Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Politica

Bisognava unire i due Settori, Urbanistica e Lavori Pubblici

Coppi inchiodato alla poltrona

Il cambio di guardia dei due capisettore (Urbanistica e Lavori Pubblici) ha riaperto il dibattito politico, destando molti dubbi e clamori. L’arch. Delia Susca è stata fatta traslocare all’Urbanistica gestita fino a ieri dall’ing. Giuseppe Di Bonaventura (ora ai Lavori Pubblici); quest’ultimo pare sia andato in ferie. Così, tra vacanze e necessario rodaggio (necessità che ha ammesso lo stesso sindaco, che parla poco e quando lo fa si scava la fossa da solo), passerà un anno e ci avvieremo alle elezioni comunali del 2019.

Coppi ha ammesso il suo stesso fallimento di questa scellerata riorganizzazione della macchina amministrativa comunale, che è la centralina che regola il funzionamento dell’azione di governo. Se sbagli quella, se ti metti contro i dipendenti comunali, l’azione politica e amministrativa (già ferma da tre anni) va in paralisi totale.

__________________________________________________

PERCHÉ NON HA SPOSTATO GLI ALTRI?

CHI VALUTA L’OPERATO DEGLI UFFICI COMUNALI?

Se è vero che Coppi ci tiene così tanto alla decantata riorganizzazione e al potenziamento degli uffici amministrativi, perché non ha ‘spostato’ anche la Tampoia ai Servizi Sociali? Tutti i dirigenti e capi settore dovrebbero turnare, stando alle giustificazioni del sindaco.

Ma non è tutto: come mai a Turi non si conosce l’esito degli organi di valutazione che in altri paesi limitrofi valutano l’operato degli uffici? Forse nemmeno esistono questi organi a Turi; tant’è che non si conosce l’operato dei capisettore e dipendenti comunali, non sappiamo cosa producono, quali obiettivi ci sono e se sono stati raggiunti, sappiamo solo quanto guadagnano, e quanto guadagnano dai progetti fatti pure male! Non c’è traccia di alcun indirizzo politico degli assessori e dell’intero esecutivo dell’amministrazione Coppi sugli uffici, in barba alle promesse della campagna elettorale del 2014. 

Per non parlare del sito web del Comune: non ci sono informazioni, non è trasparente (alla faccia della legge sulla trasparenza!). La macchina amministrativa del Comune di Turi è un UFO (oggetto non identificato); in tal caso dovrebbe intervenire la Prefettura (o altri organi superiori), altro che potenziamento e riorganizzazione.

 

Per un capriccio politico

Per punire una persona (la Susca) o metterla in condizione di non nuocere, si è fatto un pasticcio che avrà conseguenze ben peggiori sull’azione amministrativa, avendo colpito l’ufficio che funziona meglio, l’Urbanistica. Un ufficio delicato, che a differenza dei Lavori Pubblici (ora affidati a Di Bonaventura) deve gestire decine e decine di concessioni edilizie all’anno, che ha rapporti diretti con gli utenti. Di Bonaventura intanto se ne va in ferie infischiandosene del rodaggio (rodaggio necessario, ha ammesso lo stesso sindaco). Dunque, l’Urbanistica è già in paralisi, mentre fino a ieri funzionava. Qual è stato il miglioramento? Il presunto potenziamento? La decantata ri-organizzazione?

Bisognava unire i due Settori

Il buon funzionamento dell’Urbanistica, nonostante l’equilibrio delicato tra interessi pubblici e privati, nonostante gli strani ‘spiaggiamenti’ nei cassetti, era riconosciuto da tutti. Mentre sappiamo dei pasticci combinati ai Lavori Pubblici e delle scelte discutibili. La scelta più saggia era stata indicata dall’ex sindaco Onofrio Resta, ossia unire i due Settori in un unico dipartimento, possibilmente gestito tutto dall’ing. Di Bonaventura. 

Il problema di Turi è soprattutto ai Lavori Pubblici. Con il rodaggio necessario, perderemo altro tempo. Oltre ai Lavori Pubblici si bloccheranno anche le concessioni e le numerose pratiche di Urbanistica.

 

Pur di non andare a casa…

In campagna elettorale si parlava di razionalizzazione e potenziamento. Un dirigente americano ci insegna che “l’organizzazione è la capacità collettiva di tutte le persone che vi lavorano di creare valore”. Questa presunta riorganizzazione ordinata dal sindaco Coppi altro non è, invece, che il frutto di un ricatto politico, accettato per non andare a casa, ancora una volta danneggiando i turesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *