Don Giovanni cade dalle nuvole…

Casette ai migranti: Emiliano fa propaganda. Ma don Giovanni dov’era fino a ieri?
Il governatore Michele Emiliano è comprensibile; si sta specializzando nella propaganda politica. Sembra essere in costante e perenne campagna elettorale. Ma don Giovanni Amodio? Che ci fa con la predica in televisione al TGR che dichiara “Finalmente abbiamo dato dignità a questi migranti lavoratori stagionali”? Ma l’arciprete l’anno scorso dov’era? Soprattutto si è fatto un giro in stazione o in villa? Ci sono decine di migranti lavoratori stagionali delle ciliegie che dormono per terra, in cartoni, fanno i bisogni dove capita, finanche nel canile.
Bisogna uscire dai templi, ce lo insegna Gesù Cristo, e andare “giù, dove è un lusso la fortuna, più vicino ai marciapiedi, dove è vero quel che vedi!”.
Don Giovanni forse è tutto preso dai preparativi per la festa…
Incredula anche Giusy Caldararo, l’ex assessore, che non credeva alle sue orecchie quando ha sentito le parole del parroco predicare in tv.
Lei, che non è mai stata grande amica della vicesindaco Lavinia Orlando, la difende perché lo scorso anno si sono ‘sporcate le mani’ direttamente sul campo, tra le tende del cimitero. Hanno fatto le crocerossine.
Il servizio televisivo è stato realizzato in mattinata, mentre i lavoratori sono chini sotto il sole a raccogliere le ciliegie e selezionarle per i nostri palati e per quelli più sopraffini.
La Regione c’è oggi e c’era anche all’epoca, con le tende. “L’anno scorso forse don Giovanni non ha vissuto a Turi – osserva la Caldararo – nel 2017 il problema dei migranti, che è una questione di carattere agricolo legale, è stato fatto diventare un problema di servizi sociali ma non fa niente, mi sono data da fare ugualmente, per spirito di umanità, siamo andate a portare il cibo lì, le spugne e gli shampoo. Abbiamo aiutato in prima persona questi migranti. Il primo anno persino don Ciccio ci dette una mano, e abbiamo invitato le Caritas sul posto. Lui doveva essere l’esempio, come dice papa Francesco, di chi apriva le porte alla comunità, doveva fare come don Ciccio che ha aperto le porte per fargli fare le docce.
Agli incontri organizzati in Comune per l’accoglienza partecipavano tutte la Caritas territoriali, quindi i rispettivi parroci ne erano al corrente.
In più sono finita sui giornali, sono stata bersagliata, mentre ero contro il caporalato, chiedevo di fare un censimento dei migranti e ho denunciato molte anomalie, mettendomi contro le istituzioni ed esponendomi in prima persona. E oggi? Inoltre, l’anno scorso erano tutti al campo. Quest’anno stanno accampati a largo Pozzi, dietro alla Caserma dei Carabinieri, e di fronte a queste casette; quando è stato girato il servizio televisivo naturalmente non c’era nessuno, erano tutti a lavoro”.
NICOLA TEOFILO