IMU 2012, l’Amministrazione ricorre in appello

La decisione è stata assunta sulla base del parere del legale di fiducia dell’Ente
Dal 2020 in poi, la questione della tassazione delle aree edificabili non costituirà più un problema grazie all’impegno dell’Amministrazione Resta, che ha approvato i nuovi valori venali ritenuti più che congrui da tutti i soggetti coinvolti. Tuttavia, per gli anni precedenti, precisamente dal 2012 al 2109, la disputa è tutta ancora aperta.
Difatti, con delibera di Giunta del 29 ottobre, l’Amministrazione ha deciso di appellare le sentenze emesse dalla Corte Tributaria Provinciale in merito ai ricorsi presentati da diversi cittadini per l’annullamento degli avvisi di accertamento IMU relativi all’anno 2012. Spetterà, dunque, ai giudici della Corte Tributaria Regionale dirimere il contenzioso, decidendo se riformare o confermare la sentenza dei colleghi della Corte Provinciale.
L’incarico di sostenere le ragioni dell’Ente presso la Corte Tributaria Regionale è stato confermato all’avvocato Felice Formica, che ha già assistito il Comune di Turi nel primo grado della vicenda, impegnando una somma pari a 9.500 euro (di cui 7.300,00 per la difesa legale e 2.200 euro per le spese del contributo unificato).
Un passo indietro
A giugno 2020, la Sezione XI della Commissione Tributaria Provinciale di Bari accoglie i 65 ricorsi presentati dai cittadini che si sono opposti agli avvisi di accertamento IMU relativi all’anno 2012. Il Collegio giudicante, ritiene fondate le eccezioni sollevate in via preliminare dai cittadini e annulla le cartelle esattoriali, condannando il Comune alle spese legali, quantificate in 220 euro in favore di ognuno dei ricorrenti, cui vanno aggiunti il contributo unificato, il rimborso forfettario spese generali del 15 per cento, IVA e CAP come per legge.
Parallelamente, due analoghi ricorsi vengono rigettati dai giudici tributari della Sezione VII, che decidono di entrare nel merito delle ragioni del contendere e danno ragione all’Ente.
Le motivazioni dell’appello
La decisione di ricorrere in appello è stata assunta dall’Amministrazione dopo aver acquisito il parere del legale difensione dell’Ente, l’avvocato Felice Formica.
Le motivazioni addotte sono principalmente due. La prima è che la Commissione Tributaria Provinciale “non ha colto l’eccezione circa l’inesistenza della notifica del ricorso”. In pratica, i ricorrenti avrebbe notificato il ricorso per via telematica e non attraverso il servizio postale; procedura che non sarebbe applicabile per il processo tributario, facendo derivare “l’inesistenza della notifica e non la semplice nullità sanabile”.
In secondo luogo, l’avvocato Felice contesta la lettura del Collegio giudicante secondo cui “essendoci state le variazioni catastali con le relative attribuzioni di rendita solo nel 2013, a seguito della definitiva approvazione del nuovo PUG, il Comune non era legittimato a pretendere il pagamento dell’IMU relativa all’anno 2012 sulla scorta dei nuovi valori”. Una tesi che viene ritenuta infondata: “Ai fini dell’applicazione dei nuovi valori – si legge nel parere legale riportato in Delibera – non è necessaria la variazione catastale e/o la conseguente attribuzione della rendita, ma la semplice adozione del nuovo strumento urbanistico generale”. In altre parole, nel momento in cui è stato approvato il PUG, i titolari delle aree divenute edificabili avrebbero avuto l’obbligo di pagare le imposte sul valore venale del suolo e non seguendo i parametri previsti per i terreni agricoli.
FD
“Si torna indietro… come nel gioco dell’oca”
«Tutti pensavamo che con l’ultimo Consiglio Comunale si fosse chiarita definitivamente la questione dei valori delle aree edificabili.
Purtroppo notiamo che non è stato così in quanto per gli anni precedenti al 2020 il Comune è ritornato indietro al punto di partenza come nel gioco dell’oca.
Non dobbiamo scoraggiarci e dobbiamo andare avanti con fiducia in quanto riteniamo essere nel giusto e pertanto ci difenderemo dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale dove il Comune con delibera di Giunta n. 116 del 29 ottobre 2020 ha appellato le sentenze che ci davano ragione anche per l’anno 2012.
Come abbiamo sempre fatto, spiegheremo con pazienza e con chiarezza le nostre ragioni a tutela dei nostri legittimi interessi e siamo confidenti che verranno ascoltate come è avvenuto per il 2020.
Sinceramente non comprendiamo tale presa di posizione e scelta da parte dell’Amministrazione Comunale alla luce di quanto deliberato dal Consiglio Comunale per il 2020.
In detto Consiglio le nostre tesi e le nostre ragioni erano state comprese e pienamente accolte.
Sembrava essere arrivata la quiete dopo la tempesta degli anni scorsi, invece siamo ritornati nella tempesta ed alle incomprensioni. Con coraggio e determinazione andremo avanti e crediamo che, come per il 2020, riusciremo anche per gli anni precedenti a far valere le nostre giuste ragioni che coincidono con la puntuale applicazione delle norme vigenti in materia.
Per il Comitato Aree Edificabili
Giovanni Mazzone, Gianfranco Totire, Antonio Tateo