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“Adesso è il momento del coraggio!”

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Il primo video messaggio del sindaco Tina Resta

Dopo la comunicazione del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL sui due nuovi casi registrati a Turi, si è attivato il Centro Operativo Comunale (COC), per stabilire un contatto con gli organi preposti e monitorare l’evolversi della situazione. E proprio al termine della riunione del COC, il sindaco Tina Resta ha deciso di registrare il suo primo intervento video.

Un condensato di informazioni ma, soprattutto, di umanità. Nessun proclama politico, il tono è quello di una madre: deciso quando deve ammonire i propri figli, esortandoli a uscire il meno possibile per “schivare i proiettili”; benevolo e amorevole quando ringrazia “la maggioranza silenziosa dei cittadini” che sta dando prova di unità e solidarietà.

Il volto e la voce, che più volte si spezza per la commozione, fanno trasparire le emozioni di un sindaco provato dal peso che oggi comporta indossare la fascia tricolore, “che non sa più come dirvi che dovete stare a casa”. La rabbia di un sindaco che si sente impotente davanti al desolante scenario di una città fantasma, che non vuole rivivere l’orrore di “andare a un secondo funerale”, di “avere un secondo Maurizio”.

Le notizie sui contagi

«Più che guardare un video, ascoltate la mia voce che da un po’ di giorni va in giro per il paese a dire una cosa essenziale, che è quella di rimanere a casa. Non c’è altro obiettivo importante che rimanere a casa e uscire per le cose importanti». Così il primo cittadino replica a quanti l’hanno “accusata” di non aggiornare la comunità a suon di dirette video. Come se, aggiungiamo noi, il requisito per essere considerati un sindaco “bravo e buono” sia quello di mettere in onda uno show quotidiano, in cui l’utilità delle informazioni viene spesso sacrificata sull’altare del narcisismo personale.

«Il Comune di Turi – dirà oltre – non nasconde niente, riceve delle comunicazioni e per correttezza istituzionale le condivide con i propri cittadini».

Il primo cittadino chiarisce, in seguito, perché non vengano resi noti i nomi dei contagiati: l’Asl comunica «solo il numero dei casi positivi e, molto successivamente, i nomi delle persone in quarantena», affinché le Forze dell’Ordine possano verificare che la misura di contenimento sia rispettata. «Una comunicazione molto lenta», che porta ad attuare i controlli quando «la quarantena è quasi finita». I tamponi? «Si eseguono quando l’Asl decide sia necessario farli».

Nessuna caccia all’untore

È pacifico che in un paese piccolo, i nomi delle persone contagiate, presto o tardi, si vengano a sapere. Verrebbe da dire che, dove non arrivano i protocolli dell’Asl, interviene il buon vecchio chiacchiericcio, rinnovatosi nella “versione social”.

Tuttavia, oltre alla concreta possibilità di divulgare false informazioni, si corre il rischio di alimentare una “caccia all’untore”: «Stiamo avendo un atteggiamento errato verso queste persone – ammonisce il sindaco – non sono degli appestati, non sono persone da additare o rendere colpevoli di qualcosa. Vorrei che attraverso i social ci fosse maggiore solidarietà e meno attacchi e polemiche, che in questo momento non aiutano nessuno».

Polemiche e social

E proprio sul tema “social e polemiche” si concentra un’altra porzione del video messaggio del primo cittadino.

«Qualcuno ha scritto “il silenzio del sindaco di Turi è imbarazzante”. Alcune volte il silenzio vuol dire tante cose: che il sindaco di Turi sta lavorando, che non ha tregua, che sta pensando a difendere i cittadini. Io ritengo imbarazzante – incalza – vedere ancora gente per strada che, senza motivo, gironzola con la bicicletta o con la macchina. Ritengo imbarazzante che le Forze dell’Ordine debbano andare a rimproverare la gente. Ritengo molto imbarazzante continuare a fare polemiche su Facebook, a cui ho deciso di non rispondere più, perché è tempo perso per me».

Solidarietà silenziosa

Viceversa, il sindaco Resta è pronta a congratularsi «con chi dà messaggi di sicurezza e solidarietà, con chi sta aiutando il vicino di casa senza scriverlo su Facebook, con chi fa del bene senza sottolinearlo».

«Non è necessario – affermerà poco dopo – dire quello che ognuno di noi sta facendo nel privato». «A Turi ci sono tantissime persone per bene, la maggioranza, e io a queste persone mi appello, mi appello alle persone silenziose che stanno aiutando il prossimo senza che si sappia». Non c’è bisogno di pubblicità se si agisce con il cuore.

Carrelli della solidarietà

«Vi invito a continuare a donare alimenti di prima necessità: è importante per noi, fin quando i buoni spesa non saranno fruibili, dare la possibilità a chi ne ha veramente bisogno di usufruirne. Questo lo stiamo già facendo da dieci giorni e ringrazio coloro che stanno contribuendo».

Conto corrente

«Stiamo aprendo un Conto Corrente, i cui estremi saranno comunicati nei prossimi giorni, per quanti volessero fare delle donazioni in denaro in favore di chi ha delle necessità legate al Coronavirus. Anche questa sarà una modalità alternativa per aiutare il prossimo».

Controlli e buon senso

E si arriva al secondo cardine del messaggio, che potremmo indicare come il capitolo sul “buon senso”. Una carrellata sull’attività di controllo, posta in essere da Carabinieri, Polizia Municipale e Protezione Civile, «che ringrazio di cuore perché ogni giorno, insieme a noi, rischiano la propria vita e quella dei propri familiari per difendere i cittadini di Turi».

Sono state fermate 300 persone con le dovute autocertificazioni; quasi 200 sono i controlli nei supermercati, ripetuti anche più volte per evitare gli assembramenti. Venti le multe finora elevate.

Al di là dei numeri, dei droni e di tutte le pattuglie che possano essere dispiegate, il sindaco richiama a una riflessione: «Mi chiedo e vi chiedo: è necessario che le Forze dell’Ordine debbano rischiare la vita perché ci sono persone che hanno deciso di non rispettare le regole? Le Forze dell’Ordine dovrebbero essere utilizzate per chi ne ha veramente bisogno, non per chi sa che è necessario non uscire, mantenere un metro di distanza e che probabilmente sarebbe opportuno andare in fasce orarie diverse nei supermercati».

«Non sono le Forze dell’Ordine che devono rimproverare i ragazzi, sono le famiglie che devono tenere i ragazzi in casa. Non sono le Forze dell’Ordine che devono fermare gli anziani, sono le famiglie che devono spiegare agli anziani che in questo momento è importante stare a casa. Mi rendo conto – continua – che non è una cosa semplice, ma tenete in considerazione che ne va della vostra vita e di quella dei vostri cari».

«Questo è un video di esasperazione – aggiunge in un crescendo di emozioni – di un sindaco che non sa più come dirvi che dovete stare a casa. Io non voglio più andare a un secondo funerale, non voglio più avere un secondo Maurizio, quindi vi prego: state a casa, uscite il meno possibile. È una sofferenza che spero non duri molto». Una sofferenza acuita per le famiglie che convivono con «problematiche sanitarie e che non possono essere assistite vuoi per mancanza di operatori sanitari, vuoi perché la Asl in questo momento è impegnata in trincea per il Coronavirus. Persone abbandonate dalle istituzioni».

Provvedimenti sofferti

Come anticipato nell’intervista rilasciataci la scorsa settimana, il sindaco Resta ribadisce la sofferenza nel firmare ordinanze restrittive: «Domenica scorsa, sono arrivata a dover chiudere ogni esercizio commerciale: non mi fa piacere non far guadagnare gli esercenti che possono restare aperti, però devo arrivare a misure così restrittive per tutelare la salute dei miei concittadini». «Non crediate che sia felice di vedere un paese deserto, un paese che probabilmente in questo momento non ha bisogno del sindaco perché è un paese in cui non c’è più nessuno, dove la sera si sente un silenzio assordante».

«Turi non è ancora un Comune in cui ci sono stati tanti decessi per Coronavirus, rispetto ai paesi limitrofi. Però io non canto vittoria». «Noi ne usciremo – argomenta – solo se seguiamo quelle prescrizioni che vi sembrano noiose, intollerabili, seccanti, di un sindaco che in continuazione dice “restate a casa”. E continuerò a dirlo, perché è l’unica prevenzione che ci potrebbe aiutare».

«Una persona che esce a fare la spesa più volte – rimarca determinata – ha maggiore possibilità di portare a casa il virus e aumentare i contagi». Per questo si rinnova l’appello ad «organizzarsi con una lista della spesa, per evitare assembramenti nei supermercati».

L’abbraccio ai genitori di Maurizio

«Approfitto di questo video – afferma commossa – per un abbraccio grande e caloroso ai genitori di Maurizio. Ho seguito quel funerale e non è stato facile sul piano emotivo e psicologico, per me e la famiglia. Vi prego di non dimenticare quello che è successo, perché solo non dimenticando possiamo restare sulla giusta strada».

«Quando dico che ce la faremo, ci credo davvero. Però – si avvia alla conclusione – voi dovete aiutarmi e vi dovete aiutare fra di voi: mai come in questo momento abbiamo bisogno di una solidarietà collettiva forte. Tutte le discussioni e le polemiche le lasciamo dopo il Coronavirus… quanto tempo ci sarà per discutere e dire la propria opinione! Certo si può fare meglio e di più, organizzarsi diversamente… Lo stiamo facendo man mano che ci stiamo addentrando».

Fabio D’Aprile

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