Menino stai sereno! Come no! Intervista a Gravinese (PD)

Giuseppe Gravinese, segretario del Partito Democratico (PD) di Turi, ha risposto volentieri alle nostre domande, auspicando una pronta soluzione delle problematiche amministrative più urgenti. Alla luce delle strane dimissioni di Tardi, e delle difficoltà della maggioranza attorno al sindaco Coppi, siamo sempre più convinti che Gravinese sia lanciato verso un futuro progetto politico, che lo vedrebbe a capo quale candidato sindaco. Forse potrete intuirlo tra le righe, leggendo le sue risposte alle nostre domande. Ma la domanda è: riusciranno i nostri eroi a far cadere Coppi? O durerà fino alla fine del mandato? Gravinese, che ci sembra la versione turese del rottamatore Renzi, auspica comunque la fine del mandato Coppi e giura non voler mettere in difficoltà nessuno, men che meno la maggioranza. Ricordate che fine fece Letta? Stette sereno…
Segretario, lei sostiene che nel PD di Turi non ci sono spaccature. Ma la maggioranza è spaccata …
“Lì è diverso”.
Queste spaccature sono gravi. Tardi si è persino dimesso…
“E allora? Io non ritengo che le dimissioni di Tardi rappresentino una spaccatura. Tardi ha difficoltà personali che gli impediscono di affrontare la riorganizzazione della macchina amministrativa”.
Non ci pare solo una questione personale. Tra l’altro parla di frequentatori assidui e non nelle riunioni di maggioranza…
“Beh questo si sa, io stesso non ci vado a tutte le riunioni. Ripeto, queste dimissioni non credo determinino una rottura nella maggioranza. Anticiperemo solo il rimpasto…”
Come scusi? Non era in autunno?
“Lo anticiperemo dopo il bilancio (aprile, ndr). Ma sarà il sindaco a decidere”.
In ogni caso non crede che le dimissioni di Tardi andavano condivise?
“La maggior parte dei consiglieri, quelli che frequentano assiduamente e riunioni, sapevano già delle imminenti dimissioni”.
La maggioranza è comunque in difficoltà. Come ne uscirà dal rimpasto?
“Noi avevamo già programmato il rimpasto di giunta, con un Partito Democratico che si sarebbe dovuto ridimensionare per riconoscere spazio anche alle altre forze politiche che hanno un solo assessorato. È possibile perciò che il PD rinunci a un assessorato”.
Quindi come se lo immagina questo rimpasto ridimensionato? Dove porterà?
“Tranquilli, sarà un rimpasto indolore”.
È possibile una apertura del PD verso altri esponenti? Ad esempio Topputi che ha votato Lacarra…
“La maggioranza è quella e così arriveremo alla fine. Io non credo che la nomina di Lacarra legittimi, tutti quelli che lo hanno votato, a diventare del PD. Lo statuto del partito è chiaro. Alle comunali Topputi è stato eletto in una lista contrapposta alla maggioranza”.
Ma in un futuro scenario post amministrativo?
“Intanto facciamo bene con questa squadra e arriviamo sino alla fine”.
Quindi Menino non cade?
“Menino non deve cadere perché dobbiamo portare a termine dei progetti urgenti: la rotatoria di via Casamassima vicina al punto Sport (anzi punto di vergogna) va immediatamente cantierizzata, ed era nel programma. Mi fa incaz..re vedere che è ancora così”.
Quali sono le altre urgenze?
“Il ponte è un grosso problema e noi ci dobbiamo far carico di risolverlo. Quel ponte va allargato”.
Sì, ma ancora a spese dei cittadini?
“Non sono grosse cifre. Gli eventuali responsabili devono pagare, ma per ora non si può aspettare, bisogna riparare subito al danno e non credo nelle dimissioni, ma nelle risoluzioni dei problemi”.
Ma allora chi pagherà?
“Tutti i progettisti hanno delle polizze che pagano quando nelle loro funzioni commettono errori. O eventuali distrazioni… chiamiamole così”.
Su ci dica, il sindaco non lo farete cadere voi?
“Io lo vedo molto stimato”.
Eppure non ci sembrate proprio un gruppo di giovani marmotte che corrono dietro al grande capo…
“Una cosa è il rapporto delle giovani marmotte, altra cosa è assumersi delle responsabilità se la macchina amministrativa non funziona. E comunque avere opinioni diverse non significa litigare. Certo, non siamo dei Menino boys… ma tifiamo tutti per lui”.
Della serie #StaiSerenoMenino.
NICOLA TEOFILO