É di Turi la Migliore Ciliegia d’Italia

È made in Turi la migliore ciliegia d’Italia. A premiarla, nella serata conclusiva della “X Festa Nazionale Città delle Ciliegie” – 18° Premio nazionale Lochi, lo scorso martedì 2 giugno, a Conversano, una giuria di esperti. A confermare l’ormai indiscusso primato turese, il premio consegnato all’azienda Dell’Aera Vito di Turi, premiato dal neo eletto governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Orgoglioso Stefano Dell’Aera, che ha ritirato il premio, confermando così il primato della nostra ciliegia, sua maestà la Ferrovia, e invitando i presenti alla prossima Sagra della ciliegia “Ferrovia” di Turi.
“Grazie per l’ospitalità al Sindaco Giuseppe Lovascio e al Direttore dell’Assocazione Città delle Ciliegie dott. Carlo Conticchio” – ha quindi aggiunto Stefano, che già proietta l’attenzione di tutti verso quella che si prospetta essere una due giorni turese ricca di gusto e di novità.
L’Associazione Nazionale Città delle Ciliegie, che raggruppa 68 comuni a vocazione cerasicola di 12 regioni diverse, ha così rinnovato il suo inchino alla “signora Ferrovia” eletta vincitrice per la sua estetica inconfondibile.
La Puglia è la prima regione italiana produttrice di ciliegie con una media di 520 mila quintali l’anno, un’area complessiva di 17 mila ettari che rappresenta il 39% del totale nazionale e una presenza di 8.500 aziende. In Puglia, poi, la produzione cerasicola si concentra nel sud-est barese con un giro d’affari solo nell’export di 20 milioni di euro e in questo comprensorio Turi si rinnova patria della ciliegia migliore d’Italia.
“Un riconoscimento importante che va condiviso con tutti i produttori turesi e che rilancia il nostro prodotto d’eccellenza oltre l’ostacolo posto dai mercati” – ha così commentato Antonello Palmisano, consigliere con delega del nostro comune. “Continuo a credere che dobbiamo investire ogni nostra energia nella continua promozione del prodotto cerasicolo e nell’individuare soluzioni per migliorare la commercializzazione. Uno-cento premi non bastano per garantire la sopravvivenza delle nostre aziende ma sono il punto di partenza per un percorso di valorizzazione che deve concretizzarsi grazie all’aiuto e all’unione dei singoli cerasicoltori”.