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Cronaca

Vi sveliamo la storia di Hilalou, marocchino eroe nel disastro dei treni

biblietto scontro treni corato-andria

 

Assistito dal console Abbinante, ha salvato molte vite. Ora è in ospedale e rischia di perdere un occhio


Vi raccontiamo la tragedia dei binari percorrendo quella parallela di sangue e morte con una luce di speranza accesa. Vi sveliamo la storia di Hilalou. Il console del Marocco per la Puglia, il turese Vincenzo Abbinante, lo assiste da ore. Hilalou è uno dei cinquanta feriti del disastro ferroviario sulla Corato-Andria, il cui bilancio aggiornato è di 23 morti e 4 dispersi. Il dott. Abbinante assiste moralmente questo giovane marocchino, all’anagrafe Hilalou Abdelilah, 45 anni, ora ricoverato nel reparto di Chirurgia Generale dell’ospedale di Terlizzi.

Abbinante

Un incidente grave e straziante quello di martedì scorso, raccontato dagli occhi ancora sconvolti del cittadino marocchino; occhi chiusi perché non vedono, uno dei due forse non vedrà più la luce, ma bastano solo gli sguardi per raccontare una catastrofe che si è consumata tra gli ulivi contorti come quelle lamiere, piante che simboleggiano la Puglia e la pace nel mondo.

Il giovane marocchino è stato accolto con pace e calore dalla Puglia, dove stava lavorando da commerciante. Viaggiava su uno di quei maledetti treni: stava andando a lavorare servendosi dei trasporti pubblici. Salito a Bari centrale, e diretto a Barletta, stava viaggiando sull’ultimo vagone: questa circostanza gli ha salvato la vita. Poco prima di raggiungere Andria, il botto improvviso, che fatto tremare tutti i cuori d’Italia e del mondo. Hilalou è stato sbalzato di alcuni metri urtando violentemente la testa. Nonostante le ferite e la paura, non si è dato pace, e così ha aiutato decine di viaggiatori portandoli in salvo, già prima che i soccorsi arrivassero, 15 minuti dopo l’impatto.

Intartaglia

Il commerciante marocchino non rischia la vita, ma ha subìto lesioni importanti all’occhio destro, oltre che ematomi su tutto il corpo. La situazione clinica è stabile: il paziente, ancora sotto shock, sarà sottoposto a ulteriori controlli per verificare la necessità di operarlo all’occhio poiché non vede nulla. Rischia la vista, ma ha ancora lacrime da versare ed è rannicchiato, tremante per la paura. Hilalou riceve il sostegno morale del console Abbinante, e il sostegno sotto il profilo legale da parte dell’avvocato Gennaro Intartaglia.

 

In quelle scatole contorte e insanguinate, c’è un paese reale da liberare, dove la speranza non muore. Fratelli e sorelle di etnie diverse convivono nella pace, nell’amore e nel dolore, aiutandosi l’un l’altro. Insieme sulle stesse macerie di Andria: Hilalou il musulmano e i pompieri cristiani, che hanno salvato Samuele di 6 anni mostrandogli i cartoni animati, un bimbo che ora crederà per sempre nei supereroi, perché una volta tanto li ha visti per davvero uscire dallo schermo.

Hilalou ha un permesso di soggiorno, diremmo se ci limitassimo al pezzo di carta, per quanto questo possa sostituirsi alla vera identità di ciascun uomo, un pezzo unico e firmato di sentimenti veri e umani. La storia di Hilalou spazza via politicanti e sciacalli pronti a volteggiare sui cadaveri, per assetarsi del sangue e nutrirsi di individualismo. Spazza via quanti si stanno improvvisando esperti ingegneri ferroviari, perché la realtà è sempre più complessa; dietro le responsabilità ci sono verità più profonde e fragilità umane. Bisogna andarci piano. I pugliesi e tanti politici, questa volta hanno risposto al dramma con compostezza e delicatezza. La politica, non tutta, sembra aver fatto un passo avanti.

La storia di Hilalou fa il paio con quella dei tanti islamici del Centro di Bari che hanno deciso di donare il sangue per contribuire alla grande gara di solidarietà partita negli ospedali di Bari, Putignano, Monopoli e tanti altri comuni. In coda, nel centro trasfusionale di Bari anche uno dei due imam della Comunità Shwandy Gazi, il responsabile organizzativo del Centro Islamico Alì Pagliara, e una decina di musulmani. Fratelli e sorelle insieme, cristiani e musulmani. Questo è il paese reale. Fatto di uomini e donne veri e umani, che non fanno ascolti in uno studio tv, ma vincono in una cabina di sangue e morte. Storie come quella di Hilalou, storie di straordinaria e confortante normalità.

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