittadino. Chi dimostra di aver pagato, bene; se non si trova la ricevuta, la pratica va avanti. L’obiettivo è condivisibile ed ha l’appoggio della minoranza, la metodologia assolutamente no, e non lo diciamo per campagna elettorale ma per fatti concreti».

«Uno dei suggerimenti che, qualora interpellati, avremmo potuto dare, sarebbe stato quello di inviare gli accertamenti in maniera differenziata nel tempo: una prima parte a luglio e, dopo aver valutato l’esito, si poteva procedere con una seconda tranche, già depurata dalle problematiche, smorzando l’impatto deleterio che questa operazione ha avuto e che non può essere ridotto a 36 cartelle annullate».

Ultimo aspetto toccato dal consigliere Spinelli è il Fondo crediti di dubbia esigibilità: «Se diamo per crediti non versati somme che la gente ha pagato, è ovvio che questo fondo non si sgonfierà mai». «Occorre impegnarsi affinché i versamenti vadano in porto. Inoltre, anche laddove ci sia un errore in fase di pagamento, il versamento nel 99% dei casi arriva al Comune di Turi. La mia domanda è: sappiamo dove vanno a finire questi soldi?».

Sindaco Resta: “È la Corte dei Conti a chiamare in causa il passato”

«Accolgo favorevolmente le considerazioni del consigliere Spinelli, esposte con la compostezza e il rispetto che lo caratterizzano. Sono stata qui in silenzio ad ascoltarvi – prende la parola il sindaco Tina Resta – e mi è sembrato che tutti vogliamo andare nella stessa direzione; quanto alle modalità e alle procedure, potremo fare una riflessione alla luce dell’analisi dettagliata di tutti i dati, dagli annullamenti alla tipologia di errori».

«Un elemento che mi ha preoccupata – dichiara il primo cittadino – è la comunicazione della Corte dei Conti del 5 gennaio 2021 in cui è scritto che, con riferimento all’evasione tributaria degli esercizi 2017 e 2018, emerge una persistente difficoltà dell’Ente nella riscossione delle proprie entrate. In maniera particolare, per IMU e TASI 2017 si è riscosso il 3,32%, mentre la capacità di riscossione del 2018 è stata pari allo 0%. Davanti a questi dati gravissimi, una riflessione sul passato andrebbe fatta. Non voglio strumentalizzare sul piano politico le missive della Corte dei Conti, ora serve rimboccarsi le maniche».

In risposta al consigliere Susca che richiamava i progetti ereditati dalla precedente Amministrazione, il primo cittadino precisa: «Quei progetti hanno tante problematiche tecniche, che certamente non dipendono dal sindaco che mi ha preceduto ma da una responsabilità tecnica». «Sono necessarie varianti ai progetti e per correttezza istituzionale ho messo al corrente l’ex sindaco Coppi, che ha concordato sulle oggettive difficoltà».

Passando alle tempistiche di attuazione del programma di lotta all’evasione, il sindaco ricorda che «il Responsabile del Settore Economico-Finanziario, la dott.ssa Rossini, è andata via a fine 2019; per 6 mesi abbiamo tamponato con la dott.ssa Calisi che, avendo vinto un concorso nel Comune di Trinitapoli, ora lavora a scavalco. Ho riconfermato la sua nomina a caposettore e spero che, attivando le opportune procedure, la dott.ssa Calisi possa ritornare stabilmente nel nostro Ente». «Questa non è una giustificazione – sottolinea – ma è una maniera per dire che molti passaggi che si potevano fare in maniera più analitica, come auspicava il consigliere Spinelli, diventano molto più complessi senza caposettore e una stabilità dell’Ente».

«Mi spiace per i cittadini che si sono sentiti vessati – termina – ma erano interventi richiesti dalla legge ed era necessario mettere un minimo di ordine nei conti pubblici».

FD

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