Sandro Laera: “Questi sono i fatti”

La perpetuata attività diffamatoria posta in essere nei miei confronti mi costringe a raccontare, nella misura possibile, i fatti che in questi ultimi mesi mi vedono coinvolto, facendo chiarezza sull’intera vicenda.
Svolgo da quasi vent’anni l’attività di consulente del lavoro, iniziata come titolare dello studio “Progresso”, dislocato in più sedi della provincia di Bari. Nel corso del 2016, accolgo nel mio studio, come tirocinante, il dott. Massimo Sportelli, con cui in seguito costituisco uno studio associato.
Nel corso del 2019, chiedo al dott. Sportelli di procedere con la ripartizione degli utili, come previsto da statuto, lo stesso invece di rendersi disponibile alla rendicontazione, avvia una serie di iniziative e denunce nei miei confronti, peraltro in un periodo che mi vedeva lontano da studio, per motivi di salute. Pone in essere nel corso dei mesi, dell’anno corrente, una serie di comportamenti, che mi hanno inibito all’esercizio dei diritti e doveri di associato e amministratore, per le vie di fatto, procedendo con la sostituzione della serratura d’ingresso, cambio password e mail di studio, sostituzione dei canali informativi bancari.
Con una Pec a sua firma del 12/08/19, il dott. Sportelli mi comunicava, ai sensi dell’articolo 11 dello statuto, che dovevo ritenermi sospeso, in seguito ad un accertamento ispettivo, avviato per sua segnalazione, per presunte irregolarità nella gestione delle presenze, relative al rapporto di lavoro intercorso tra un cliente di studio e mia moglie Maggiolini, notizia che divulga mezzo Facebook, violando la privacy e il codice deontologico di riservatezza, premettendo che Sportelli ne è garante di studio. Sospensione illegittima, di cui ha dato incautamente notizia a tutta la clientela, iniziativa poi rinunciata a seguito del procedimento in suo danno.
Tutto ciò mi ha costretto a denunciare l’accaduto al Tribunale di Bari, ricorso su cui è fissata la seconda udienza, in sede cautelare per il 20 novembre 2019. Tutta la faccenda posta in essere da Sportelli è strumentale ma, purtroppo per lui, non ha prodotto gli effetti desiderati. Ad oggi, non ci sono iscrizioni nel registro indagati che riguardano me e mia moglie.
Ribadisco, tali iniziative mirerebbero ad ottenere la mia sospensione e la conseguente espulsione come associato, così come previsto da statuto. Ovviamente, sto procedendo denunciando, nelle sedi opportune, le gravi irregolarità che sono emerse a carico del dott. Sportelli.
SANDRO LAERA