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Politica

Trema la maggioranza. Si dimette Leo Spada

Impegno comune per Turi

“Pronto Nicola Teofilo – sì… – sono xxxx consigliere comunale di Turi, non ci conosciamo, ma vorrei raccontarle quello che sta accadendo…”. È in arrivo la prima crisi di maggioranza del sindaco Menino Coppi? Sembra di sì. Abbiamo provato a chiamare qualche altro consigliere per capire. Qualcuno dice di non sapere nulla. Qualcuno conferma qualcosa ma le bocche sono tutte cucite.
IL QUID DELLA QUESTIONE – L’assessore Tardi e l’assessore Caldararo prima delle regionali decisero di iscriversi al Partito Democratico modificando così gli assetti della maggioranza e della Giunta. Prima delle Regionali tutto infatti è possibile. E così capita che chi prima si dichiarava nè di destra nè di sinistra, chi si auto proclamava puro e indipendente, dopo è pronto a indossare la casacca. Anche a Putignano il cambio delle casacche ha portato il sindaco Giannandrea a mandare l’assessore Carella a casa. È la logica della politica e chiunque ne mastichi un po’ l’avrebbe capito. Ma a Turi, i due giovani assessori di politica ne sono a digiuno e, iscrivendosi al Pd, hanno messo in crisi Sindaco e Maggioranza.
IL SINDACO – Sembra, ci raccontano, che il buon sindaco Menino Coppi avesse intimato ai giovani consiglieri di non fare scherzi e di prendere nessuna tessera. Così non è stato. La maggioranza trema ma il Sindaco rigetta ogni idea di rimpasto. Fermi tutti!!! E da vecchia volpe rimanda il rimpasto a data da destinarsi. Aspettiamo due anni e mezzo, aspettiamo il bilancio e tamponiamo ancora per tre anni, aspettiamo. È l’evoluzione e l’età. Quando è stato giovane Menino è stato il sindaco del cambiamento, oggi è il sindaco dell’attesa e del conservatorismo. Tutti fermi. E fermo è il paese.
L’INCONTRO E LE ROTTURE CON IL SEGRETARIO GRAVINESE – La crisi di maggioranza aperta dai segretari dei partiti è stata bloccata in modo irremovibile dal Sindaco. Sel, Rifondazione Comunista e Impegno per Turi però non accettano l’idea di un Partito Democratico che occupa tutto senza averne i numeri. Inoltre pare che pochi nutrano simpatia verso il neo Pd Gravinese, accusato di essere carente sia di competenza che di esperienza politica ma anche di avere un atteggiamento di “spocchiosità e indisponenza”. Anche all’interno del Pd le acque sono un po’ agitate e si intravedono contrasti fra i fedelissimi del Sindaco e il cordinamento tesserato dal Gravinese che reclama la propria esistenza o quanto meno… un minimo di considerazione. “Non abbiamo intenzione di dialogare con uno così – ci racconta il consigliere – e se il Sindaco non vuole allora cercheremo la nostra identità e il nostro spazio”. Solo tuoni o la crisi potrebbe essere più profonda?
ZULLO E IMPEGNO PER TURI PRONTI A STACCARE LA SPINA? – Proviamo a fare un’analisi con alcuni passaggi. Impegno per Turi avrebbe potuto avere il suo sindaco nella persona del segretario Camposeo che di fatto era stato di fatto incoronato candidato sindaco da Michele Boccardi a patto di non imbarcare in lista Vito Lenato. Non si può fare. Menino Coppi allora diventa sindaco del Pd dopo essere stato incoronato da Vito Lenato ed Impegno per Turi e non con l’amore del suo partito che si scioglie e alle amministrative raccogliendo pochi voti. Impegno per Turi perde il suo assessore e consigliere Vito Lenato che si dimette. Anna Gasparro vota alle regionali Fratelli d’Italia. Leo Spada e Impegno per Turi sostengono Zullo. Michele Boccardi diventa senatore. Zullo è stato a Turi tante tante volte…
Restiamo in ascolto e aspettiamo di capire se qualcosa cambierà o resterà tutto invariato, così come fermo, se non peggio, è il paese dopo gli anni di Gigantelli-Resta. Ai turesi delle poltrone interessa poco. Ma si aspettavano da Menino il cambiamento non l’immobilismo.

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