“Sarà una lunga agonia: parole, parole, parole”

Abbiamo voluto chiedere anche al coordinatore locale di Fratelli d’Italia di commentarci le ultime vicende di cronaca politica turese. Conosciamo Giovanni Settanni per non avere peli sulla lingua, di essere spesso poco “diplomatico”, a volte diretto come “uno schiaffo in faccia”. Neanche questa volta si è risparmiato: «Negli ultimi giorni sono arrivate notizie di un vero e proprio “smottamento” nella maggioranza. Ma non è certamente “un fulmine a ciel sereno”, quando una cosa nasce male. L’errore sta nella formazione di quella lista, nata solamente per vincere, senza nessuna base valoriale comune. A Turi si fa sempre così, le liste alle comunali si fanno sempre solo in base alla voglia di vincere, non di amministrare. Questo è un errore non solo del centrosinistra ma anche del centrodestra, non ammetterlo sarebbe delittuoso per uno come me. Vorrei tanto invitare i turesi ad ascoltare un consiglio comunale, dove la pochezza di “preparazione” è allucinante e preoccupante. E non parlo solo della maggioranza, ma anche di chi si dice all’opposizione. Non sono i voti che aiutano a farti leggere i documenti, ma la passione e un minimo di preparazione”.
A questo punto Settanni entra nel nocciolo della questione, dei due assessori passati al Pd, del rimpasto, degli equilibri politici e delle vicende degli ultimi giorni: «Nessuno è intoccabile in politica come nella vita, ma sicuramente è il Sindaco che non vuol muovere niente. Ed anche in questo caso si denota una mancanza di esperienza politica: se entri in lista come “indipendente” non puoi, dopo pochi mesi, prendere una tessera e poi pensare che altri non chiedano un riequilibrio. Questa è l’ “abc” di chi fa politica, questo è lo scotto di chi non fa vita di partito, non cresce poco alla volta, ma viene mandato allo sbaraglio. Non parlo a livello personale: anzi forse sono i due più preparati, ma parlo a livello politico. Poi c’è il Pd, un partito che non esiste! Basta vedere la processione di Gala di Sant’Oronzo: un consigliere regionale del Pd presente alla processione che praticamente arriva mano nella mano con un consigliere di opposizione».
«Anche se tutti affermano il contrario, a suo avviso si può parlare di crisi?» Gli chiediamo. «Non è una crisi di maggioranza – ci risponde – e neanche una crisi politica. È una corsa alla poltrona. Non hanno litigato quando hanno aumentato le tasse o le tariffe per la mensa scolastica. Discutono per avere l’assessorato e l’indennità. Categoria: miseria umana! Per questo, secondo me, non c’è nessun rischio che l’amministrazione cada, perché nessuno ha interesse a ritornare alla vita di prima. Molti sanno per certo che i turesi non li voterebbero più. Altri hanno bisogno dell’indennità. Si potrebbe sperare in “uno scatto di reni del Sindaco” , ma onestamente non ci credo. Sarà una lunga agonia per loro e per Turi».
E conclude: «Non è questione di nomi o competenze, ma di “mission”. Cosa vogliono fare? Come intendono amministrare? Come intendono adempire al consiglio dato nella relazione sul Bilancio preventivo dalla Dirigente di Ragioneria sulla lotta contro l’evasione fiscale (pagina 77 della stessa relazione)? Sono 16 mesi di assoluto non amministrare,solo parole, parole, parole… Con il “buon” Sindaco che fa di tutto per far finta di niente, pensando così di durare il più a lungo possibile!»