“Fanno così paura i cittadini liberi?”

“La voce del paese” intervista Giuseppe Zagaria, uno degli attivisti fondatori del Movimento 5 Stelle di Turi e candidato in lista per le Amministrative 2014.
Chi è Giuseppe Zagaria?
“Giuseppe Zagaria è un ragazzo che vive da 26 anni a Turi, con la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ha avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, poi proseguita con il diploma di perito informatico, conseguito presso l’ITIS di Gioia Del Colle, e in seguito con una laurea, l’anno scorso, presso l’Università degli studi di Bari. È un appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Attualmente è informatico e webmaster freelance, ovvero lavora a progetto, e per hobby, produttore di musica elettronica e Deejay”.
Cosa ti ha spinto ad entrare nel M5S?
“Non è proprio corretto dire “cosa ti ha spinto”, perché io sono tra quelli che ha visto nascere il movimento e ne ha contribuito alla nascita. Sono iscritto e seguo il blog di Grillo fin dagli inizi. Già all’età di 14 anni avevo un’ idea ben precisa di come avrebbe dovuto essere il mondo e nessun partito politico è mai riuscito a rappresentare, nella sua totalità, queste mie idee, a differenza del Movimento 5 Stelle, probabilmente perché lo stesso gruppo è nato dalle menti di internauti come me. Diventare un pentastellato è stato per me del tutto naturale. In passato, in vista delle elezioni, su Turiweb avevo cercato di contattare persone non contente della attuale situazione politica, per creare una lista, non ricevendo alcun consenso. L’unica risposta ricevuta fu una richiesta di unirmi ad una lista civica, che solo sulla carta era fatta di gente nuova. All’inizio del 2013 ho iniziato ad essere più fortunato”.
Cosa pensi dell’Amministrazione comunale degli ultimi anni? Che cosa è stato fatto per Turi?
“Dall’Amministrazione Comunale degli ultimi anni sono deluso, anche perché il mio voto non ha mai avuto spazio, i delegati che sono riuscito a mandare al Comune quasi sempre hanno finito per dimettersi, non portando a termine le promesse fatte, o hanno avuto un ruolo marginale, nonostante i tanti voti ricevuti. Nel caso più eclatante, la dimissione del mio delegato ha fatto salire al Comune, al suo posto, uno membro dell’opposizione, un fatto che ha leso il mio diritto alla democrazia in quanto cittadino di questa comunità. Questo è uno dei tanti motivi che mi ha spinto a mettermi in gioco. Da pochi anni sto studiando la storia turese e credo che da quasi venti anni, se non di più, Turi sia in decadenza, ora più che mai. Solo per un periodo abbiamo avuto un’Amministrazione che ha ben governato, ma, caso strano, la stessa Amministrazione non è più riuscita a presentarsi e la sua “vecchia gloria”, ormai viene solo usata come semplice “pupazzo portavoti”, in nome di un ricordo nostalgico di quel periodo andato”.
Qual è il tuo pensiero riguardo all’attuale campagna elettorale? Il Movimento ha parlato di “politici che pensano solo a fare gossip”. Perché?
“Nelle altre liste non hanno ancora formato una squadra o ci sono arrivati solo ora. Noi siamo già pronti da febbraio. Cosa ci vuole a formare una lista? T’impegni nel movimento o partito. Hai idee che non entrano in conflitto con i suoi principi, puoi candidarti. Nelle altre liste, invece, sembra che ci sia una “campagna acquisti” per scegliere i candidati, in base ai voti feudali o alla popolarità, facendo ricadere la scelta sempre sui soliti noti del paese; diversamente, se la faccia è nuova, dietro c’è lo spauracchio di un volto vecchio. Non si pensa mai a dar spazio a umili cittadini, come abbiamo fatto noi del Movimento. Il Politico non deve esser un VIP, ma un cittadino”.
Se eletti, porterete gli stessi cittadini dentro il Comune. Come pensate di farlo?
“Tramite il blog e il nostro canale di youtube faremmo le stesse cose già sperimentate a livello nazionale: videoblog con il resoconto di ogni assemblea comunale con rispettiva diretta streaming, cercando di stimolare il cittadino ad informarsi. Ormai si usano il videostreaming e i vari social network per ricevere spam pubblicitari ed esser informati sul pettegolezzo riguardo all’amico di turno, perché non usarli anche per informare in modo virale su ciò che avviene in comune? I nostri gazebo settimanali, anche in caso di avvenuta elezione, continueranno ad informare sul nostro operato anche chi non ha accesso alla rete. Tutto questo sarà possibile grazie agli attivisti, perché senza di loro tutto ciò non sarebbe realizzabile. Voglio ribadire: noi non siamo un gruppo chiuso, anzi, chiunque può entrare a far parte del Movimento 5 Stelle di Turi, basta avere i nostri stessi obbiettivi ed esser onesti. Se qualcuno si avvicina a noi solo sotto elezioni, nella speranza di diventare un consigliere comunale, ha proprio sbagliato Movimento”.
Il 6 aprile avete raccolto 112 firme di cittadini che sottoscrivevano la lista M5S. Vi aspettavate questo risultato?
“Sì, ci aspettavamo di raggiungere le 100 firme, ma di farlo in meno di 3 ore, ammetto di no, questo ci ha incentivato ancora di più, perché vuol dire che Turi sta cambiando”.
Sul vostro sito, in merito alla raccolta delle firme, avete parlato di “20 cecchini a fissare i Turesi che sottoscrivevano la lista del M5S. Niente sole ma tanti raggi di cambiamento. Fanno così paura i numeri di questi cittadini LIBERI?”. Cosa è successo? Chi erano i cosiddetti “cecchini”?
“Fanno paura i cittadini LIBERI? Tale domanda dovreste rivolgerla ai diretti interessati. I “cecchini” non so se fossero proprio 20, ma erano i cosiddetti “segugi” delle varie liste politiche, pronti a controllare se i loro sudditi stessero supportando il nemico. Ovviamente erano presenti anche il 12 aprile alla nostra presentazione di lista e in tutti gli altri nostri eventi, partendo dall’anno scorso”.
Come è stata accolta la vostra entrata in scena dai politici locali e dai cittadini?
“Da parte dei cittadini, più che positiva, perché ci fermano e ci parlano dei problemi di Turi, ma come sappiamo le urne ci diranno la verità. Sicuramente i politici locali non li abbiamo lasciati indifferenti nei nostri confronti, al contrario di quello che dicono i giornali locali”.
Se già sapessi di aver vinto, qual è la prima cosa che faresti per Turi?
“Come detto da Francesco in presentazione di lista, daremo priorità alle richieste ricevute con l’evento “quartieri in movimento”: in primo luogo, cercheremo di portare la democrazia, che per noi è la “cosa pubblica” in mano alle persone, eliminando quella distanza che si è creata tra enti amministrativi e cittadini. Siamo noi i datori di lavoro dei nostri politici, ma non abbiamo il controllo di quello che fanno i nostri dipendenti con la nostra Azienda Comune. La seconda richiesta fatta dai turesi è stata la vivibilità, noi l’abbiamo interpreta nell’atto di riqualificare più spazi pubblici possibili, attualmente dismessi, e riconsegnarli in modo decoroso ai nostri (a noi) cittadini”.
Credete di poter vincere?
“Certo, se abbiamo deciso di metterci in gioco è perché ci crediamo, nessuno partecipa ad una competizione con la voglia di perdere, ma anche solo far entrare uno di noi come consigliere per noi sarebbe una vittoria. Ciò consentirebbe finalmente a noi cittadini di far sapere cosa combinano e controllare l’operato dei nostri “delegati/dipendenti al Comune”.