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Politica

Mensa scolastica, la gara è illegittima?

Francesco Mancini

 

Il Segretario comunale Mancini: il bando è irregolare solo se vige l’obbligo all’uso del lunch box


Ha destato scalpore, durante lo scorso Consiglio, l’affermazione categorica del Segretario comunale, il dottor Francesco Mancini, in risposta alla questione posta dalla consigliera Arianna Gasparro.

Gasparro domandava se quanto si chiedeva alla ditta Ladisa, azienda erogatrice del servizio mensa, fosse attinente al bando. Soprattutto in considerazione del fatto che la ditta si è aggiudicata la gara anche grazie a una premialità concessa per l’utilizzo dei “lunch box”, che di fatto non vengono adoperati in mensa, o perlomeno non ancora. Uno scenario che – paradossalmente – potrebbe aprire la strada ad una serie di contenziosi da parte delle aziende che non hanno potuto partecipare al bando comunale in quanto non disponevano di risorse e attrezzature utili a garantire l’impiego dei lunch box.

Mancini, senza esitazione, rispondeva: «Assolutamente no». Una risposta categorica che ha spiazzato un po’ tutti, tanto che il consigliere Sandro Laera ha parlato di “responsabilità politiche forti”. Abbiamo contattato in un secondo momento il Segretario comunale che ci ha spiegato che quella risposta deve essere contestualizzata e che solo una lettura attenta degli atti può dire se fosse pertinente o meno.

«Non conoscendo gli atti – premette il dott. Mancini – non posso esprimere un giudizio concreto, in Consiglio ho soltanto espresso il principio generale che però va valutato con il caso concreto. Ovvero, se un soggetto partecipante a una gara si è obbligato a fornire il servizio con il lunch box, è evidente che bisogna eseguire il servizio in quella maniera. Bisogna vedere che cosa la ditta ha offerto poiché, per quello che ricordo, c’era una doppia opzione: il lunch box o altre alternative».

«Se il bando prevede che debba esserci il lunch box – prosegue il Segretario – è inconcepibile che il servizio non debba essere reso. Tuttavia, se il bando di gara non prevedeva il lunch box come soluzione unica, ma prevedeva anche delle alternative, il bando non è illegittimo».

Chiediamo dunque, come mai, non avendo precisa contezza degli atti, la risposta è stata così ferma e risoluta. Quel “assolutamente no”, di certo, è rimasto impresso. «La mia risposta – spiega Mancini – è stata collegata all’intervento della consigliera Arianna Gasparro in riferimento a un dato che non era verificabile al momento. Se uno fa una domanda, ponendola in termini generali, l’altro risponde sempre in termini generali». Quella risposta va dunque contestualizzata: «Se c’era l’obbligo di lunch box e non erano previste alternative, come immaginavo quando sono intervenuto, la mia risposta era pertinente e adeguata».

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