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“La guerra dei rifiuti”

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Strappo tra l’Amministrazione di Sammichele e i quattro Comuni dell’Aro Bari 5

I Comuni dell’Aro (Ambito di raccolta ottimale) Bari 5 devono portare a termine l’annullamento del contratto con il Raggruppamento Temporaneo d’Imprese (Rti) CNS – Impregico – Cogeir, attuale gestore del servizio di igiene urbana nei territori di Acquaviva, Adelfia, Casamassima, Gioia, Sammichele e Turi. A stabilirlo sono una sentenza e un’ordinanza del Consiglio di Stato, pronunciate alla fine di una trafila legale durata quasi 5 anni che ricostruiremo nelle pagine successive.

Va detto che in questi mesi i sindaci dei sei Comuni si sono incontrati più volte per dare seguito al dettato dei giudici romani e preparare l’iter che porterà a indire una nuova gara d’ambito, garantendo nel frattempo che non si verifichi alcuna interruzione del servizio di raccolta.

Ed è proprio su quale percorso amministrativo intraprendere per normare la futura gestione dei rifiuti che si è aperta un’inattesa frattura interna. Il Comune di Sammichele, difatti, ha avviato in autonomia l’iter per individuare il nuovo gestore tramite ordinanza sindacale, emanata in via d’urgenza a seguito di un’indagine di mercato tra le società del settore. Questo nelle more che si esplichi la cosiddetta “gara ponte” che porterebbe a un affidamento “provvisorio” (della durata massima di due anni) necessario a coprire i tempi che occorreranno per approvare gli atti del prossimo appalto d’ambito.

Una “fuga in avanti” quella dei sammichelini che, a parere degli altri primi cittadini, rompe il fronte unitario, rischiando di indebolire il potere negoziale dell’Aro e rallentare la risoluzione della complessa vicenda.

Lo “schiaffo” di Sammichele

Lo strappo con l’Amministrazione di Sammichele si consuma sui social, a partire da un post pubblicato dall’assessore all’Ambiente, Francesco Antonio Spinelli. Ricostruite le vicende legali che hanno segnato la gara del nostro Aro, l’assessore sammichelino mette in dubbio gli orientamenti emersi nelle varie riunioni dei sindaci.

«Il percorso, sospeso durante l’emergenza Covid, prevede obbligatoriamente la caducazione del contratto ed una ordinanza di affidamento momentaneo fino ad una gara ponte, chiedendo manifestazioni di interesse a più aziende del settore» – chiarisce in un passaggio del suo intervento.

«Qui invece, da persona che ha partecipato e seguito quasi tutte le riunioni tra i sindaci ed i miei omologhi, ho notato che in alcuni sindaci, soprattutto dopo un incontro tenuto a Gioia del Colle con gli avvocati della CNS, l’atteggiamento di linearità e di fermezza rispetto al percorso, sembrerebbe mutato. Alcuni addirittura avrebbero affermato che intendono affidare alle stesse aziende fino alla nuova gara (sic). E per alcuni, noi di Sammichele, che abbiamo cominciato deliberando in Giunta Comunale il percorso di caducazione, siamo troppo talebani. Qualcuno si è anche spinto a dire che avremmo rotto il fronte compatto dell’Aro».

«Ora – si legge poco oltre – io rivendico che l’unico fronte, o meglio, l’unica barra che un amministratore pubblico deve tenere ben dritta, è quella sulla legalità degli atti e della trasparenza rispetto alle scelte. Ogni altro approccio, a mio sommesso parere, va segnalato all’ANAC e, per quanto riguarda Comuni diversi dal mio, mi vedrò costretto a prendere in considerazione l’idea di farlo personalmente o con chi vorrà firmare con me un esposto».

«Noi – rileva nelle conclusioni del post – dobbiamo applicare una sentenza ed un giudizio di ottemperanza. Non ci sono margini di manovra o di accordi perché ciò comporta la piena responsabilità degli amministratori a favore di un privato che ha potuto lucrare per oltre 3 anni e mezzo su un contratto che il Consiglio di Stato ha stabilito non poteva nemmeno ottenere».

“Grave il comportamento di Sammichele”

La replica dei sindaci di Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Gioia del Colle e Turi è arrivata a stretto giro con un comunicato congiunto, che vi riportiamo di seguito.

«Nell’Aro Bari 5 si è creata una netta spaccatura tra i relativi Comuni determinata dall’operato della Amministrazione di Sammichele di Bari.

In barba ad ogni buon rapporto istituzionale e alle regole stesse che disciplinano l’operato dell’Aro Bari 5, il Comune di Sammichele ha assunto decisioni in totale autonomia minando, in tal modo, l’iter amministrativo che porterà alla conclusione di questa complessa vicenda.

Tutto è ancor più grave se si considerano le scomposte e scellerate dichiarazioni dell’assessore di Sammichele Francesco Antonio Spinelli, che paradossalmente attraverso Facebook getta ombre sulla linearità delle condotte messe in campo dai Comuni.

Le Amministrazioni comunali di Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Gioia del Colle e Turi si riservano di valutare azioni legali a tutela dell’onorabilità dei rispettivi Comuni e per approfondire la condotta dei rappresentanti del Comune di Sammichele di Bari, che – dopo aver assunto decisioni in autonomia rispetto al percorso d’ambito – procedono altresì ad instillare nei cittadini la cultura del sospetto nei confronti degli amministratori degli altri Comuni.

Le Amministrazioni componenti l’ambito, infatti, hanno deciso di dichiarare caducato il contratto con il raggruppamento guidato da CNS, procedendo – in maniera coordinata – con nuove ordinanze, in attesa dello svolgimento di una nuova gara d’Ambito.

Appare irragionevole e meritevole dei necessari approfondimenti, invece, il comportamento del Comune di Sammichele che, discostandosi da questa linea comune, fissata in vari incontri e riunioni collegiali alle quali pur partecipava, pone in essere una isolata azione amministrativa in grado di produrre rallentamenti nel percorso di individuazione di un nuovo fornitore d’ambito.

Il dato che più disorienta è il rallentamento improvviso del Comune di Sammichele che nonostante l’approvazione di una delibera di giunta tarda a pubblicare gli atti di gara. Perché?

In forza delle conseguenze che le scelte individuali possono produrre nella azione unitaria a cui l’Ambito è normativamente tenuto, ci si chiede qual è l’obiettivo perseguito della giunta guidata da Lorenzo Netti: nonostante i ripetuti richiami a fare fronte comune nella gestione di una partita complessa, parrebbe avere in mente altri obiettivi di cui niente sappiamo.

Alla luce di tutto ciò, si preannuncia una ulteriore istanza – oltre quella già presentata qualche mese fa – all’illustrissimo Prefetto di Bari per una richiesta di incontro».

Non servono “corse in solitaria”

In sostanza, il comunicato a firma dei quattro primi cittadini respinge al mittente le insinuazioni di avere assunto, in vista di chissà quale tornaconto personale, un atteggiamento poco trasparente nel rapporto con il raggruppamento guidato da CNS Bologna.

È appena il caso di ricordare che, oggi, difficilmente potrebbe portare qualche “beneficio” essere “compiacenti” con una società destinata a lasciare nel breve termine l’appalto rifiuti. Ergersi a paladini della giustizia ora, quando la lotta volge al termine, appare abbastanza pretestuoso e soprattutto rischia di essere un “peccato di vanità” che potrebbe penalizzare gli interessi dei cittadini dell’intero Ambito.

Queste speculazioni avrebbero avuto senso nel lontano 2013-2014, quando la Puglia orientava la gestione della “monnezza” verso un modello quantomeno equivoco e che era (e continua a essere) ben lontano dal raggiungere una concreta chiusura del ciclo dei rifiuti.

L’affaire della spazzatura non può essere affrontato con “corse in solitaria”, scissioni o comparse da primedonne. Richiede, al contrario, l’unione d’intenti di tutte le comunità appartenenti all’Aro Bari 5, affinché insieme si costruisca un’idea chiara e seriamente sostenibile di gestione dell’intera filiera dei rifiuti e, altrettanto uniti, si facciano le dovute pressioni in Regione per attuarla.

FD

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