Un Consiglio comunale “rassegnato” a pagare

“E io pago…” diceva Antonio De Curtis, in arte Totò, in una sua celebre battuta. La frase sembra riassumere al meglio il Consiglio comunale dello scorso 21 dicembre: ben tre punti all’ordine del giorno hanno riguardato infatti l’approvazione di debiti fuori bilancio, in alcuni casi molto onerosi.
Il primo punto affrontato dall’assise ha riguardato la presentazione del documento che individua le aree del territorio comunale ad elevata pericolosità geologica (ad esempio le zone circostanti l’ex ospedale e Piazza Venusio). Il Sindaco Menino Coppi ha sottolineato che il provvedimento è stato uno dei primi dell’attuale Amministrazione, che volle affidare l’incarico di questa mappatura ad un tecnico di fiducia. «Il documento – spiega il Sindaco Coppi – definisce e classifica le zone in base al grado di rischio idraulico, dividendole in zone ad alto, medio e basso rischio». Se pur qualcuno giustamente osserva che i tempi di gestazione di tale documento siano stati troppo lunghi – due anni e mezzo – il provvedimento viene approvato all’unanimità.
Debiti fuori bilancio
Si passa poi al tasto dolente dei debiti fuori Bilancio. Al consigliere Vito Notarnicola spetta l’ingrato compito di illustrare le motivazioni dei tre debiti, quasi tutti derivanti da Amministrazioni comunali precedenti.

Il primo debito fuori bilancio è probabilmente il più “soft”: 518 euro a titolo di riborso delle spese legali. Tale debito risale a ben nove anni fa quando la Polizia Municipale sanzionò la società Spot Italia perchè “beccata” a fare del volantinaggio senza le autorizzazioni necessarie. Il responsabile legale della società si rivolse per il ricorso prima a un Giudice di Pace di Putignano che gli diede torto e poi al Tribunale di Bari che – incredibilmente – ha ribaltato la sentenza e condannato il Comune di Turi a rimborsare le spese legali. Il consigliere Leo Spada commenta sarcastico: «L’intera vicenda fa quasi ridere. A questo punto diciamo ai Vigili di evitare di fare multe!».
Il secondo ed il terzo debito, per un totale che ammonta addirittura a 400mila euro riguardano un contenzioso tra una cittadina turese ed il Comune. In realtà questo contenzioso, che ha inizio nel lontanissimo 1991, riguarda anche l’Acquedotto Pugliese che, tuttavia, finora non ha avuto alcuna ripercussione legale. La concittadina chiese i danni al Comune di Turi perchè in un terreno di sua proprietà, sito in contrada Martinelli, furono accidentalmente sversate acque reflue che avrebbero rovinato il terreno stesso. Dopo un lunghissimo iter giudiziario, durato più di vent’anni, il Comune di Turi ha perso la causa ed è stato condannato a pagare ancora (erano già stati versati circa 100mila euro) 170mila euro entro il 2016 e 72mila euro nel 2017. Il Sindaco Coppi fa sapere che si sono comunque appellati e che l’Amministrazione ritiene che l’Acquedotto pugliese sia almeno corresponsabile del danno e debba essere chiamato a risponderne quanto il Comune di Turi. Ancora Leo Spada commenta: «Ma è possibile che dobbiamo pagare per gli errori degli altri?». Il breve silenzio che segue fa capire che, se pur non giusto, il debito va pagato.
Protezione Civile
Successivamente si parla di apportare talune modifiche al Regolamento riguardante i volontari della Protezione Civile. «Sei mesi fa – illustra il consigliere Gianvito Pedone – ci sono arrivate dalla Regione indicazioni circa un nuovo Regolamento da applicare per la Protezione Civile, se pur il nostro era abbastanza aggiornato. Il Comandante della Polizia Municipale ha pertanto provveduto a modificarlo in base alle nuove disposizioni regionali. Ciò che cambia è che i volontari vengono classificati come volontari onorari e volontari “in prova”. I volontari, prima di diventare onorari, devono fare un periodo di prova della durata di circa sei mesi». In aggiunta Pedone presenta un emendamento per apportare ulteriori modifiche, tra cui la nomina del coordinatore dei volontari, che Pedone ritiene più opportuno venga eseguita direttamente dal sindaco. Sia il Regolamento che l’emendamento vengono approvati all’unanimità.
Calamità naturali e tutele per l’agricoltura
Nuovo punto all’ordine del giorno, nuova approvazione. Si parla di agricoltura e di clima quando in Consiglio si comincia a discutere il documento programmatico sulle calamità naturali. Come già accennato in altre occasioni, lo scorso 3 ottobre i sindaci e gli assessori alle politiche agricole dei Comuni di Mola, Cellamare, Polignano, Noicattaro, Rutigliano, Adelfia, Capurso, Casamassima, Turi, Bitetto, Acquaviva, Sannicandro e Conversano, alla presenza del rappresentante di Coldiretti, hanno redatto un documento programmatico sulle calamità naturali. Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare la Regione, e di conseguenza il Governo centrale, nel prendere atto che è arrivato il momento di rivedere gli interventi a sostegno dell’agricoltura.

A spiegare meglio in cosa consista il provvedimento, l’assessore all’Agricoltura e all’Ecologia Antonello Palmisano: «Il seguente ordine del giorno ci viene proposto dal Comune di Rutigliano. Si tratta di approvare un Documento, condiviso con più Comuni, che richiede alla Regione di attivare una serie di iniziative per tutelare in particolare l’uva da tavola. Per quanto riguarda il Comune di Turi, l’annata è andata bene per l’uva da vino, male per l’uva da tavola poichè nella prima decade di settembre abbiamo avuto piogge copiose».
Tra le richieste del documento, in caso di riconoscimento dello stato di calamità naturale, citiamo: contributi in conto capitale con l’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile del triennio precedente; prestiti e ammortamenti quinquennali per le esigenze dell’esercizio dell’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per l’anno successivo; la proroga delle erogazioni del credito agrario, le agevolazioni previdenziali e l’esonero del pagamento dei contributi assistenziali propri. Congiuntamente, ed è la cosa più importante, si chiede la deroga al divieto di vinificare l’uva da tavola, cosa che in altre egioni avviene già da tempo.
Il consigliere Paolo Tundo esprime plauso ed apprezzamento per l’iniziativa: si passa dunque al voto e il Documento Programmatico viene licenziato all’unanimità.
Piano di Segnalamento
Le vere tensioni di un Consiglio comunale dai toni inizialmente pacati e sobri, cominciano con il punto all’ordine del giorno che riguarda l’approvazione del Piano di Segnalamento proposto da Gianvito Pedone e su cui l’ingegner Giovanni Carrieri (nella foto in basso), chiamato in Consiglio a relazionare, ha lavorato per un anno.

«Il Piano di Segnalamento – esordisce il consiglier Piero Camposeo – è un piano condiviso dove viene data una lettura prospettica della mobilità. Lo studio, durato un anno, è stato condotto in due fasi. Una prima fase ha previsto la raccolta delle informazioni: viene rilevata la segnaletica e vengono condotte misurazioni del traffico. Una seconda fase prevede, sulla base di quanto emerso, proposte ad hoc per migliorare la viabilità. Tra le varie proposte, alcune sono di immediata attuazione, altre richiedono fondi e tempo, come nel caso della realizzazione della pista ciclabile, presente nel progetto dell’Ingegnere Carrieri, allegato al Piano».
Interviene di seguito Gianvito Pedone: «La prima fase del Piano ha previsto una classificazione della rete stradale, un monitoraggio del traffico, un censimento della segnaletica elettronico che ci permetterà di essere avvisati qualora la segnaletica si deteriorasse».
Rispondendo poi al consigliere Laera che non ritiene il Piano una priorità e chiede da dove sia nata questa esigenza, Pedone, scaldandosi un po’, spiega: «Si tratta di un qualcosa che fornisce a noi, ma sopratutto alle Amministrazioni che verranno, uno strumento per fare interventi sulla mobilità».
A difendere il Piano anche il Sindaco Coppi che asserisce: «Non capisco la polemica visto che abbiamo fatto di più di quanto ci veniva chiesto! Un Comune che tenta di guardare al futuro e di programmare deve essere vilipeso o premiato?». A conclusione, l’ingegner Carrieri sottolinea la propositività del Piano che viene approvato con nove favorevoli, un astenuto ed un voto contrario.