Mai più ultimi!!!

È la solita estate. Triste, in una Turi abbandonata e svuotata di gente incuriosita ed interessata. Quella che negli scorsi anni sembrava una percezione, oggi sta diventando una realtà: siamo proprio gli ultimi tra i Comuni del circondario.
Sono ormai lontani ricordi le serate di alcuni anni fa trascorse in compagnia di circa 500/600 persone all’Oratorio per seguire gli interessanti film in programma: oggi è una questione per pochi intimi.
Le strade di sera sono vuote con aree occupate da minuscoli spazi con tavolini disponibili per pochi avventori mentre la stragrande maggioranza delle stesse sono pronte ad accogliere moltitudini di gente che mai arriveranno. E quando ti rechi in altre località, ti assale il solito dubbio: che male abbiamo fatto per vivere in una realtà così poco accogliente e motivata? E l’invidia ti prende con un crescendo da debito pubblico italiano… mentre gli anni passano inesorabili!!!
Domanda e sentimento negativo che diventano una costante nel vedere Turi di giorno: strade cittadine e di campagna poco curate e perciò pericolose anche per l’assenza della segnaletica delle strisce pedonali, in altri tempi presenti e rassicuranti. Stessa cosa per quella verticale con segnali spesso vecchi, bruciati dal sole ed a volte contradditori tanto da minare la sicurezza degli automobilisti e dei pedoni.
Per non parlare del “verde” pubblico, ormai ridotto a sterpaglie facilmente infiammabili, tanto nel centro abitato quanto al cimitero. Ed intanto la tassazione, sempre più da vampiri, strema nelle forze anche quando gli immobili sono sfitti, i terreni agricoli sono poco redditizi e le attività commerciali “non vanno”. È da un anno che ho proposto la drastica riduzione delle tasse comunali per le nuove attività produttive intraprese dai giovani fino a 35 anni e nulla si decide in consiglio comunale, malgrado la condivisione (a parole) e le promesse del Sindaco e della Giunta. Tutto questo mentre i giovani a fiumi emigrano lasciando alle loro spalle altri coetanei sfigati, demotivati, senza prospettive e disamorati della propria Città. Intanto il tempo passa inesorabile e la povertà collettiva è sempre più diffusa. La burocrazia comunale, invece, è sempre più asfissiante (ci sono permessi a costruire addirittura datati 2013 e non ancora rilasciati ed opere pubbliche piccole e grandi che stentano a partire).
Ma la cosa più sconcertante è che neanche i piccoli (dal punto di vista finanziario) interventi di manutenzione vengono realizzati: penso alle pensiline per gli studenti ed alla segnaletica d’ingresso all’abitato della nostra Città per le quali basterebbero alcune centinaia di euro!!! E questa non è questione di soldi che non ci sono ma di cura dei beni comuni che non c’è, di assenza di orgoglio collettivo e di decoro urbano.
Del bilancio di previsione per quest’anno, neanche a parlarne. Ci stiamo avviando, quindi, ad un nuovo avanzo di amministrazione di dimensioni vergognose perché frutto di un’inattività amministrativa non più giustificabile: delle due l’una, o i soldi che si chiedono ai cittadini sono troppi rispetto ai servizi da offrire (e non è il nostro caso) nel qual caso bisogna chiederne meno oppure bisogna spenderli tutti perché servono (quindi bisogna amministrare la cosa pubblica senza risparmiare energie). Per cui avere ogni anno entrate maggiori delle spese è dannoso e vessatorio, denotando un’incapacità politico – amministrativa irritante e non più ammissibile. Basta con il convento ricco (Comune) ed i frati poveri (i cittadini)!!!
Anche in termini d’identità si avverte smarrimento: in passato Turi era riconosciuta per la Città delle ciliegie e delle percoche, oggi non più, data la notevole diffusione della produzione nelle altre realtà e la sua ormai costante ridotta redditività.
È chiaro che, continuando in questo modo, consolideremmo il triste primato di fanalino di coda dei Comuni del sud-est barese.
Che fare? Serve una volontà di riscatto da parte di tutti, a partire da me cittadino ed amministratore pubblico fino all’ultimo consigliere comunale, dal Sindaco all’ultimo assessore, dal primo all’ultimo dipendente comunale, dal primo all’ultimo concittadino. Volontà che deve manifestarsi in qualunque azione quotidiana (dalla voglia di costruire invece di distruggere, dalla maggiore raccolta differenziata al più puntuale rispetto delle regole della civile convivenza, dalla più oculata gestione del danaro pubblico alla migliore attenzione ai bisogni della collettività) e deve concorrere a far si che, quanto prima, la nostra qualità della vita sia tale da poter dire: mai più ultimi!!!
Fabio Francesco Topputi