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Gare… di cultura

foto finale

È terminata con un ex aequo la lunga ed avvincente gara che ha visto sfidarsi, nella mattinata di mercoledì 24 maggio, presso l’Auditorium dell’Ites “Pertini”, le classi terze e quarte dell’istituto turese contro l’IISS “Consoli Pinto” di Castellana Grotte.

La competizione culturale, tra le pagine dei libri di Nino Ferrara, ha visto sfidarsi i ragazzi nella fase finale di Didiario, la rassegna letteraria che abbiamo imparato a conoscere in questi anni e che si fa sempre più partecipata, con quiz e prove che hanno dimostrato la loro preparazione. Domande messe a punto dall’Associazione, seguite dal mimo di testi e opere della letteratura italiana e mondiale, hanno lasciato spazio, alla fine, al quizzone elaborato per l’occasione dallo stesso Ferrara che, raggiunto telefonicamente al termine della giornata, si è complimentato con i ragazzi per la loro conoscenza de “Il segreto di Ciro” – preparato dagli studenti di Castellana – e “Nemmeno un giorno” – preparato dagli alunni turesi.

Grande la sorpresa e l’orgoglio di Alina Laruccia e di Mimma Laruccia dinanzi alla conoscenza e alla profonda partecipazione dei ragazzi che hanno dimostrato di aver letto, amato ed interiorizzato le righe di Antonio Ferrara. Due testi che sanno parlare ai ragazzi, che fanno nutrire di speranza, che sanno far riflettere, sognare, credere in se stessi senza lasciarsi trascinare dal pregiudizio su di sé.

“Il segreto di Ciro”. Storia di Ciro che, a quanto pare, è brutto come la fame. Che sta sempre zitto, che sta sempre in disparte, che sta bene soltanto a scrivere e disegnare sui suoi quaderni, in silenzio. Storia di suo fratello Ferdinando che invece è alto, sportivo, sa sempre cosa dire e fa rimanere a bocca aperta le ragazze. Storia di due fratelli che covano la morte del padre e condividono l’innamoramento per Lia, ragazza venuta dal Nord, che Ferdinando incanta a parole e baci e Ciro avvolge di scrittura via chat quando lei torna a casa, fingendosi il fratello. Finché tutto si scopre: di chi sono davvero le parole scritte; di quanto Ciro sia bravo con penna e matita; di come sentirsi bravi in qualcosa ti fa essere davvero te stesso.

Storia che corre veloce tra Napoli e Torino, verso un lieto fine, verso la speranza. Con quelle immagini che Ferrara semina tra le pagine (dagli alberi dalle braccia di legno dure e dritte alle case che un tempo eran barche). Storia sospesa, come è sospeso il caffè che a Napoli paghi senza berlo e offri così a uno sconosciuto che passerà un giorno senza saper nulla di te e lo berrà gratis. Anche la storia di Ciro è un sospeso: sono le ultime parole che suo padre gli ha regalato prima di uscire di casa, segno di un destino che sarebbe arrivato, da prendere, da assaporare, da vivere.

“Nemmeno un giorno”. Scorrono le ore al posto dei titoli dei capitoli in questo romanzo che si gioca tra le 16,21 di una giornata e le 9,05 del mattino successivo. Poco tempo, tutto di corsa, per il monologo del tredicenne Leon, scappato di casa alla guida di un’auto nel tentativo di raggiungere la sua vera casa. Perché Leon è stato adottato da una coppia italiana e si sente fuori posto, anzi quasi senza un posto nella sua nuova scuola, tra i suoi coetanei; vorrebbe tornare alla sua casa di origine anche se la madre non c’è più, la sorella vive altrove e il padre non faceva altro che picchiarlo ogni volta che era ubriaco. Leon guida e racconta al cane nero che gli fa da compagno di strada la rabbia, la paura, la voglia di essere altrove. Poi i chilometri filano via e la rabbia in qualche modo svanisce, lasciandolo a chiedersi quando lo troveranno e come sia davvero quel padre adottivo e com’è davvero lui stesso.

In realtà il libro non raccoglie solo il monologo di Leon, ma ce lo fa vedere anche dall’esterno, grazie alle voci delle persone che incontra per strada, all’autogrill, oltre il finestrino di un’auto in corsa, e che si interrogano giustamente su quel ragazzo che ha l’aria troppo giovane per avere la patente.

Ogni capitolo si apre col titolo di una canzone: le tracce della playlist che Leon ascolta durante il viaggio: da Neil Youg a Eric Clapton, dagli AC/DC ai Pink Floyd passando per Lou Reed, i Queen, i Rolling Stones e ancora e ancora.

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