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Attualità

Un provvedimento frutto dell’improvvisazione

Calabrese e Drago Fimmg Bari

Manca un protocollo operativo per gestire l’emergenza assistenziale e, dall’attivazione del servizio, non si è registrato nessun accesso da parte dei lavoratori stagionali


Tutti i dubbi, aperti da questa inaspettata decisione dell’ASL, sono stati affrontati mercoledì 13 giugno durante la riunione del Comitato Aziendale Permanente, convocata dallo stesso dott. Vito Montanaro.

Per avere un quadro di quanto è emerso nel confronto, abbiamo contattato i vertici della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia (FIMMG), in particolare il dott. Pietro Drago, Segretario Regionale FIMMG per la Continuità Assistenziale in Puglia e il dott. Nicola Calabrese, Segretario provinciale FIMMG.

Prima di sintetizzarvi le dichiarazioni dei Segretari, ci preme dar voce alla dottoressa Rosa Urbano, uno dei medici di Turi schierato in prima linea che, come i suoi colleghi, si è ritrovata nel mezzo di questa “bufera” senza il dovuto preavviso.

Il primo dato che ricaviamo dalla conversazione con la dott.ssa Urbano è che dall’8 giugno, giorno in cui sono entrate in vigore le due ore di anticipo sull’apertura della guardia medica, non si è registrato nessun accesso da parte dei lavoratori stagionali.

Il secondo aspetto è una questione di correttezza professionale, che viene rimarcata anche dagli organi sindacali: “Avremmo gradito che la comunicazione di questa anticipazione sull’orario di servizio e le indicazioni del protocollo operativo da seguire fossero avvenute in tempi e modi più congrui”. In sostanza, ci pare di capire che i diretti interessati dal provvedimento sono stati avvisati per ultimi e, per giunta, non hanno ricevuto alcun vademecum su come operare. Un esempio di pessimo verticalismo aziendale.

 

Pietro Drago: “Una situazione anomala e mal gestita”

L’assenza di pianificazione viene sottolineata anche dal dott. Pietro Drago, Segretario Regionale FIMMG per la Continuità Assistenziale in Puglia: «La modalità con la quale sono stati coinvolti i colleghi del Servizio di Continuità Assistenziale nell’anticipazione dei turni esula da quelle che sono le disposizioni contrattuali. Era un’attività di cui non si aveva conoscenza in merito ai compiti da espletare, ragion per cui andava definito un protocollo d’attivazione, cosa che non è stata fatta da parte dell’Azienda”.

Il dott. Pietro Drago

Una lacuna ancora più ingiustificabile dati i tempi intercorsi tra la segnalazione della Prefettura di Bari e l’ordine di servizio dell’ASL, arrivato solo l’8 giugno. «La criticità – stigmatizza Drago – era stata segnalata dal Prefetto nella riunione del 18 maggio; si è avuto quasi un mese di tempo per decidere come attivare il servizio e quali compiti i medici dovessero assolvere».

Quando si improvvisa, costringendo tutti a “navigare a vista”, non ci si può di certo aspettare che venga partorito un “piano” realmente congeniale alle esigenze degli utenti. «Un servizio di continuità assistenziale – aggiunge Drago – che anticipa l’accesso di due ore soltanto per la prescrizione di farmaci a persone che hanno altro tipo di esigenze, diventa un po’ sterile».

Ad ogni modo, a fronte di una situazione gestita in ritardo ed in maniera confusa, il Segretario FIMMG ci conferma che i nostri medici non si sono tirati indietro: «In un momento di emergenza e con il bisogno di assistenza di utenti che hanno difficoltà a reperire medici sul territorio, non ce la siamo sentita di andar dietro i cavilli burocratici; abbiamo comunque attivato il servizio, che proseguirà massimo fino al 30 giugno. Tuttavia, dato che questo è un problema che si verifica ogni anno, si è concordato che dovrà essere definito un protocollo di attivazione per tutte le emergenze che possono accadere al di fuori delle norme contrattuali».

Il Segretario Drago insiste sulla strategicità di elaborare questo protocollo. In primo luogo perché «serve ad evitare conflitti con l’utente. Se un cittadino di Turi si reca al Servizio di Assistenza Continuata alle ore 18.00 e non alle 20.00, diventa difficile rispondere che siamo aperti solo per gli stagionali. Al momento, quindi, abbiamo deciso di aprire per tutti. Ma tengo a ribadire che è una situazione anomala e mal gestita, che rischia di alimentare tensioni sociali inutili. Tra l’altro siamo in un momento in cui la Regione Puglia è leader a livello nazionale per le aggressioni alle guardie mediche».

Stabilire compiti e prassi da seguire, inoltre, è indispensabile anche per scongiurare situazioni di pericolo: “Noi medici della Continuità Assistenziale – chiosa Drago – andiamo a lavoro con la nostra borsetta, e se arriva un codice rosso come ci si comporta?”. Un punto di domanda che, alla luce della chiusura di altri 14 Punti di Primo Intervento, diventa ancora più emblematico.

 

Nicola Calabrese: “Servono direttive chiare e corrette”

Sulla stessa linea anche il dottor Nicola Calabrese, Segretario provinciale della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia. Dopo averci confermato che la riunione del Comitato Aziendale Permenente è stata finalizzata a fornire «direttive corrette per i colleghi chiamati a svolgere un’attività non istituzionale», ci spiega che «la Continuità Assistenziale è inquadrata da un contratto, fa parte dei LEA ed ha dei compiti ben precisi. L’attivazione per queste situazioni al di fuori del quadro contrattuale ha bisogno di essere regolamentata, in particolar modo rispetto alle prestazioni che dovranno essere garantite per la sicurezza di questa fascia di popolazione che non risiede in maniera abitudinaria a Turi ».

Il dott. Nicola Calabrese

«Il ruolo istituzionale della Continuità Assistenziale – prosegue il Segretario provinciale – è gestire l’indefferibilità e le acuzie che possono essere affrontate nel breve lasso di tempo, demandando il proseguo delle cure ai medici di famiglia. Non è un servizio emergenziale, si occupa di attività ambulatoriale e domiciliare cosiddetta “non differibile”, non può fare attività di diagnostica perché rientra nell’attività programmata che è compito della Medicina di Famiglia ed in caso di urgenze attiva il sistema di emergenza-urgenza».

Proprio per «non mandare allo sbaraglio i colleghi, si è raggiunto l’accordo di andare avanti fino a necessità con l’impegno, però, di individuare un protocollo, in modo che non ci sia la necessità di discutere cosa fare in tutta fretta, ma si abbiamo delle direttive chiare su compiti e ruoli in queste situazioni particolari. Quest’anno diventa un’esperienza guida per non essere sorpresi in futuro».

Infine chiediamo chi sosterrà i costi di questa operazione. «È un’attività eccezionale – risponde Calabrese – attivata a seguito di segnalazione della Prefettura per rispondere ad una esigenza sanitaria; la copertura finanziaria, avendo da quanto mi risulta avuto anche l’avvallo del Presidente Michele Emiliano, dovrebbe essere garantita dalle risorse in capo al Fondo Unico dell’ASL di Bari».

F.D.

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