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Che razza di italiani siamo?

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Dalle leggi razziali del 1938 al razzismo di oggi

Sono passati 81 anni dal comizio in piazza Unità d’Italia, di fronte il Municipio di Trieste, in cui Mussolini invocò le leggi razziali. Già da alcuni giorni erano state deliberate normative razziste nei confronti degli ebrei nelle scuole e da alcuni mesi nei confronti delle popolazioni africane.

Dopo quel comizio, e per tutti gli anni fino alla caduta della dittatura e della Repubblica Sociale Italiana, le leggi razziali discriminarono gli ebrei e altre minoranze che vivevano pacificamente in Italia. Furono allontanati i bambini dai banchi di scuola e i docenti dalle cattedre; gli uffici pubblici e alcune imprese private furono “epurate”. Incalcolabi i beni mobile e immobili che furono confiscati dal regime, che non ebbe alcuno scrupolo a passare agli arresti, al successivo concentramento nei campi su tutto il territorio italiano e alla deportazione nei campi di sterminio nazisti in Europa centrale. Non furono solo gli ebrei ad essere arrestati; con loro c’erano anche rom, omosessuali e comunisti.

Che Italia era, quella delle leggi razziali de 1938? E oggi, invece, che Paese è il nostro, dove l’intolleranza per la diversità, il fantasma della “sostituzione etnica” agitato a suffragio delle proprie ossessioni, la psicosi dell’altro, ammorbano il clima socio-politico? A queste domande si proverà a rispondere nell’incontro “Che razza di italiani siamo”, promosso dall’associazione “Didiario – Suggeritori di libri” in collaborazione con l’ANPI di Turi.

Appuntamento per sabato 23 febbraio 2019, a partire dalle ore 18:30, presso la “Casa delle Idee” di Turi, con Mario Avagliano, giornalista professionista, studioso di storia contemporanea, membro dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza, componente della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea – SISSCO, direttore del Centro Studi della Resistenza dell’ANPI di Roma-Lazio. Ad introdurre, la presidente del sodalizio organizzatore Alina Laruccia. Modererà la grafologa e avvocata Maristella Orofino.

A.Z.

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