“CulTURIa”, un Festival permanente della Cultura

Antonio Tateo propone un contenitore di spessore che abbracci tutte le forme d’arte
Un’idea concreta per promuovere la cultura a Turi?
«È ambizioso, ma organizzare un Festival della Cultura in tanti fine settimana, anche di un certo spessore e per ogni ambito culturale. Partendo dalla Musica, Arte, Teatro, Letteratura, Pittura, Fotografia e Poesia. Si potrebbe chiamare: “CulTURIa”».
La “politica dei contributi”
«Elargire contributi non è più possibile per un dettato normativo. Semmai è possibile un intervento co-finanziario del Comune per progetti e idee culturali condivise e dove ci sia un programma ben delineato e con l’indicazione delle fonti di finanziamento. Sono del parere che l’Amministrazione Comunale debba avere innanzitutto un’idea guida e un ruolo di impulso e di coordinamento delle politiche culturali con una visione di insieme di tutte le associazioni.
Negli ultimi anni a Turi c’è stato tanto fermento culturale e tante iniziative associative che meritano attenzione e rispetto. Nei brevi periodi che ho avuto la responsabilità amministrativa e diretta delle politiche culturali ho non solo cercato di aumentare le risorse in bilancio, in quanto consapevole come dice il proverbio che “le nozze non si fanno con i fichi secchi”, ma ho avuto il coraggio di pretendere che le associazioni avessero un regolare atto costitutivo, statuto, conto corrente (questo non per capriccio ma per buon senso e perché previsto dalle norme) ed ho sempre cercato di essere autenticamente al di sopra delle parti, guardando oltre l’orizzonte del perimetro politico di cui facevo parte. E questo non solo per un corretto agire etico e amministrativo ma, soprattutto, perché sono del parere che la Cultura sia di tutti. E lo dimostrano gli atti amministrativi e i fatti. Come ad esempio per le attività di riordino e catalogazione del patrimonio librario della biblioteca, di cui se ne occupò un’Associazione presieduta e composta da persone esperte che non solo avevano un titolo di studio indicato per quell’attività ma erano turesi capaci e competenti.
Purtroppo, in questi ultimi anni, alcuni si sono fatti prendere, in qualche caso, dalla “faziosità”, dalle simpatie o antipatie, dalle idee politiche diverse o avverse. E questo può aver ingenerato in qualcuno il fatto che l’associazionismo o il rappresentare un associazione sia diventato anche un mestiere per arrotondare o campare. Per evitare qualsiasi equivoco o abuso si potrebbe prendere in considerazione un bando-progetto pubblico con criteri trasparenti e a cui possono partecipare tutti quelli che ne abbiano i requisiti così come fanno in altre realtà comunali».
Spazi pubblici a pagamento?
«In via di principio assolutamente contrario, tranne alcuni casi ben circoscritti perlopiù in luoghi chiusi dove era ed è necessario contribuire con una piccola somma. E a Turi ci sono state tali iniziative quali il cinema all’aperto, manifestazioni musicali e teatrali che hanno costi in quanto necessitano di misure di sicurezza riguardo l’afflusso del pubblico».