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Leo Spada: “Io sono un uomo concreto”

Leo Spada


Sulla rottura tra il consigliere e Impegno per Turi, Renzo Camposeo non si sbottona: “Rispettiamo la decisione”

 

Leo Spada esce da Impegno per Turi. E lo fa con una lettera pungente che mette sotto accusa non solo il Sindaco, ma soprattutto l’assessore Camposeo, anche lui di Impegno per Turi. Ci siamo chiesti quali siano state le reazioni all’interno del gruppo, ma il coordinatore Renzo Camposeo si è sbottonato poco: “Rispettiamo la decisione” – ci ha semplicemente detto, restando vago anche sulle motivazioni che hanno portato alla rottura. Quale partita giocherà ora Impegno per Turi nel rimpasto di Giunta? “Il Movimento non cambia la sua posizione – ci risponde il coordinatore – aspettiamo di conoscere cosa ci proporrà il Sindaco”. Intanto raggiungiamo anche Leo Spada, che ci appare più tranquillo del solito…


Consigliere Spada, cosa è successo?

“È successo quello che doveva accadere. Io sono un uomo concreto e lo stallo, così come il continuo tentennare del Movimento, mi hanno portato a questa rottura. Molte volte esagero, è vero, ma la politica non è fatta solo di attese, bisogna anche agire. Se il movimento Impegno per Turi non condivideva (o non condivide) l’azione politico-amministrativa di Coppi, doveva agire in fretta, ma non lo ha fatto. Io invece l’ho fatto: sono uscito dal Movimento perché lo stesso non ha voluto prendere una posizione ben chiara nei confronti di Pietro Camposeo. Così mi sentivo stretto, per questo me ne sono andato. Inoltre, devo dar conto al mio elettorato, a cui avevo promesso e garantito un cambiamento radicale: non solo questo non c’è stato, ma è venuto meno anche l’ordinario. E solo un’amministrazione che riesce a fare l’ordinario è un’amministrazione vincente”.

 

Allora perché uscire dal Movimento e restare in maggioranza?

“Non sono uscito dalla maggioranza perché è ovvio che ci sono delle cose che comunque condivido. Dell’azione politico-amministrativa svolta fino ad ora non è che sia tutto sbagliato. E proprio in funzione di quel qualcosa che io condivido, vorrei restare in maggioranza. Inoltre, io sono uno dei motori di questa ‘benedetta’ lista. Se Menino fa il Sindaco, sicuramente deve dire grazie anche a me (e ad altri due di cui non voglio fare i nomi). Menino Coppi questo non lo ha mai riconosciuto, né a me né al Movimento che è stato pure determinante. Nonostante questo, noi non abbiamo preteso chissà cosa. Fin dal primo momento ho solo cercato di attuare la ‘politica del giusto’. Non ce l’ho con Menino Coppi uomo, ce l’ho con Menino Coppi politico”.


Con la sua fuoriuscita dal Movimento, cosa pensa che accadrà con il rimpasto di Giunta? Si sono create nuove alleanze, tipo con Antonello Palmisano o Arianna Gasparro?

“Diciamo che abbiamo degli scambi di idee. Non c’è nessuna vicinanza, ancora. Per quanto mi riguarda, non voglio proporre assessori, perché sono convinto che chiunque da consigliere entri in Giunta in questo momento si brucerebbe politicamente. Purtroppo se non si procede a una riorganizzazione della parte tecnico-amministrativa del comune, chiunque ricoprirà il ruolo di assessore ne rimarrà scottato. È chiaro che la colpa non è solo dei dipendenti, sarei uno sprovveduto ad affermarlo. Le colpe maggiori sicuramente le ha quella parte politica che non riesce a dare l’input giusto, che non riesce a programmare e a gestire il lavoro”.

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