Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Sport

D.O.F. Amatori? Punti di vista

DOF Race for Cure 2016 (1)

 

Si è corso a Porto Selvaggio ed a Bari

 

Domenica 22 maggio si è svolto il Porto Selvaggio Natural Trail, gara competitiva di 14 km organizzata dalla Salento in Corsa di Veglie e dall’Associazione Sport Running Porto Selvaggio. Nonostante la concomitanza con altri appuntamenti agonistici in regione, e nonostante fosse una gara su percorso esclusivamente sterrato, la competizione ha visto ai nastri di partenza la partecipazione di ben 452 atleti provenienti da ogni parte della regione, ben ripagati dallo scenario meraviglioso del parco naturale in cui si è svolta la competizione.

Dopo circa un paio di km dalla partenza, ci si immetteva nella pineta del parco naturale ed iniziava la lunga serie di salite e discese, che non permettevano di stabilire un’andatura di gara in quanto i cambi di pendenza erano frequenti e repentini ed alcuni passaggi erano così impervi e stretti da non consentire di correre affiancati. La vittoria è andata a Francesco Milella della Montedoro Noci; buona la prestazione del nostro Pierangelo Greco, 62° al traguardo nonostante un errore nelle segnalazioni del percorso lo abbia fatto uscire fuori strada, allungando la gara per poi tornare sui suoi passi e riprendere la retta via.

In concomitanza a Bari ennesima gara (pare che molti baresi stiano disdicendo l’assicurazione della macchina). Questa volta è la Race for the Cure, manifestazione per la lotta contro i tumori al seno. Gara di 5 km e passeggiata di 2 km. Sei i doffisti presenti e questa volta non ci annoiamo con classifiche, ma vogliamo condividere i pensieri e le emozioni che vivono e uniscono gli atleti, in questo caso particolare quelli della D.O.F. Amatori Turi.

DOF Race for Cure 2016 (3)

Partendo in ordine sparso Cristina Rivetti scrive: «Sono partita velocissima pensando “sono solo 5 km che ci vuole” al 3 km mi serviva la bombola d`ossigeno… ad un certo punto mi spunta la ….. (un amica di corse) alle spalle dicendo: “Ehi Cry facciamo un selfie?” ed io con la faccia storta ho cercato di sorridere… al 4 km il mio cervello si voleva ritirare, vedevo bambini, nonne, cani che mi superavano… ma sapevo che erano solo 5 km… non sono arrivata né prima né ultima ma ho fatto il mio personale 24’59”, son soddisfazioni».

Dopo Franco Manzari, appagato per aver realizzato “il miglior tempo dell’anno”, è il turno di Gianpiero Bianco, il nostro “Patriota”: «Sono partito subito a razzo come al solito e affianco a me c’erano i primo quattro più un ragazzo nuovo che non era conosciuto e la mi sono detto “cus tra pic ava skattej” e così fu…. poi ho rallentato di proposito dato che il primo km lo fatto a 3’05” e non sentivo la fatica. Al giro di boa si può dire che avevo già stilato la classifica dato che avanti c’erano già un 100 metri di distacco e dietro il vuoto. Per cui mi sono rilassato ma ho continuato a andare forte, dato che vedere un serpentone infinito davanti e io solo, mi faceva sentire divinamente bene. Dopo qualche bestemmia di troppo, visto che molti si buttavano sulla mia corsia, e terminato il lungo rettilineo, sono rimasto solo e la ho rallentato molto dicendo a me stesso: “e pure oggi mi sono salvato”. Giunto al traguardo la prima cosa che ho pensato è stata “voglio un gelato (cornetto classico)” e ciò avvenne!».

Arriva Paola, raccontando così la sua gara: «Dalla regia annunciano: “Al nastro di partenza, chi corre per la competitiva”. E penso: “Ma quale competitiva? Con un dolore cronico che mi perseguita da oltre un anno e l’assillo che non potrò più correre; piuttosto speriamo di finirli questi 5 km… meglio le retrovia. Poi vedo Cris tra le prime fila e istintivamente la raggiungo. Allo start, si parte e vedo che le gambe vanno e le lascio andare; accelero; ad ogni scricchiolio di anca un sussulto; rallento e penso: “Ora cedo, ora cedo”. No, non cedo. Oggi combatto anche io per ritornare a correre. Al km 3 mi dico che posso farcela, non sento più le gambe, mi concentro sul fiato e raggiungo il gonfiabile, all’arrivo».

Perso Fiormarino nella lunga valanga rosa della gara, è la volta di Aldo Mariani: «Un sabato trascorso in gran parte al lavoro, giusto il tempo di arrivare a casa per una doccia e si parte con la famiglia per una festa di compleanno di 40 anni, si finisce alle 3 del giorno dopo e si va a letto alle 3,30 con la consapevolezza che alla gara ci sarà da soffrire… Sveglia alle 6,30, colazione e via si parte per Bari. Dopo i soliti saluti, gli abbracci e i selfie, un leggero riscaldamento e come al solito si riesce a conquistare la prima fila. Sparo d’inizio e sono davanti a tutti e dietro solo ai top che lasci andare via, perché cosciente di non riuscire a mantenere il loro ritmo a lungo… Il primo km passa velocemente e col pensiero fisso di non eccedere sulla velocità. Il secondo è quello che ti aggiusta la media sui due e pensi che il 3’36” è il tempo previsto di chiusura, poi il giro di Boa… Un vento tiranno che ti spinge in senso opposto alla tua corsa, l’unica cosa bella i tanti batti cinque con tanti amici e il grido incitatorio di tanti del gruppo… Quarto Km…ti trovi da solo …gambe pesanti…Guardi il GPS e ti accorgi che sei a 3’50” allora ti rendi conto che la stima prima della partenza si vanifica, ma non puoi farci nulla. Ti supera nel frangente anche un’atleta con molta scioltezza, e lì ti rendi conto che forse hai commesso qualche errore alla partenza. Poi chi ti sta davanti crolla improvvisamente, e lì ti rendi conto che non sei da solo a soffrire. Quinto Km, l’ultimo ma il più lungo, interminabile, con le gambe a pezzi e il GPS che non cede a scendere sotto i 3’46”… E allora pensi: “Facciamola finita, come va va”. E finalmente poi vedi lo striscione che ti fa ritrovare le ultime energie per finire… Amen».

Dopo questi commenti che dire… Ragazzi questa è la corsa, fatta di mille sfumature, bella per la sua sofferenza, attraente perché puoi farla come vuoi o come meglio credi, l’importante e che, comunque vada, ne esci vincitore.

DOF Race for Cure 2016 (2)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *