Mai visto un Dante così Pop!

Nella grotta di Sant’Oronzo, una serata tra i versi e le canzoni della cultura italiana
Più leggi la sua Commedia e più scopri spazi e riflessioni che i versi racchiudono e tramandano da interi secoli. Spesso siamo abituati anche ad ascoltare, come anche leggere, libri, saggi, storie o canzoni su questo o quel personaggio. Oggi, ascoltiamo di lui, del maestro della Lingua Italiana, di Dante Alighieri.

Ad accompagnarci in questo viaggio sensoriale, il professor Trifone Gargano, insegnante di lettere al liceo “Don Milani” di Acquaviva delle Fonti e docente di Didattica della Lingua Italiana presso l’Università degli studi di Foggia che, nella serata del 4 gennaio, nella suggestiva cornice della grotta di Sant’Oronzo, ha lasciato parlare i versi della Commedia, attraverso brani e musiche del moderno panorama artistico.
“Dante Pop”, è stato al centro della serata organizzata da Tina Ottavino: “Ringrazio Alberto Lenato e l’Associazione Bersaglieri che ci hanno concesso questo spazio e l’Amministrazione Comunale per il suo sostegno”. Ad accompagnare le parole dell’autore, Annalisa Rossi, che ha guidato i presenti in questo magico percorso di emozioni tra i versi danteschi.
Ripercorrendo le discografie dei più grandi cantautori italiani dell’ultimo cinquantennio, il “dantista” di Adelfia ha sottolineato e commentato tutti i riferimenti alla Divina Commedia, presenti nei testi delle canzoni. Lo ha fatto accattivando l’interesse della giovane platea che ha letto (e cantato) i versi danteschi, seguendo le didascalie irriverenti di Gargano.
Sulla scorta delle tante esperienze maturate in giro per l’Italia, con interventi e saggi pubblicati per conto della storica società “Dante Alighieri”, fondata da Giosué Carducci, oggi Gargano fa parte del “Comitato Dantesco Regionale” con il quale ha avviato diverse iniziative nelle scuole e nei vari salotti culturali.
“Mi sono chiesto – ha spiegato ai presenti – come mai nei romanzi moderni ci fossero così pochi riferimenti alla Divina Commedia. Poi ho scoperto che, al contrario, nella musica i riferimenti fossero innumerevoli e allora ho iniziato la mia attività di catalogazione che è tuttora in corso e in continuo aggiornamento”.
Si passa da citazioni più esplicite come in “Filippo Argenti” di Caparezza, a riproposizioni più dibattute come in “Dolente Pia” di Gianna Nannini. Dalle note eversive di Fabrizio De André in “Un bombarolo”, al racconto critico degli anni tra i banchi di scuola affidato alle ballate di Antonello Venditti. Ogni autore, ogni verso trasposto sulle basi musicali, si fa veicolo di un inferno terreno, con patimenti terreni; gli stessi descritti da Dante nella prima cantica.
“Ma raramente i cantanti italiani – chiarisce Gargano – hanno preso spunto dai versi del Paradiso, perché è materia più ostica da comprendere rispetto all’Inferno, a tal punto da non consentirne l’immedesimazione che ispira i cantautori”.
Il fil rouge che ha unito i diversi cantastorie che hanno preso spunto dall’esule fiorentino, ribadisce ancor di più la splendida attualità della Commedia, per quelli che sono i temi dibattuti ancora oggi, dalla laicità dello stato, alla coerenza politica; dalla deontologia dei giornalisti, alla veridicità dei rapporti umani. Il tutto accompagnato da splendidi autori che hanno arricchito il panorama musicale, con la loro bravura e il loro estro artistico.
“Oggi tutto è letteratura, lo è anche un tweet di 140 caratteri – ha commentato Gargano – I modi di comunicare stanno cambiando, ma devono comunque ricordare gli illustri esempi del passato che vanno necessariamente declinati sui nuovi strumenti che la tecnologia ci offre oggi, per far sì che tutti – proprio tutti – ne possano fruire direttamente”.
A fare da cornice all’evento della serata, l’esposizione delle Xilografie di Dalì presenti in mostra, nella chiesa soprastante, con il Paradiso che accompagna il mondo del noto artista.