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Il sindaco Resta risponda!

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In questi giorni in tanti parlano di “Spending Review”, revisione della spesa, per cercare di limitare o eliminare le esorbitanti spese pubbliche. Ma in definitiva siamo davvero davanti ad un abbassamento dei folli ed inutili costi che gravano sull’economia di ogni singolo italiano?

Col governo Monti stiamo pian piano abituandoci all’idea che tutto quello che abbiamo deve essere inteso come un sacrificio dell’intera nazione.

Ma la revisione della spesa, su chi deve gravare? La notizia di una raccolta di firme per tagliare drasticamente gli stipendi dei parlamentari circola su tutti i social network e in quasi tutti i comuni è iniziata questa operazione. Il referendum in questione, già presentato in Cassazione il 19 aprile 2012, da un comitato di cittadini riconosciuti come ‘Unione Popolare’, prevede che vengano drasticamente ridimensionati gli enormi privilegi che tutti i parlamentari godono (art. 2 della Legge 31 ottobre 1965, n° 1261 – relativo alle indennità dei parlamentari) e che si dia la possibilità a tutti i cittadini di poter scegliere il loro rappresentante indipendente dalla volontà del partito.

abrogazione-legge-indennit-parlamentariAnche Turi, per mezzo dell’ex consigliere Natalino Ventrella, lunedì 16 luglio sarà allestita una postazione per procedere alla raccolta delle firme.

“Già oltre cinquecentomila persone hanno firmato, raggiungendo così il numero minimo per poter richiedere il referendum, ma il nostro obiettivo è superare il milione di consensi. L’austerity non deve riguardare noi onesti ed impotenti cittadini, ma tutti quanti ed in egual misura.

Anche nella nostra realtà regionale e locale bisogna limitare gli sprechi. I consiglieri regionali percepiscono ingiustamente uno stipendio altissimo. I nostri consiglieri comunali hanno tagliato in misura di una piccola percentuale la loro retribuzione di consiglieri ed assessori. Non è sufficiente. Loro devono dare l’esempio. Perché non destinano parte della loro retribuzione al paese? È sotto gli occhi di tutti in quale situazione riversa Turi, con cantieri che non riusciamo a chiudere per mancanza di fondi. Noi tutti saremmo ben contenti di poter contribuire a risolvere questa situazione, ma l’esempio deve partire da tutti loro e non dal solo sindaco. Ci sono degli assessorati che hanno delle funzioni già ben gestite dai vari caposettori, come ad esempio la gestione della raccolta dei rifiuti. Invece in questa amministrazione c’è un assessore con le stesse competenze. A cosa serve? Ci sono stati dei gravissimi errori sulla progettazione dei lavori. Noi abbiamo il diritto di chiedere il risarcimento danni ai tecnici perché, anche se sono comunali, dovranno rispondere in prima persona del loro operato”.

“Mi auguro  – ha continuato Natalino Ventrella – che l’esito del referendum dia una chiara dimostrazione che i politici devono fare i politici e non i furbi. Competenza, onestà e disponibilità sono queste le caratteristiche che dovrebbero prevalere in loro prima di prendere qualsiasi decisione. Votare è un diritto ma in quest’occasione, dovrebbe essere forse un obbligo, perché devono capire anche i politici che amministrare deve essere un onore, non un’opportunità prettamente individuale”.

 

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