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“Manca un bel gioco di squadra, fantasioso e concreto”

Spinelli

La proposta di una card prepagata per i buoni spesa e i dubbi su mercato giornaliero e Bilancio. La parola al consigliere Sergio Spinelli

“Manca l’apertura del gioco sulle fasce”. Con una metafora calcistica il consigliere di minoranza Sergio Spinelli inquadra la gestione di questa fase emergenziale da parte dell’Amministrazione Resta. Non è in discussione l’impegno del Sindaco, apparso agli occhi di tutti “massimo e assoluto”; ciò che si obietta è che ogni tanto occorre ‘passare la palla’, allargare il quadro dell’azione e coinvolgere tutti i giocatori.

Fuor di metafora, il consigliere Spinelli pare sottolineare l’assenza di una visione di prospettiva su alcuni temi vitali per il paese. Qualche esempio? L’imminente “campagna cerasicola, con tutte le implicazioni sociali e commerciali che porta con sé”, e il Bilancio di previsione, “che sembra appartenere ad un paese immune al Covid-19”. Al contempo, viene denunciato anche lo scarso coinvolgimento delle forze di minoranza, i cui suggerimenti non sempre sono stati tenuti in debita considerazione.

Ci sono dubbi in merito ai meccanismi di erogazione dei buoni pasto?

«I dubbi sono prerogativa di menti aperte e illuminate, pertanto non credo se ne possa escludere l’esistenza anche in questa circostanza. Sul sito del nostro Comune sono stati pubblicati bandi e regolamenti sul tema, talvolta in maniera affrettata e disordinata, certamente con la volontà di far presto ma forse trascurando il necessario bisogno di far bene. Una maggior sinergia tra tutte le forze in campo (anche se operanti da casa!) e una più attenta lettura delle carte, ad ogni livello sia tecnico che soprattutto amministrativo, prima dell’approvazione avrebbe certamente evitato imbarazzanti refusi o inutili vincoli, tipo l’assurdo obbligo di “dover dichiarare in anticipo a quale esercizio commerciale ci si rivolgerà”(!).

L’unica cosa che personalmente condivido è il sistema adottato dal nostro Comune in contrapposizione al metodo “te la porto io direttamente a casa tua la spesa” scelto altrove».

Quali correttivi apporterebbe?

«Essenzialmente io avrei puntato su due aspetti. In primo luogo, la sostituzione dei ticket cartacei con una card prepagata, che avrebbe permesso uno snellimento del lavoro dell’ufficio preposto evitando così l’attività connessa al rimborso dei commercianti, che invece avrebbero anche incassato subito il dovuto pagamento. Inoltre, avrei dato maggior risalto informativo all’iniziativa, affiancando allo sportello dei Servizi Sociali (Settore cui rimane la totale competenza della gestione in parola) altre forme di supporto alla raccolta delle istanze al fine di avvicinare anche persone che in passato forse mai avrebbero pensato di dover ricorrere a tali estremi rimedi.

Ho anche suggerito queste mie considerazioni ma a quanto pare le proposte non sono state ritenute sufficientemente valide.

Uno spunto di riflessione: nel leggere l’elenco degli esercizi commerciali convenzionati dove è possibile utilizzare i buoni spesa, si può notare l’assenza di tanti “turesi”; come mai? Probabilmente il poco tempo a disposizione che non ha consentito ad alcuni di aderire entro il perentorio termine fissato e magari l’incertezza legata ai tempi per ottenere il rimborso, criticità superabili entrambe con l’impiego di carte prepagate di cui ho appena detto».

Favorevole o contrario al mercato ortofrutticolo settimanale?

«Lo ritengo un controsenso alle tante limitazioni personali che ci sono state imposte (e azzardo al limite della legittimità costituzionale, ma questo è ben altro discorso di competenza dei nostri rappresentanti capitolini). Allo stato attuale, io punterei a maggiori controlli (anche dei prezzi) per il rispetto delle regole che comunque sono vigenti, con meno effetti speciali. Poi, quando saremo pronti per le “riaperture”, allora sarà anche il momento per il mercato ortofrutticolo settimanale».

Un suo parere su come l’Amministrazione sta gestendo l’emergenza.

«Questa è una domanda molto insidiosa. Si sa che chi fa sbaglia e chi non fa nulla non sbaglia mai. Sui social si leggono commenti di esperti tuttologi e omniscienti dei quali però si ha difficoltà a trovare anche una sola cosa buona fatta. Il mio parere è che l’Amministrazione stia gestendo l’emergenza. Faccio un esempio, il conto corrente del Comune dedicato alla raccolta di donazioni. I turesi sono persone generose e altruiste e lo hanno dimostrato sempre e in ogni circostanza, anche durante questa fase emergenziale.

Forse la maggioranza deve analizzare le ragioni per le quali si riesce a raccogliere di più e più in fretta su una pagina Facebook piuttosto che con un conto corrente Istituzionale; mancanza di obiettivi, poca trasparenza nei criteri di destinazione delle somme donate, assenza di trasposto emotivo ad accompagnare l’iniziativa. Risultato: il conto corrente per le donazioni c’è, esiste, ma il risultato non riflette le aspettative.

Il nostro Sindaco non ha certo risparmiato le proprie forze e il suo impegno è stato massimo e assoluto ma, come spesso accade quando si è troppo dentro al problema, la visione da una diversa prospettiva può determinare quel cambio di passo, anche in corsa, che può fare la differenza. Le “bacchettate” non sono mancate ai turesi, e spesso ampiamente meritate, ma altri aspetti ad oggi sono stati completamente ignorati. Mi riferisco, ad esempio, alla imminente campagna cerasicola con tutte le implicazioni sociali e commerciali che porta con sé, oppure al bilancio di previsione per il 2020 che sembra appartenere ad un paese immune al Covid-19. Manca l’apertura del gioco sulle fasce, per dirla con termini calcistici, ossia un bel gioco di squadra fantasioso e concreto».

FD

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