Bando “muretti a secco”: un’occasione da non perdere

L’agronomo Mariella Chimienti ha illustrato la misura regionale durante l’incontro organizzato dalla Lega – Turi
Esaustivo e senza inutili giri di parole, così ci è parso l’intervento della dottoressa Mariella Chimienti, l’agronomo che la locale sezione della “Lega – Salvini Premier” ha chiamato per illustrare la misura 4.4 del Piano di Sviluppo Rurale, destinata alla riqualificazione dei manufatti rurali in pietra a secco.

Nell’incontro che si è svolto nel pomeriggio di martedì 4 novembre, la dott.ssa Chimienti ha spiegato ogni passaggio in maniera semplice, traducendo il linguaggio della burocrazia regionale e coinvolgendo in un confronto costruttivo i numerosi partecipanti.
Come primo aspetto, è stato specificato che i beneficiari dell’azione regionale sono i proprietari di aziende agricole ricadenti nella Regione Puglia. Possono partecipare anche i conduttori delle particelle oggetto di intervento, in questo caso però dovranno acquisire il consenso del proprietario a eseguire l’opera di miglioramento.

A seguire sono state esplicitate le due condizioni essenziali che aprono una via preferenziale per ottenere il finanziamento regionale: alle aziende che hanno scelto la coltivazione biologica saranno attribuiti 60 punti. Altri 40 punti, invece, verranno assegnati in relazione alla posizione, dando priorità ai fondi agricoli che sono ubicati in zone ricadenti nella Rete Natura 2000 (SIC – Siti di Importanza Comunitaria e ZPS – Zone di Protezione Speciale) e in siti ad alto valore naturalistico, giacché lo spirito del bando è quello di salvaguardare la biodiversità.
La disponibilità complessiva per la misura regionale ammonta a 26,5 milioni di euro e, come ricordato dalla dott.ssa Chimienti, l’aiuto pubblico copre interamente il costo sostenuto (Iva esclusa), con un limite di 100mila euro per ciascun beneficiario. Non ci sarà nessuno spazio per i “furbetti”: tra i documenti richiesti dalla Regione sono incluse foto georeferenziate e datate, che dimostrino che il manufatto candidato sia realmente diroccato.

Prima di rispondere alle domande degli imprenditori agricoli presenti, la dott.ssa Chimienti si è soffermata sui criteri degli interventi ammissibili a finanziamento: ogni azienda potrà agire su una volumetria compresa tra 100 e 1.500 metri cubi, con costo rimborsabile di circa 62 euro per metro cubo ripristinato. Infine, i lavori di riqualificazione dovranno essere realizzati seguendo le linee guida del Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, rispettando l’originale tipologia costruttiva, senza apportare elementi estranei come reti o malta cementizia.