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Bando POIn, approvata la modifica della convenzione

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Nell’ultimo Consiglio comunale, tenutosi lo scorso 19 marzo, si è ritornato a discutere della convenzione che i Comuni di Turi, Capurso e Sammichele di Bari stipularono nel 2010 al fine di partecipare al POIn (Programma Operativo Interregionale) “Energie rinnovabili e risparmio energetico”. Un bando, emanato dal Ministero dell’Ambiente nel settembre del 2010, che metteva a disposizione delle pubbliche amministrazioni fondi europei da impiegare per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici.

Prima di darvi conto della discussione consiliare, proviamo a riassumere i passaggi chiave della vicenda.

La prima convenzione – Nel novembre 2010, l’amministrazione Gigantelli approvava una specifica convenzione con i comuni associati, indirizzando l’intervento di ottimizzazione sul Centro Culturale Polivante, sito in via Sedile. In corso d’opera, la giunta cambiava obiettivo e puntava sul palazzo municipale, prevedendo l’isolamento termico dell’intero edifico e l’adeguamento degli impianti elettrici e di riscaldamento.

Per la progettazione preliminare, il nostro comune stanziava circa 9 mila euro e, in base ai criteri previsti del bando, si assicurava il diritto al 35,12% della somma complessiva elargita dal Ministero.

 

La modifica della convenzione ? Come ha riferito l’assessore ai Lavori Pubblici, Flavio Tundo, lo scorso 11 marzo, il Ministero dell’Ambiente, ha inviato una nota in risposta alla richiesta di proroga avanzata dal comune di Capurso, capofila del raggruppamento.

Nella comunicazione ministeriale si accorda lo slittamento dei termini procedurali al 5 aprile ma, parimenti, si richiede di riconoscere il comune capofila come unica stazione appaltante. In altre parole, Turi e Sammichele sono chiamati a derogare all’amministrazione di Capurso l’adempimento di tutte le procedure relative al bando di gara, compresa la relativa rendicontazione di spesa, con cui si selezionerà l’azienda che realizzerà i lavori in tutti e tre i comuni.

Una richiesta, per ritornare al motivo della convocazione del Consiglio comunale, che ha reso necessaria la modifica di due articoli della convenzione del 2012, giacché, in origine, era accordata al singolo comune la possibilità di avviare autonoma gara d’appalto.

 

 

Il dibattito consiliare ? Guardando la documentazione ? rileva Nico Catalano, consapevole di ragionare su una procedura ormai definita ? mi sarei aspettato che il nostro comune fosse più lungimirante e coraggioso e decidesse di partecipare al bando da solo“.  Due gli ipotetici vantaggi di questa opzione: intervenire su più edifici ed evitare di dover rimettere nelle mani di un altro comune il ruolo di gestire l’intero appalto, rischiando di andare incontro ad un “percorso farraginoso“. Altro timore espresso da Catalano è che “non si rispetti un preciso cronoprogramma dei lavori, penalizzando i cittadini che non potrebbero usufruire dei servizi erogati dall’Ente“.

Dai banchi della maggioranza è Antonio Tateo, che questo progetto lo ha visto crescere con il governo Gigantelli, a difendere gli indirizzi della precedente giunta in nome della continuità amministrativa: Il progetto fu elaborato in tempi ristrettissimi e la scelta di partecipare in associazione con altri comuni fu quasi obbligata: non avremmo avuto modo di procedere all’intera progettazione che, tra l’altro, bisognava affidare ad un professionista esterno, essendo i nostri uffici impegnati nelle varie progettazioni già in cantiere“.

Ed a proposito dell’istanza ministeriale di individuare un’unica stazione appaltante, il capogruppo di “Le Ali per Turi” la definisce, senza mezzi termini, “manna dal cielo in un periodo in cui gli uffici sono oberati di lavoro“.

 

A chiudere i lavori consiliari, prima di una votazione che approva la modifica alla convenzione, arriva l’intervento del consigliere Vito Notarnicola che domanda se, allo stato attuale, tutta la procedura sia stata espletata e se la variazione in discussione porterà ad un’integrazione della somma già versata per la progettazione.

Sul primo punto, l’architetto Susca, chiamato per un conforto tecnico, rassicura che ogni adempimento è stato formalizzato. Sul secondo interrogativo, l’assessore Tundo dichiara che non dovrebbero esserci aggravi; Tateo aggiusta il tiro ed ipotizza che l’unico costo aggiuntivo potrebbe riguardare la spesa per la pubblicazione della gara, “un costo che si sarebbe dovuto sostenere anche partecipando da soli e che comunque verrà ripartito proporzionalmente (in base al numero di abitanti) tra i comuni associati“. 

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