Emiliano a Turi per la nuova sede del PD

Il vento di rinnovamento del Partito Democratico di Turi non ha smesso di soffiare. Dopo la nomina a segretario dell’avv. Giuseppe Gravinese e la costituzione del nuovo coordinamento, il circolo si è dotato anche di una nuova sede più grande, in via Maggiore Olrandi n. 10, che è stata inaugurata domenica 8 marzo. Per l’occasione sono intervenuti il Segretario regionale del PD, nonché candidato alla presidenza della Regione Puglia, il dott. Michele Emiliano, e il Segretario provinciale Ubaldo Pagano. A fare gli onori di casa, ci hanno pensato naturalmente il Segretario locale Giuseppe Gravinese e il sindaco Menino Coppi, insieme a tutto il coordinamento e ai tesserati.
Dopo una breve presentazione, il primo ad intervenire è stato Gravinese, il quale ha posto l’accento sui nuovi importanti numeri del partito e sul nuovo coordinamento, composto da venti persone: questo soddisfacente afflusso di nuove tessere ha reso necessaria una sede più ampia, per garantire una migliore logistica. Essendo l’8 marzo, non è mancato il ricordo alla figura della donna, valorizzata all’interno del coordinamento, dove si è rispettata la parità di genere. Per Gravinese, la nuova sede dovrà essere un “raccoglitore e un filtro delle istanze di tutti”: “Voglio che la cittadinanza sappia che questa sede sarà aperta non solo a noi iscritti, ma a tutti coloro che vorranno portare qui delle istanza”. Il partito, inoltre, si impegna ad essere una “cerniera con l’Amministrazione” per quei provvedimenti sentiti dalla gente. “Ci impegneremo – assicura infine – affinché nella prossima competizione elettorale, a maggio, questo paese dia un contributo importante per l’elezione del presidente della Regione”.
Anche Ubaldo Pagano sottolinea l’impegno delle donne: “Mi piace ricordare il sacrificio delle operaie di Barletta che, senza alcun tipo di tutela, lavoravano in un laboratorio sotterraneo per dodici ore al giorno. Penso che lo dobbiamo alle tante donne che, molto spesso, con tanto sacrificio, non solo sono linfa vitale per il mondo produttivo, ma mandano avanti le nostre famiglie e ci permettono molto spesso anche di coltivare le nostre passioni politiche”. Torna poi indietro nel tempo, alle elezioni amministrative dello scorso anno e confida che si è trattata di una vittoria elettorale su cui pochissimi avrebbero scommesso. “Con Menino abbiamo fatto moltissimi sforzi” – confessa, ripercorrendo brevemente il “disastro” seguito alle dimissioni del ex segretario Annarita Rossi, disastro divenuto poi “opportunità”. Non è mancato, in questo caso, il ringraziamento all’ex commissario Saverio Campanella. Conclude ribadendo l’importanza della creazione di una rete sul territorio, “bisogna entrare in contatto con i circoli dei comuni limitrofi” – conclude.
“Questa è una bellissima serata – esordisce il sindaco Coppi – è come un sogno che si realizza, finalmente a Turi abbiamo un Partito Democratico che non è di nicchia: è un partito di popolo, non di pochi”. Parla poi del vecchio gruppo dirigente che ha sempre puntato al nuovo, che ha sempre guardato avanti. “Non si può pensare al passato solo al negativo – aggiunge – la nostra saggezza ci deve portare a prendere dal passato ciò che ci serve per il futuro”. Non a caso afferma: “Tutte le pietre servono a fare la parete”, nel senso che “tutti qui abbiamo un valore e tutti qui rappresentiamo qualcosa”. Ribadisce, infine, come aveva già fatto in altre occasioni, l’importanza del partito quale connettore con l’esterno, una finestra fuori dalla macchina amministrativa.
Il segretario regionale Michele Emiliano osserva con soddisfazione la folla accorsa nella nuova sede del PD e come un padre spiega di custodire bene questo risultato, “Fate in modo che non sia solo un fruscio di scopa nuova, dobbiamo provare a dare una durata alle cose buone che abbiamo realizzato e a passarle addirittura alle generazioni successive”. Questo è uno dei sensi della politica e non il ritorno di interessi privati. Anche lui torna sulla vittoria elettorale di Coppi e afferma: “La sorpresa è stata quando mi avete detto che avevate vinto. E come hanno fatto a vincere? Mi sono chiesto. Io ero un po’ abbattuto e temevo che questa città, come le altre, fosse irrimediabilmente consegnata a quella logica della destra”. Poi il suo discorso si allarga, sconfinando dal nostro paese e abbracciando tematiche più regionali: “L’avversario politico spera in una spaccatura del centrosinistra”, “abbiamo fatto certo arrabbiare qualcuno” – riferendosi a Sel – “però abbiamo avuto un rapporto con queste persone che è unico al mondo. Spiegate loro che noi abbiamo votato il loro candidato alle primarie per due volte, lo abbiamo eletto Presidente della Regione per due volte, lo abbiamo sostenuto lealmente per dieci anni, senza mai fargli uno scherzo”. “Dobbiamo spiegare ai nostri compagni della Puglia Più – così si chiamerà la lista di Emiliano – che il PD ha saputo recitare questo ruolo del fratello grande che spesso taceva volentieri di fronte a un carisma, di fronte ad una capacità di indirizzo politico che noi abbiamo custodito. Come noi abbiamo fatto questo per dieci anni, loro possono farlo per cinque”. Da qui passa all’importanza del gioco di squadra, “il PD non è un partito che si protegge, non è un fortino” – afferma – “c’è bisogno della partecipazione attiva dei cittadini. Smetteremo di finanziare i partiti, perché vorremmo finanziare la politica attraverso la partecipazione”. Dalla partecipazione, passa alla sanità: “Vogliamo fare una legge che tolga la possibilità ai politici di valutare il merito dei soggetti che operano nella sanità, vogliamo liberare medici, infermieri e direttori generali, perché non è possibile che un bravo medico debba avere tra i piedi un consigliere regionale che determina la sua carriera, non è possibile che un buon manager della sanità debba essere nominato e debba avere sulla fronte il timbro, non solo del partito, ma pure dello specifico consigliere che in qualche modo lo ha eletto”. Ritorna anche sulla legge elettorale, che nello specifico della parità di genere definisce un “orrore”. Così, dopo aver scelto sei capolista donne del Partito Democratico, ha invitato apertamente a votare soprattutto le donne: “Io farò campagna elettorale, dritto per dritto, chiedendo a tutti i militanti del partito di votare il più possibile le donne”. “La concezione tutta italica che la politica sia riservata agli uomini è sbagliata”. Conclude sottolineando l’importanza e il duro lavoro del Partito Democratico dall’ambito locale fino a quello nazionale: “Siamo il partito più importante della sinistra europea, abbiamo finalmente preso l’Italia per mano e la stiamo cambiando, con tantissime difficoltà e contraddizioni”.