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“Vent’anni di contrasto alle mafie”

pizzino de carolis

In mostra il primo ‘pizzino’ della storia criminale italiana, rinvenuto da Stefano de Carolis

Giovedì 4 aprile, in occasione del ventennale della fondazione del Gruppo operativo mobile (GOM) della Polizia penitenziaria, è stata organizzata una tavola rotonda intitolata “Gruppo Operativo Mobile, vent’anni di contrasto alla criminalità organizzata”. Difatti, il GOM è il reparto speciale che si occupa dei trasferimenti e dei piantonamenti dei detenuti ad altissimo indice di pericolosità, nonché della custodia di quelli sottoposti al regime speciale previsto dall’art. 41 bis.

Dopo il saluto introduttivo del Direttore del GOM, Mauro D’Amico, sono intervenuti il Capo del DAP, Francesco Basentini, il procuratore aggiunto vicario della DNA, Giovanni Russo, il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma, il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, il procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, e il vicedirettore de L’Espresso, Lirio Abbate. In chiusura l’intervento del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che poi consegnerà’ alcune targhe commemorative ai responsabili dei reparti operativi mobili.

Nel corso della tavola rotonda è stato esposto il “pizzino” più antico della storia criminale d’Italia. Si tratta dell’ormai celebre fazzoletto di cotone su cui è vergata in bella grafia la “Canzone di Amelia la disgraziata”. Una lettera veicolata all’esterno del carcere da un detenuto di spicco della malavita barese che, a seguito della perizia grafologica forense, curata del colonnello dell’Arma Vincenzo Caiazzo e dall’avvocato Giuseppe Santorelli, è stata fatta risalire al 1901.

Il reperto storico, custodito nell’Archivio di Stato di Bari, è stato rinvenuto grazie al lavoro di ricerca storica sulla malavita barese condotto Stefano de Carolis, Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri e autore del saggio ‘Con un piede nella fossa’, patrocinato dal comando generale dell’Arma.

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