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I bambini di Turi per l’Unicef

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“Nel 2016 sono arrivati via mare in Italia 26.000 minorenni stranieri non accompagnati e separati, il 92% dei quali aveva tra i 14 e i 17 anni e viaggiava da solo; quest’anno, in pochi mesi ne sono già arrivati 3.000» – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. «Sono bambini che scappano da conflitti, persecuzioni e deprivazione e affidandosi a trafficanti senza scrupoli affrontano viaggi terribili, seguendo la rotta del Mediterraneo Centrale. Molti di loro, una volta giunti nel nostro Paese, fanno perdere le loro tracce o perché fuggono in altri paesi europei, o perché vengono sfruttati da organizzazioni criminali nel nostro Paese”. “L’UNICEF lavora da anni nei paesi di origine, transito e destinazione, proteggendo i bambini dalle violenze, aiutandoli ad ottenere un’istruzione e a soddisfare le proprie necessità di base”. È su questo obiettivo che si muovono le campagne di sensibilizzazione dell’Unicef che anche quest’anno, tra il 6 e 7 maggio, sarà presente nelle piazze italiane con la sua orchidea.

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“Con l’Orchidea dell’UNICEF sarà possibile dare sostegno a tutti i bambini in Italia e nel mondo in fuga da guerre e povertà, alla ricerca di un posto sicuro in cui vivere”.

Anche nelle scuole turesi bambini e famiglie, a fianco delle loro docenti, si sono mossi per offrire il proprio contributo ed adottare un’orchidea, aiutando, così, i loro coetanei.

Una mobilitazione generale, nella mattinata di giovedì 4 maggio, presso i tre plessi della Scuola dell’Infanzia dove, all’ingresso, un salvadanaio ha dato il benvenuto a quanti hanno voluto lasciare un piccolo pensiero. Una monetina ed un sorriso, una riflessione a chi, nonostante la sua giovanissima età, ha conosciuto e conosce la sofferenza, la privazione, la solitudine, l’abbandono, la speranza di una casa felice, la vita in un paese di pace.

L’orchidea adottata dalle classi sarà curata dai bambini e durante i mesi estivi, dalle insegnanti o da un genitore. Chiunque voglia adottarne una, può farlo il prossimo 6 e 7 maggio, aiutando così l’Unicef a estirpare quella brutta piaga che affligge l’umanità e costringe “150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo, circa il 16% di tutti i bambini e i ragazzi in quella fascia di età, al lavoro minorile. Nei paesi meno sviluppati, inoltre, circa un bambino o ragazzo su 4 (tra i 5 e i 14 anni) lavora, correndo seri rischi per la sua salute e il suo sviluppo”.

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