La vendemmia in piazza

“Il vino dei nostri nonni”: la rievocazione della vinificazione
si trasforma in una grande festa
“Non si impara solo sui banchi di scuola; forse si apprende molto di più partecipando e vivendo pagine di storia”. Interviene così il nostro sindaco Tina Resta alla mattinata organizzata in piazza Capitano Colapietro martedì 8 ottobre. Una rievocazione storica, quella a cui hanno assistito i 240 bambini delle classi IV e V della scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Resta – De Donato Giannini”, dal titolo “Il vino dei nostri nonni”, organizzata da Stefano de Carolis con la preziosa collaborazione dell’Associazione Mule del Carro di Sant’Oronzo e dei Discjadiscie.
La vinificazione, quella raccontata dai preziosi “attori” della piazza che, in abiti tipici della vita contadina di ieri, hanno inscenato e fatto partecipare alle procedure per la produzione del vino, tappa fondamentale della vita campestre dei nostri nonni. Una rievocazione minuziosa, descritta non solo dalle procedure di quella che era la pigiatura in tini di legno, l’estrazione del mosto, la torchiatura delle vinacce, fino al trasporto nelle otri e la conservazione nelle botti di rovere, ma anche con ogni singolo strumento utile alla vinificazione.
“Oggi si fa tutto in maniera industriale – commenta emozionato Vito Palmisano, presidente dell’Associazione Mule del carro di Sant’Oronzo – ma un tempo si faceva tutto a mano, tutto grazie al lavoro dei contadini. Voi bambini – rimarca – oggi siete testimoni di qualcosa che è andato perduto, ma che grazie alla volontà di Stefano de Carolis, avete potuto osservare e ricordare”.
È infatti un’esperienza che non potranno dimenticare i piccoli della scuola turese, così come potranno raccontarlo anche le famiglie e i tanti curiosi che hanno assistito a queste fasi davvero emozionanti e coinvolgenti. Per una volta il libro di storia ha aperto le sue pagine e come Bastiano del celebre “La storia infinita”, ogni bambino diventa personaggio di un momento essenziale della vita campestre turese. Catapultati a qualche decennio fa, come nipotini di nonni impegnati nella vendemmia, ascoltano le loro voci, assistono ai loro momenti di svago, sorridono alla merenda frugale fatta di pane e pomodoro bagnata da un sorso di vino e diventano così custodi di un tempo che non dobbiamo dimenticare.
Che meraviglia vedere scorrere quel nettare rosato dal torchio idraulico di Nicola Ventrella… E pensare che il torchio era di Vito Ventrella, suo padre, detto “Pezzabianca”, un anziano turese ricordato da tutti per la sua allegria. “Cinquant’anni fa, per conto terzi, girava per il paese torchiando le vinacce ai numerosi produttori di vino” – ha ricordato lo storico e ideatore della mattinata Stefano de Carolis. E quanti colori quella Natarina, il traino preparato con le botti di rovere che un tempo poteva essere trainato da tre mule utili ad affrontare i lunghi viaggi…
Meraviglia, stupore, fascino negli occhi di tutti coloro che hanno assistito a questa meravigliosa ricostruzione storica, a cui ha espresso grande apprezzamento anche lo storico conversanese Antonio Fanizzi, che ha spiegato ai ragazzi come un tempo tutte queste fasi venivano realizzate in campagna. “La spremitura si realizzava nel Palmento, una grande vasca da cui poi veniva tratto il mostro poi raccolto negli otri trasportati in paese. Ancora oggi si conservano alcuni palmenti – ha proseguito – ed uno di questi si trova in un campo sulla Turi – Castellana”.
Un’esperienza che sicuramente rimarrà nei ricordi di tutti coloro che vi hanno assistito. Una grande festa terminata con la visione dettagliata delle attrezzature del passato da parte dei bambini che, al termine della mattinata, sono stati accompagnati a scuola dai docenti e dai Carabinieri in congedo dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Turi e Casamassima.
Cinzia Debiase
