Metti l’asfalto, togli l’asfalto

Ennesimo cantiere per la manutenzione del manto stradale del passaggio a livello di Via Putignano
Il titolo, amaramente ironico, ricorda una famosa frase pronunciata dal maestro Miyagi in Karate Kid. Spiegato il riferimento, andiamo ai fatti. Due anni fa, proprio in questi giorni, dall’altra parte del mondo accadeva un evento straordinario: siamo in Cina e 1500 operai, in 9 ore, con l’ausilio di 7 treni e 23 scavatori, realizzano una ferrovia di 246.55 km (più o meno la distanza che separa Turi da Napoli). La linea in questione sarebbe, inoltre, in grado di supportare treni che operano ad una velocità massima di 200 km/h. Stando alle testate online che hanno documentato la notizia, pare che in quelle 9 ore gli operai abbiano persino avuto il tempo di installare i segnali stradali e una serie di apparecchiature per il monitoraggio del traffico.
In questi giorni, un altro episodio clamoroso si sta invece verificando dalle nostre parti: il manto stradale che permette alle auto di transitare attraverso il passaggio a livello di via Putignano è di nuovo in manutenzione. Ascoltando alcuni turesi che risiedono in zona, si stima che l’asfalto in quel punto sia stato rifatto dalle 5 alle 8 volte. Stime approssimative a parte, una cosa è certa: “Negli ultimi due anni gli operai hanno lavorato almeno 4, 5 volte: la penultima risale all’estate scorsa, quando la notte era ormai diventata giorno, con evidenti conseguenze per chi si svegliava presto per andare in campagna” – racconta un concittadino.
Oltre al danno si aggiungerebbe la beffa, ma fortunatamente dal Palazzo di Città giungono voci rassicuranti: i cantieri in questione non rappresentano un intervento comunale, in quanto sarebbero disposti dalle Ferrovie. Quantomeno, dunque, tutto questo disagio non va a ledere le casse del nostro Comune. Ad ogni modo, volendo continuare nel masochistico paragone con l’efficienza dei tanto bistrattati cinesi, quest’ennesima operazione perdura ormai da giorni. Considerando inoltre gli ulteriori disagi creati da corse infinite per raggiungere destinazioni vicine e da passaggi a livelli che ormai da anni non si chiudono automaticamente al transitare dei treni, tutto questo è talmente imbarazzante da giustificare una risata isterica sull’ormai conclamato gap, misurabile in decenni, che intercorre tra i trasporti del Meridione e quelli del Settentrione.
Fortunatamente la modernità ha portato con sé il cosiddetto “car pooling” (auto condivisa), anche se questa realtà stenta ancora a decollare qui a Turi, diversamente da ciò che invece accade nei paesi limitrofi, attrezzati in tal senso con gruppi Facebook ormai da tempo collaudati.
LEONARDO FLORIO