Turi non ha candidati per l’Area Metropolitana

L’elenco degli aspiranti ad una poltrona d’onore davanti al tavolo della Città Metropolitana pare essere completo. Alcuni tra sindaci e consiglieri concorreranno per nuove cariche, tanti, ma da Turi nessuno. Proprio così, il nostro piccolo paese non avrà alcun rappresentante diretto, nessun candidato. Eppure nel gioco dei pronostici tipici di una vera e propria campagna elettorale, alcuni nomi erano venuti fuori: tra questi il consigliere di maggioranza Antonello Palmisano e la collega di opposizione Mariangela Volpicella. Li raggiungiamo telefonicamente, cercando di capire le ragioni per cui né loro, ne altri turesi siano stati aggiunti nell’elenco degli aspiranti.
“Tra i candidati per l’Area Metropolitana poteva esserci anche il tuo nome?” – chiediamo a Palmisano: “In realtà è stata una cosa a cui abbiamo pensato – ci risponde, se ne è parlato. La cosa che ha fatto desistere me e altri consiglieri dei paesi più piccoli è stato il fatto che la legge elettorale in questione sembrerebbe essere a mio dire “antidemocratica”, pur avendo il suo perché. Questo per il fatto che il voto di un consigliere barese conta quasi dieci volte di più di quello di un turese: abbiamo quindi deciso di non candidarci perché non avevamo i numeri per esprimere realmente un candidato. Inoltre si correva il rischio di togliere un’importante rappresentanza al centro sinistra nel Consiglio Metropolitano. Per quanto fosse opportuno, a mio dire, esprimere un candidato del Sud-Est barese c’era la reale quanto spiacevole possibilità che il Sindaco della Città Metropolitana, Antonio Decaro, espressione del Partito Democratico, si trovasse a governare con una maggioranza di centro destra ed un probabile difficile scenario politico-amministrativo. Tuttavia, ognuno di noi ha deciso di appoggiare le realtà più vicine ai propri partiti, movimenti o conoscenze, naturalmente con l’obiettivo comune di pensare al bene del paese”.
Non si sbottona invece Mariangela Volpicella, la cui presenza nelle liste sembrava certa per molti: “La mia candidatura non c’è stata per una mia volontà”. Alla domanda se il partito l’avrebbe comunque voluta, risponde: “Probabilmente sì, ma sono stata chiara fin dall’inizio, non volevo fare questa cosa ed è stata una mia scelta personale”.