L’agricoltura del futuro secondo De Carolis

Dopo la tesi sull’impiego dei droni in agricoltura, Gabriele De Carolis studia le applicazioni della geostatistica nei campi e si laurea nuovamente con voto 110. Mercoledì ha compiuto 25 anni
Un anno fa, inauguravamo sulle colonne de “La voce del paese” la rubrica dedicata alle tesi di laurea, alle ricerche e ai papers scientifici inerenti alla nostra città e/o realizzati da dottori e ricercatori turesi di qualsiasi facoltà ed ambito. Nell’arco di tutto questo tempo, ci siamo occupati di pedagogia, storia, comunicazione, sport, fisica, medicina, ingegneria, turismo, telecomunicazioni, sociologia urbana, fashion design, informatica, scienze naturali ed architettura grazie alle tesi di Angela Minoia, Alessandra Alfonso, Arianna Rizzi, Daniele Lerede, Silvia De Tomaso, Giuseppe Sabino, Davide De Tomaso, Christian Roccotelli, Giulia Palmisano, Luisa D’Alessandro, Valentina Arrè, Giuseppe Spinelli, Piergiorgia De Marco, Davide Sabino, Andrea Alessandrelli, Assunta Coppi, Emma Sabatell ed Antonio D’Addabbo; tutti questi articoli sono sempre disponibili gratuitamente sul sito www.turiweb.it.
LA TESI DI DE CAROLIS
Quest’oggi intervistiamo Gabriele De Carolis, turese classe ’95, laureatosi il 29 ottobre scorso in Scienze Agro-ambientali e Territoriali con una tesi in Meccanica Agraria dal titolo “Caratterizzazione fisico-chimica dei suoli con metodo geostatistico al fine di una fertilizzazione organica o minerale per l’agricoltura di precisione”. Ben lungi dall’essere casuale, la scelta di questa tematica ha – è il caso di dirlo – radici profonde; Gabriele è infatti figlio del titolare dell’Azienda Biologica “De Carolis”: “Le precedenti generazioni ci trasmettono il valore della conoscenza di ogni pianta o albero presente in un campo e di non considerare questo solo come un sistema” – spiega De Carolis.
COS’È L’AGRICOLTURA DI PRECISIONE?
L’agricoltura di precisione è dunque già da tempo la “dolce ossessione” del nostro giovane concittadino, il quale, al termine della triennale in Scienze e Tecnologie Agrarie, elaborava una tesi incentrata sull’impiego dei droni in agricoltura; più nello specifico, sulla loro utilità a favore dell’agricoltura di precisione, profondamente diversa da quella tradizionale che, come riportato nel virgolettato del neodottore, considera un campo come un sistema, come se fosse idealmente omogeno; in realtà, all’interno di un campo è molto probabile che la produzione non sia omogenea, cioè che vi siano zone dove si produce di più e altre dove si produce meno. Questa variabilità nella produzione può dipendere da molti fattori, anche da una non corretta applicazione del concime o da una semina malfatta. Spesso, però, questa variabilità è indotta da elementi, per così dire, oggettivi: ad esempio una differente composizione del terreno; la presenza di avvallamenti, dove ristagna l’acqua, o di zone più compattate e quindi meno porose. Riuscire a comprendere cosa genera la variabilità e quindi trovare i mezzi per porvi rimedio, quando è possibile, o adattare il processo produttivo in modo da ridurre gli sprechi è il compito che si prefigge l’Agricoltura di Precisione (AP) che gli anglosassoni chiamano anche Precision Farming (PF) o Precision Agricolture (PA).
Fatte queste dovute premesse, passiamo adesso alle spiegazioni del dott. De Carolis, che ringraziamo per la disponibilità: «Questa tesi non è altro che il frutto delle mie passioni, nate già qualche anno fa durante il corso di laurea triennale in Scienze e Tecnologie Agrarie (curriculum: produzione vegetale e protezione delle colture) e sviluppatesi soprattutto seguendo un corso a scelta di meccanica e meccanizzazione di precisione del corso di laurea magistrale in Scienze Agro-Ambientali e Territoriali (S.A.A.T). Questo corso a scelta ha approfondito principalmente le tematiche della geostatistica nell’ambito dell’agricoltura di precisione, che ha come scopo quello di non considerare più il campo come un sistema uniforme (come da anni fa l’agricoltura tradizionale) ma di studiare e stimare la variabilità spaziale e temporale al fine di fare trattamenti sito-specifici in risposta alle reali esigenze colturali. Ho scelto questa tematica in risposta ai miei interessi che ho potuto cominciare ad approfondire già in passato argomentando, nella mia tesi triennale, l’impiego dei droni in agricoltura. Questa, dunque, è stata la naturale evoluzione che ho cominciato a coltivare già qualche anno fa».
LA CARICA DEI…104
«Spesso, per poter stimare la variabilità, è necessario effettuare una serie di campionamenti. Per questa tesi sono stati utilizzati dei dati di campioni di suolo raccolti in un’azienda sperimentale Menichella del CREA-AA (consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – centro di ricerca agricoltura e ambiente) – coinvolta nel progetto SO.FI.A. (Sostenibilità della filiera agroalimentare italiana) –sita in agro di Foggia. In particolare, sono stati effettuati 104 campionamenti in punti georiferiti su una superficie di circa 5 ettari (conditio sine qua non per l’analisi spaziale), allo scopo di interpolare le informazioni ricavate da dati puntuali, ottenendo un dato continuo su tutta la superficie dell’appezzamento con l’obiettivo ultimo di stimare l’andamento di determinate variabili, in questo caso del suolo».
AZOTO E CARBONIO ORGANICO TOTALE: DUE ELEMENTI ESSENZIALI
«Per ogni campione sono state condotte delle analisi fisico-chimiche: granulometria, conducibilità elettrica, pH, macro e microelementi ecc.; i dati più interessanti sono stati quelli relativi alle caratteristiche chimiche del suolo, più nello specifico mi sono soffermato sulla presenza di azoto, elemento essenziale delle colture, necessario all’accrescimento vegetativo delle piante ma che, se somministrato in quantità eccedente rispetto alla dose effettivamente utile, è soggetto a lisciviazione causando così una perdita nella falda, con conseguente inquinamento, oltre che una non indifferente perdita economica. Il carbonio organico totale, altra variabile presa in esame, è indice della fertilità biologica del suolo; la differenza, infatti, che c’è tra il suolo e la sabbia del mare o del deserto è proprio nel contenuto della sostanza organica: la sabbia non è un substrato fertile. A fare la differenza, dunque, è un contenuto del 2-3% di sostanza organica nei suoli che, seppur basso, risulta essenziale».
LE ANALISI E L’EFFETTO DIREZIONALE
«Posto che l’obiettivo era quello di passare dalle informazioni ricavate dai 104 campioni all’ottenimento di un’informazione continua su tutto l’appezzamento, ho condotto una serie di analisi geostatistiche con l’ausilio del software Isatis della Geovariances. Quello che ho fatto è stata un’analisi univariata – analizzando ogni variabile singolarmente – effettuando però, prima dell’interpolazione, delle osservazioni: spesso si verificano degli effetti direzionali per cui si riscontra una direzione di massima continuità ed una di minima continuità ad essa ortogonale, come verificato da me per la variabile del carbonio organico totale. Questo probabilmente è dovuto al fatto che le lavorazioni del suolo sono condotte in una direzione principale lungo il campo (la stessa riscontrata nell’analisi)».
GEOSTATISTICA E TECNOLOGIE: IL FUTURO E LA SOSTENIBILITÀ DELL’AGRICOLTURA
«La geostatistica potrebbe anche trovare applicazione in ambito agricolo per comprendere la modalità di diffusione (a macchia d’olio o di leopardo) di una determinata malattia o infestazione all’interno di un appezzamento. Questo ci consente di intervenire in maniera puntuale sulla problematica riscontrata non considerandola dunque uniformemente diffusa su tutta la coltura. Un fitto campionamento del suolo e le successive analisi fisico-chimiche, come quelle effettuate per questo progetto, richiedono una spesa piuttosto ingente che le aziende agricole non sempre sono disposte a pagare. Tuttavia, ci sono degli strumenti che ci consentono di comprendere le esigenze colturali con costi decisamente più accessibili. I droni, ad esempio, con camere multispettrali, ci consentono di capire, tramite la radiazione riflessa dalla coltura, quali sono gli eventuali stress a cui è soggetta (idrici, nutrizionali ecc.) con una precisione nell’ordine del centimetro. Grazie agli strumenti che la tecnologia odierna ci offre, è possibile conoscere moltissime informazioni di un sistema tanto eterogeneo come quello del suolo; interpretare queste informazioni è l’obiettivo dell’agricoltura di precisione che ci aiuta, dunque, a capire quali siano le reali esigenze colturali e conseguentemente fare, ad esempio, delle concimazioni e/o trattamenti fitosanitari sitospecifici con lo scopo di garantire uno standard qualitativo e quantitativo del prodotto nel totale rispetto della sostenibilità economica ed ambientale. Vorrei concludere queste spiegazioni con le parole di Antoine de Saint-Exupéry: “La tecnologia non tiene lontano l’uomo dai grandi problemi della natura, ma lo costringe a studiarli più approfonditamente”».
LA SEDUTA DI LAUREA IN PRESENZA, LA FAMIGLIA, VALENTINA E… LA CHITARRA
«La seduta si è svolta in presenza ed ogni candidato ha avuto la possibilità di ospitare nell’aula magna in cui si è svolta la seduta, un massimo di tre ospiti. Le emozioni certo non sono mancate, tuttavia nulla ha potuto frenare l’amara sensazione di allerta causata dalle restrizioni volte a limitare la diffusione del SARS-CoV-2: il costante pensiero del rispetto del distanziamento è stato impresso nella mia mente per tutto il tempo, tanto da farmi spesso dimenticare dell’ansia da esame, quella più importante. Ho comunque potuto contare sul supporto di tutti gli amici e colleghi connessi in streaming dai loro piccoli schermi; ho sentito il loro tifo caloroso e, anche se non tutti erano lì con me, sicuramente il mio 110 lo devo anche a loro, che durante questo percorso mi hanno sempre dato una mano, spesso solamente grazie alla leggerezza di una risata che ha condito con dolcezza qualche amara giornata passata su montagne di libri. Devo davvero tutto però alla mia famiglia, alla mia ragazza Valentina ed alla sua famiglia, che sono stati un po’ vittime delle mie preoccupazioni e dei miei grattacapi ma che mai hanno fatto in modo che mi piegassi davanti a nulla. Colei che davvero mi ha sempre amato e mai smette di farlo è stata la mente di un regalo che porterò sempre nel cuore oltre che fra le braccia: una nuova chitarra grazie alla quale continuerò a coltivare una delle mie più grandi passioni e con la quale potrò ricordare uno dei giorni più emozionanti della mia vita».
“DOPPI AUGURI”
Qual è il tuo auspicio per il futuro? – «Quello che mi auguro per il futuro è di poter mettere a frutto tutti gli insegnamenti che fino ad ora ho potuto acquisire durante questo percorso; spero soprattutto di potermi specializzare nel settore dell’agricoltura di precisione che ha acceso in me una grande passione. Vorrei poter vivere e prender parte a questo nuovo modo di fare agricoltura con la speranza di poter imparare ancora, con entusiasmo e con al mio fianco le persone che amo, sempre pronte a supportarmi».
I cittadini turesi, ancora una volta, sono invitati ad essere orgogliosi dei propri giovani, delle innovazioni di cui sono ambasciatori le quali, un giorno non molto lontano, potrebbero rivoluzionare la realtà che ci circonda; a Gabriele, dopo tanto impegno, auguriamo un breve periodo di riposo e di divertimento con la sua nuova chitarra: anche perché non potrebbe esserci miglior modo per coronare i suoi 25 anni, compiuti il 18 novembre.
LEONARDO FLORIO