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Giudice di Pace, anche Turi conferma la sede di Putignano

consiglio comunale turi

“Patto per Turi” perplesso sull’utilità di investire 20mila euro all’anno. Il Sindaco rassicura che, se non ci sarà una reale utilità, l’adesione verrà ritirata

Il Consiglio comunale di martedì 17 dicembre inizia con un minuto di silenzio per ricordare la prematura scomparsa della dott.ssa D’Oronzio. In sua temporanea sostituzione, il Comune si avvale “a scavalco” del dott. Di Natale, Segretario generale del Comune di Gioia, presentato ufficialmente all’assise.

Tre comunicazioni

Seguono tre rapide comunicazioni. Il sindaco informa che è giunta una proposta del circolo di Fratelli d’Italia in cui si chiede di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Richiesta che tutto il Consiglio comunale accoglie ma che si è pensato di rimandare a gennaio per coinvolgere anche le scolaresche. Si apprende, inoltre, che il Comune di Turi ha partecipato a due avvisi pubblici: uno per l’assegnazione di contributi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, con un cofinanziamento di 1.500 euro; l’altro per la redazione dei piani urbani di mobilità sostenibile (PUMS).

Giudice di Pace, una sede per sei Comuni

I lavori consiliari entrano nel vivo con la presentazione all’assise della bozza della nuova convenzione per la gestione associata del servizio del Giudice di Pace. L’atto si è reso necessario all’indomani dell’accorpamento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Noci a quello di Putignano e, dunque, della nuova configurazione del servizio stesso, che prevede oggi la partecipazione dei Comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Locorotondo, Noci, Putignano e Turi. L’argomento, precisa il sindaco Resta, era stato ritirato nel precedente Consiglio comunale poiché si attendeva un chiarimento sulle ripercussioni della riduzione della quota del Comune di Castellana, scesa a circa 3 mila euro poiché fornisce un’unità lavorativa. Avute rassicurazioni che questo non avrebbe pesato sulla quota del Comune di Turi, il punto è stato riportato in Consiglio.

La storia

Come spiegato durante il Consiglio, a maggio del 2014 viene sottoscritta la prima convenzione per la gestione dell’Ufficio del Giudice di Pace, che vede associati solo tre enti: il Comune di Putignano, quello di Castellana Grotte e Turi. A seguito della Legge 57/2016, che ha ampliato le competenze del Giudice di Pace, a settembre 2016 i sindaci dei Comuni di Putignano e Noci, con il consenso dei Comuni di Locorotondo e Alberobello, chiedono al Ministero di Grazia e Giustizia l’autorizzazione a far confluire l’ufficio del Giudice di Pace di Noci nella sede di Putignano, al fine di garantire una gestione migliore e più efficace. L’accorpamento viene accordato con il Decreto Ministeriale del 19 maggio 2017, divenuto esecutivo a luglio 2017. E in virtù di questo accorpamento, i Comuni associati diventano sei, giacché ai tre iniziali si aggiungono quelli di Alberobello, Locorotondo e Noci.

La nuova convenzione

La nuova convenzione avrà la durata di 5 anni a decorrere dal 1° dicembre 2019 e vedrà Putignano come Comune capofila. I costi di gestione per il funzionamento dell’Ufficio del Giudice di Pace saranno ripartiti, annualmente, fra i Comuni convenzionati in proporzione alla popolazione residente e servita. Per l’anno in corso è stato determinato che il Comune di Turi dovrà versare circa 1700 euro, in aggiunta all’importo originariamente previsto di 5mila euro. Per gli anni successivi, in base alla popolazione residente alla data del 31 dicembre 2018, ci spetterà una quota di partecipazione pari a poco più di 20mila euro (20.018,32 euro, per la precisione). Sempre in base alla convenzione, è stabilità che queste quote di partecipazione siano aggiornate ogni due anni, tenendo in considerazione il parametro relativo al numero di cittadini residenti in ciascun Comune.

Le perplessità di “Patto per Turi”

«Il Gruppo “Patto per Turi” – prende la parola il consigliere Giannalisa Zaccheo – ritiene di astenersi: siamo molto perplessi sull’utilità di investire 20mila euro all’anno, considerando che il servizio giustizia non compete al Comune ma allo Stato che, per economicità ed efficienza, ha iniziato un percorso di centralizzazione». «È vero – aggiunge – che le competenze del Giudice di Pace aumenteranno nel 2020 ma è altrettanto vero che in parallelo verrà introdotto il procedimento telematico». «In Commissione – conclude – abbiamo avuto modo di analizzare i numeri e abbiamo visto che potrebbero non giustificare questo investimento. Il numero pro quota di giudizi pendenti per ogni cittadino, al 2017, ammonta allo 0,006; ovvero gli avvocati hanno una media di due cause all’anno».

Il sindaco: “Non c’è nulla di categorico”

«È un servizio che ritengo che non vada sottratto al Comune di Turi. La maggioranza – replica il sindaco – non si è sentita di ritirarsi dal consorzio di sei paesi, tutti convinti che mantenere la sede del Giudice di Pace a Putignano sia importante perché evita di costringere i cittadini a recarsi a Bari». «La convenzione è quinquennale ma entro giugno di ogni anno, qualora si risconti che non ci sia una realtà utilità, c’è la possibilità di ritirarsi. Dopo il primo anno – rassicura il primo cittadino – andremo a monitorare tutte le attività che riguardano il Giudice di Pace per comprendere a pieno se questa opportunità possibilità sia valida o meno».

Il consigliere Netti, presidente della prima Commissione, ritornando sulle dichiarazioni della Zaccheo, precisa che i dati su cui si è discusso riguardano in 2017, momento in cui il Giudice di Pace di Noci per sei mesi era distaccato da quello di Putignano. Inoltre, «questi dati, essendo cumulativi, non davano una chiara visione dei flussi, e dunque del bacino d’utenza di ogni paese. Sarà nostra intenzione capire quanto i cittadini turesi usufruiscono di questo servizio, soprattutto alla luce dei cambiamenti previsti dal prossimo anno».

Fabio D’Aprile

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