Elezioni Universitarie: l’avventura di un Turese

Antonio Zita, turese, è stato protagonista della recentissima campagna elettorale universitaria di Bari. Purtroppo, candidato al Consiglio di Amministrazione non è stato eletto. L’abbiamo intervistato.
Il dato che emerge dal primo scrutinio su gli organi centrali è quello che l’unica rappresentanza è della destra e del qualunquismo. I primi sfruttando la riduzione dei posti in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione per assemblare 11 associazioni in un cartello elettorale riuscendo a spartirsi le poltrone. Prova ne è il fatto che alcune di esse sono state costituite ad hoc da personaggi ormai non più studenti, o si veda il fatto che non esiste il che minimo programma di questo cartello, o magari una carta d’intenti. Sui secondi, i qualunquisti, non si può far altro che constatare che la retorica semplicistica e il radicamento sulle lacune dell’Università continua a fare molta presa.
Link non è riuscita con il 12 % ad esprimere un consigliere d’amministrazione e un Senatore. Un peccato. Sicuramente paghiamo il fatto di avere un profilo politico. Cioè di avere quella visione dell’Università pilastro portante nella società. Spazio di trasmissione dei saperi e formazione. Di pensare l’Università accessibile, adeguatamente finanziata e Pubblica; con una didattica di qualità e inclusiva. Con un diritto allo studio mezzo per rimuovere gli ostacoli economici e sociali innanzi agli studenti.
Sono molto cosciente del fatto che essere fuori dagli schemi, pensare con la propria testa e battersi per le proprie idee significa, ad oggi, non avere sufficienti voti da ottenere gli organi centrali.
Dopodiché una cosa va detta di sicuro, almeno per onesta intellettuale. Quando uno pensa alla democrazia, alle elezioni, pensa anche allo svolgimento di essa. Affinché vi sia un confronto elettorale adeguato è necessario che ci siano tempi adeguati e regole certe. A queste elezioni oggettivamente sono mancate entrambe. Il bando, oltre che tardi, è stato modificato ben 7 volte e la campagna elettorale è stata ridotta così, praticamente a una settimana. Da qui, avendo noi una comunicazione oggettivamente più lunga (i contenuti richiedono tempo), non siamo arrivati a tanti studenti.
Dopodiché io vorrei rispondere brevemente a chi festeggia a questo risultato dicendo soltanto una cosa: chi vive su la vittoria per la vittoria e la rappresentanza come fine di autoaffermazione e non come strumento di cambiamento, rappresentando una popolazione, può tranne un ritorno personale, ma fa un danno ad una comunità intera.
Link Bari è fuori gli organi centrali. Questo non significa che saremo FERMI e ZITTI. Come abbiamo già dimostrato con la vertenza con la Regione sulle borse di studio, arrivati al finanziamento di 5 milioni sul diritto allo studio, il cambiamento lo riusciamo a praticare dentro e fuori gli organi. Ai più di 1400 studenti che ci hanno sostenuto non possiamo far altro rassicurare che la nostra presenza dentro i dipartimenti porterà un lavoro critico e partecipato verso un orizzonte diverso.”