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Politica

Prima la condivisione, altro che Autogol

Vito lenato comizio

Dopo il comizio della settimana scorsa Vito Lenato è stato oggetto di duri attacchi. Abbiamo voluto riascoltarlo cercando di comprendere cosa si nasconde fra le riga e l’esigenza del comizio stesso. Lo stratega, secondo noi,  di Impegno per Turi, ci risponde ma non svela tutte le carte…

L’ironia nei botta e risposta è d’obbligo. Vito Lenato, “eroe senza macchia”, dopo il comizio, si sente colpevole dei toni usati?

Non si può essere colpevoli di quello che si dice quando si è certi che risponde alla verità confermata dai dati e dai fatti.

Un editoriale senza firma e senza macchia su Fax l’accusa apertamente di incoerenza politica. Ci sveli questo “mistero”?

A differenza di persone ormai note, tanto per citarne qualcuno, Gigantelli prima ed ora Resta, che usano la politica e le istituzioni pubbliche come mezzo per i loro interessi personali e familiari, personalmente ho uno spiccato senso di appartenenza al mio paese e pratico la politica con passione, quella passione trasmessami  dal dott. Vito Donato Valentini. Ho da sempre dato il mio contributo a progetti politici che mirassero alla crescita ed al miglioramento del mio paese. E’ chiaro che i progetti politici devono essere condivisi con altre persone che a volte possono risultare   sleali così come è avvenuto nel 2009.

Nel 2009 con l’attuale Sindaco Resta abbiamo fatto un progetto politico che guardava non solo alle elezioni provinciali ma anche alle elezioni comunali che si sono tenute a maggio scorso. Per le provinciali una squadra fortemente motivata riuscì a portare Resta alla provincia e per di più a farlo entrare nel novero degli assessori.

La stessa squadra e quindi anche lui principale autore di quel progetto politico, avrebbe dovuto sostenere gli altri obiettivi del progetto primo fra tutti la candidatura dell’Ing. Franco Mercieri  a Sindaco di Turi.

Invece Resta affetto da quel congenito narcisismo, non abituato a fare squadra, ovvero abituato solo a servirsi della squadra, il giorno successivo alla sua elezione ad Assessore provinciale, ha non solo disconosciuto la squadra che per lui si era impegnata, ma ha rinnegato con slealtà il progetto politico che ci aveva messo insieme.

 Altro che autogol!. Questa è coerenza di chi senza mezzi termini vuole tenersi a debita distanza dai mestieranti della politica, da coloro che sono interessati ad accumulare  cariche politiche  senza profondere il minimo dell’impegno.

Il vostro comizio in Piazza è sembrato più che altro il voler affermare che Impegno per Turi c’è. Forse per mettere a tacere l’assenza in commissioni e consiglio?

In piazza il Movimento “ Impegno per Turi” ha fatto il consuntivo di nove mesi di inerzia dell’Amministrazione Resta. Inerzia che sta nei fatti che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini e che è difficile smentire.

Frequentando le sedute di Consiglio Comunale non è difficile prendere atto dello scadimento del dibattito condizionato dalle solite persone con il proposito di non consentire a tutti di poter dare il proprio contributo. Addirittura all’interno del Movimento è in corso una attenta valutazione sulla opportunità di continuare a frequentare le sedute di Consiglio Comunale e delle Commissioni consiliari.

Rocco Birardi sta ad Impegno per Turi come l’olio nell’acqua?

Rocco Birardi ancora non ha dichiarato in Consiglio comunale la sua identità. Ci auguriamo lo faccia in fretta e ci sollevi da questo assillo.

Tornando ai misteri. Il comizio è stato diretto in modo scientifico contro Tateo e Resta. La Giunta e la Maggioranza sono salve?

Il comizio non era contro qualcuno era la doverosa informazione che il Movimento   “Impegno per Turi”, così come ha promesso in campagna elettorale, ha voluto dare ai cittadini.

Parliamoci chiaramente. Appoggereste Boccardi alle prossime regionali, se, ad esempio, Michele staccasse la spina a Resta?

Il Movimento “Impegno per Turi”, è un movimento con diverse anime che convivono e condividono all’unanimità gli obiettivi fissati senza pregiudizio di appartenenza politica. 

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