L’ex mattatoio non diventi l’ennesimo esempio di spreco
Nelle scorse settimane la Giunta comunale ha approvato il progetto preliminare relativo ai lavori di ristrutturazione ed adeguamento dell’ex mattatoio comunale sito in Largo Pozzi. Apprendiamo che l’area sarà convertita, all’esito dei lavori, in un centro di prima accoglienza per turisti, funzionale ad attività legate alla promozione del nostro territorio.
Pur condividendo l’intento meritorio e la necessità di trovare canali che consentano di attrarre, anche nella nostra cittadina, turisti (quasi sempre lontani dalla realtà turese), il circolo locale di Rifondazione Comunista non può esimersi dal porre all’attenzione della cittadinanza e di chi ci amministra una serie di rilievi.
Va rammentato che, già in passato, la stessa struttura venne riqualificata per essere adibita a mercato coperto, ma non si giunse mai a tale utilizzazione. Basti pensare che, allo stato attuale, l’edificio in questione ospita l’associazione di volontariato Turi Soccorso e funge da parcheggio per le auto comunali.
Ora abbiamo notizia della ristrutturazione, finanziata in parte con fondi di bilancio. Non vorremmo mai che, una volta completato l’adeguamento, l’opera faccia la medesima fine del progetto del mercato coperto, che mai ha visto luce.
Ci permettiamo di sottolineare tale aspetto, per far sì che non vengano più perpetrati errori commessi in passato. La vicenda dell’ospedale sito in via Conversano, erto per decenni a monumento dello spreco di denaro pubblico, rappresenta il più lampante esempio della cattiva utilizzazione delle nostre risorse economiche.
Anche nell’ambito più strettamente artistico e culturale non c’è, però, da essere sereni: il passato serba numerosi esempi che vanno nel senso totalmente inverso rispetto alla tutela della storia e della cultura turese.
Pochi tra i lettori ricorderanno, ad esempio, che la struttura adiacente alla Chiesa di San Giovanni era adibita ad ospedale civile; purtroppo, la targa presente sulla sommità della struttura è letteralmente scomparsa, evidentemente fagocitata dalla furia ristrutturatrice che ha colpito l’edificio e che ha ben pensato di eliminare lettera per lettera ricordi importanti per la nostra cittadina. Ancora, i nostri sotterranei trattengono numerose testimonianze,
legate ad epoche passate (quante sono le antichissime tombe ritrovate nel corso dei vari scavi, pubblici e privati?); il problema è che, una volta scovate, la politica si è palesata incapace di renderle fruibili dal punto di vista turistico e culturale, tant’è vero che, quando non conservati presso privati, gli antichi resti vengono esposti in musei di città e paesi (come Bari, Taranto e Conversano) che si sono dimostrati sicuramente più sagaci di noi; si pensi, ancora, alla vecchia Fontana delle quattro bocche, in passato sita in Piazza Gonnelli, ma da decenni non più pervenuta. Si rammentino, ancora, le tante grotte sottostanti le nostre strade e case. Altri comuni hanno avuto la capacità e l’intelligenza di generare cultura – e business – sfruttando ciò che il territorio offre loro; tale discorso, purtroppo, non vale nell’ambito turese.
Tanti errori sono stati commessi nel passato, tanti nostri soldi sono stati utilizzati, ma non hanno apportato alcuna utilità al comune di Turi, né sotto il profilo di servici pubblici essenziali, né sotto l’aspetto culturale e della promozione del territorio. Rifondazione Comunista Turi auspica che il progetto riguardante l’ex mattatoio rappresenti, per una volta, la spinta alla crescita turistica del nostro territorio e non l’ennesimo esempio di sperpero di denaro pubblico.
Rifondazione Comunista Turi (con la collaborazione di Matteo Fiorente)