Un ‘monumento’ per Antonio Gramsci

Ecco i dettagli del progetto frutto della cooperazione tra Italia e Albania
Qualche numero fa vi avevamo parlato del progetto culturale che, per volontà della giunta Coppi, vedeva il Comune di Turi entrare nel Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Albania-Montenegro 2014-2020.
L’iniziativa, realizzata in partenariato con il Ministero della Cultura del Montenegro (capofila) e il Ministero della Cultura Albanese, mirava a commemorare la figura di Antonio Gramsci e le radici che accomunano il pensatore italiano al patrimonio culturale albanese, essendo la sua famiglia paterna originaria della città di Gramsh. Il tutto a partire dal proposito artistico elaborato da Alfredo Pirri, denominato “Compagni e Angeli. Verso le Officine della Cultura”.
Dopo varie interlocuzioni avute dall’ex sindaco Coppi con i referenti della Regione, lo scorso 11 luglio a Palazzo di Città si è tenuto un incontro tra il Commissario Straordinario, Andrea Cantadori, e il dott. Aldo Patruno (Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e valorizzazione del Territorio della Regione Puglia). Presente anche l’ing. Giuseppe Di Bonaventura, in qualità di Responsabile del Settore Lavori Pubblici.
Durante la riunione, il dott. Patruno ha illustrato i dettagli del progetto, condivisi dal Commissario che ha confermato l’adesione del Comune di Turi, dando mandato agli uffici comunali di provvedere ad ogni atto utile a consentire alla Regione di formalizzare la proposta e ad avviare un percorso di partecipazione e condivisione pubblica per per raccogliere idee e suggerimenti da parte della cittadinanza.
Il progetto
La principale finalità dell’opera – si legge nella relazione regionale – è ricordare Antonio Gramsci non attraverso un “monumento celebrativo”, ma realizzando un luogo pubblico, caratterizzato dalla presenza dell’arte, che abbia un valore civico e simbolico, in dialogo con la città stessa, contribuendo attivamente al suo rinnovamento urbanistico.
Guardando gli schemi e le planimetrie depositate, apprendiamo che l’opera, composta di due piani, sarà collocata nella Villa Comunale (piazza “Sandro Pertini”) e andrà a sostituire gli attuali bagni pubblici.

Il piano superiore: un inedito osservatorio
Venendo ai dettagli, il piano superiore prevede la realizzazione di uno spazio dalle esatte dimensioni della “Stanza di Gramsci”, posizionato in modo da dialogare otticamente con la finestra della cella dove il politico italiano fu rinchiuso per cinque anni. Cella che si propone di modificare e valorizzare eliminando i vetri opacizzanti, rimuovendo gli attuali arredi – con ogni probabilità non autentici – e ponendo all’interno un semplice meccanismo luminoso pendente dall’alto che ne potenzi la visione dall’esterno.
Si tratterebbe di una sorta di “osservatorio permanente”, realizzato in vetro di sicurezza e fornito di un impianto di illuminazione che ne farà un’opera “a metà tra un faro e una lanterna visibile da gran parte della città”.
Il piano inferiore: ridisegnare piazza Moro e Pertini
Lo spazio sottostante sarà invece dedicato ad accogliere iniziative culturali e creative sulla figura dell’autore dei “Quaderni dal carcere”, ridisegnando le aree verdi della Villa Comunale e di piazza Aldo Moro, in modo da “ridare dignità a quel luogo, tanto centrale quanto ignorato”.
In particolare, l’intervento su piazza Aldo Moro – dove è presente il Monumento ai Caduti – consisterà nella ristrutturazione della pavimentazione esistente, sostituita con un pavimento continuo con giunte di fessurazione, a richiamare la facciata della casa circondariale.
Quello in piazza “Sandro Pertini” – ovvero nella Villa Comunale – vedrà la trasposizione speculare del carcere: una zona pavimentata omogenea con quella di piazza Moro ed una zona verde delimitata su uno dei lati da una parete attrezzata, che supporterà una scala a chiocciola da cui si accederà al secondo piano, ovvero alla riproduzione della “Stanza di Gramsci”.
